"M118", la spia di Rabat ricercata a Parigi e riemersa a Bruxelles
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - L'ultima volta che era apparso in un'inchiesta giudiziaria era nel 2016, un'affaire di corruzione di un poliziotto dell'aeroporto parigino di Orly che aveva trafugato documenti dell'antiterrorismo francese per consegnarli al Marocco. L'agente dei servizi segreti Mohammed Belharache era stato identificato allora - nel pieno della stagione degli attentati Oltralpe - come il regista dell'infiltrazione che aveva portato il regno di Mohammed VI a mettere le mani su informazioni confidenziali e sensibili della Dgsi, l'agenzia della sicurezza interna francese.
Belharache riappare adesso al centro dell'euroscandalo. Il nome dell'agente della Dged, il servizio segreto marocchino, è citato nel mandato di arresto sulla "cricca" che si è venduta al Marocco e poi al Qatar per esercitare la loro influenza all'interno del Parlamento europeo. Sarebbe stato lui, secondo i pm belgi, ad aver "pilotato" il grupp…
PARIGI - L'ultima volta che era apparso in un'inchiesta giudiziaria era nel 2016, un'affaire di corruzione di un poliziotto dell'aeroporto parigino di Orly che aveva trafugato documenti dell'antiterrorismo francese per consegnarli al Marocco. L'agente dei servizi segreti Mohammed Belharache era stato identificato allora - nel pieno della stagione degli attentati Oltralpe - come il regista dell'infiltrazione che aveva portato il regno di Mohammed VI a mettere le mani su informazioni confidenziali e sensibili della Dgsi, l'agenzia della sicurezza interna francese.
Belharache riappare adesso al centro dell'euroscandalo. Il nome dell'agente della Dged, il servizio segreto marocchino, è citato nel mandato di arresto sulla "cricca" che si è venduta al Marocco e poi al Qatar per esercitare la loro influenza all'interno del Parlamento europeo. Sarebbe stato lui, secondo i pm belgi, ad aver "pilotato" il gruppo di Strasburgo, in stretta collaborazione con l'ambasciatore marocchino a Varsavia, Abderrahim Atmoun.
Di Belharache si sa poco, se non che ha una buona stella che gli ha permesso di sfuggire al processo che lo vedeva coinvolto in Francia sei anni fa, quando era scoppiata l'affaire delle "fiche S", le schede fatte dall'antiterrorismo sui soggetti più a rischio, passate al Marocco. L'indagine, iniziata con una segnalazione anonima ricevuta dall'Igpn, l'organo di vigilanza interno alla polizia, aveva lasciato una serie di domande senza risposta. Al centro dello scandalo c'erano Charles D., poliziotto di frontiera nello scalo di Orly, e Driss A., franco-marocchino titolare di una società di sicurezza aeroportuale. Entrambi erano stati corrotti da Belharache con una serie di viaggi pagati e versamenti su conti bancari per un totale di 17mila euro.
Il poliziotto di Orly si era rivelato un buon cliente per la Dged, inviando fino a duecento "fiche S" relative a persone in transito da Orly verso il Marocco. Nei documenti dell'inchiesta francese Belharache è citato con il nome in codice da agente segreto, "M118". Ma se Charles D. e Driss A. sono finiti a processo e condannati, "M118" non è mai stato fermato, nonostante fosse domicilato in Alsazia. "Si trattava di un domicilio fittizio" ha spiegato al Parisien una fonte vicina alle indagini, aggiungendo tuttavia: "Non si può certo dire che la Francia si sia impegnata a fondo per accaparrarselo...".
I vertici della Dgsi si erano rifiutati di prendere in carico le indagini e di dare la caccia a Belharache per non rischiare di irritare un partner nella lotta al terrorismo. Già nel 2014, quando un giudice parigino aveva convocato il capo dei servizi interni marocchini, Dgst, dopo una denuncia per complicità in torture, il governo di Rabat aveva interrotto la cooperazione di sicurezza. Era dovuto intervenire l'Eliseo per riuscire a ricucire lo strappo. Nel febbraio 2015, un mese dopo l'attentato di Charlie Hebdo, François Hollande aveva concesso la legione d'onore al capo della Dgst.
E d'altronde, anche l'attuale ambasciatore marocchino Abderrahim Atmoun, oggi coinvolto nell'euroscandalo, è stato decorato con la massima onorificenza da Nicolas Sarkozy. Il lobbista, che lavorava nel settore alberghiero, è stato molto attivo nel gruppo di amicizia tra Francia e Marocco del Senato, e ha vissuto tra Francia e Marocco prima di prendere il suo incarico diplomatico a Varsavia.