Qatargate, Panzeri collabora con i giudici belgi e scarica le colpe su Cozzolino
dal nostro inviato Luca De Vito , dal nostro inviato Luca De VitoBruxelles - Un accordo per evitare risoluzioni contrarie. È questo in sostanza quanto affermato da Panzeri nel suo interrogatorio davanti ai magistrati belgi che indagano sul Qatargate, in cui l'ex sindacalista bergamasco ha parzialmente ammesso alcune delle accuse che gli vengono mosse dagli investigatori di Bruxelles: "In cambio avremmo ricevuto 50mila euro", ha detto l'uomo ritenuto al centro del sistema corruttivo che sta facendo tremare il Parlamento europeo.
Panzeri si è dichiarato inoltre pronto a collaborare e ha fornito delle informazioni su altri eurodeputati: primo fra tutti Francesco Cozzolino, del Pd, ovvero la persona che avrebbe preso il suo posto nelle poltrone chiave per gli interessi di Qatar e Marocco in seno all'Europarlamento. Panzeri avrebbe poi chiamato in causa l'eurodeputato socialista belga Marc Tarabella ("è andato in Qatar") e fatto delle dichiarazioni anche su Maria Arena, pure lei tra i banchi …
Bruxelles - Un accordo per evitare risoluzioni contrarie. È questo in sostanza quanto affermato da Panzeri nel suo interrogatorio davanti ai magistrati belgi che indagano sul Qatargate, in cui l'ex sindacalista bergamasco ha parzialmente ammesso alcune delle accuse che gli vengono mosse dagli investigatori di Bruxelles: "In cambio avremmo ricevuto 50mila euro", ha detto l'uomo ritenuto al centro del sistema corruttivo che sta facendo tremare il Parlamento europeo.
Panzeri si è dichiarato inoltre pronto a collaborare e ha fornito delle informazioni su altri eurodeputati: primo fra tutti Francesco Cozzolino, del Pd, ovvero la persona che avrebbe preso il suo posto nelle poltrone chiave per gli interessi di Qatar e Marocco in seno all'Europarlamento. Panzeri avrebbe poi chiamato in causa l'eurodeputato socialista belga Marc Tarabella ("è andato in Qatar") e fatto delle dichiarazioni anche su Maria Arena, pure lei tra i banchi dei socialdemocratici e molto vicina a Panzeri: "So che è andata una volta in Qatar e che ha ricevuto un regalo".
Confermato anche il ruolo centrale di Abderrahim Atmun, ambasciatore marocchino a Varsavia, che faceva da tramite fra i servizi marocchini e gli italiani coinvolti. Durante l'interrogatorio, Panzeri ha spiegato inoltre che l'accordo era nato nel 2019 ovvero dopo la sua mancata rielezione. Una strategia difensiva per convincere l'accusa che quando era eurodeputato non aveva preso soldi. "La somma a casa mia non era a disposizione di altri" ha risposto poi quando gli è stato chiesto dell'enorme quantità di contanti trovati a casa sua.