Hanieh, Mehdi, Sina: gli studenti diventati i desaparecidos dell'Iran
di Gabriella Colarusso , di Gabriella ColarussoLe aspettavano in un'automobile privata davanti all'ingresso della residenza studentesca. Era il 14 dicembre, pochi giorni prima c'era stata una nuova protesta degli universitari di Sanandaj, la città curda che è stata in prima linea nelle manifestazioni di questi mesi. Rezvan Bazani, Tina Khidri, Sana Khodamoradi e Hanieh Chahardoli, quattro studentesse dell'università tecnica femminile della città sono state fermate, si suppone da agenti delle forze di sicurezza in borghese, e di loro non si è saputo più nulla fino a ieri sera quando Tina e Rezvan sono state rilasciate. Sana e Hanieh invece sono ancora nelle mani delle forze di sicurezza, denuncia l'organizzazione non governativa Hengaw, che ha sede in Norvegia.
Le aspettavano in un'automobile privata davanti all'ingresso della residenza studentesca. Era il 14 dicembre, pochi giorni prima c'era stata una nuova protesta degli universitari di Sanandaj, la città curda che è stata in prima linea nelle manifestazioni di questi mesi. Rezvan Bazani, Tina Khidri, Sana Khodamoradi e Hanieh Chahardoli, quattro studentesse dell'università tecnica femminile della città sono state fermate, si suppone da agenti delle forze di sicurezza in borghese, e di loro non si è saputo più nulla fino a ieri sera quando Tina e Rezvan sono state rilasciate. Sana e Hanieh invece sono ancora nelle mani delle forze di sicurezza, denuncia l'organizzazione non governativa Hengaw, che ha sede in Norvegia.
Ma la protesta non si ferma e ieri in serata è arrivato l'annuncio di altri tre giorni di mobilitazioni.