Qatargate, l'avvocato di Kaili: "Mai stata corrotta". Ma emergono le ammissioni dell'ex vicepresidente del Parlamento Ue
dal nostro inviato Luca De Vito , dal nostro inviato Luca De Vito"Non è mai stata corrotta e spero che la liberino presto", ha detto Mihalis Dimitrakopoulos, avvocato di Eva Kaili, l'eurodeputata greca finita al centro dello scandalo Qatargate. Parole dette stamani ai giornalisti presenti al palazzo di giustizia di Bruxelles prima dell'inizio dell'udienza in cui il giudice dovrà decidere sulla scarcerazione dell'ex vicepresidente del Parlamento europeo e moglie di Francesco Giorgi ritenuto il braccio destro di Antonio Panzeri.
La donna era finita in carcere lo scorso 9 dicembre nell'ambito dell'inchiesta Qatargate, accusata di corruzione e riciclaggio, dopo che il padre era stato trovato con una valigia piena di contanti in un albergo di Bruxelles. Oggi i suoi avvocati, che respingono l'accusa di corruzione, hanno chiesto "che possa essere sottoposta al regime di sorveglianza elettronica", ovvero il braccialetto elettronica.
Le parziali ammisioni di Kaili
Secondo quanto emerso …
"Non è mai stata corrotta e spero che la liberino presto", ha detto Mihalis Dimitrakopoulos, avvocato di Eva Kaili, l'eurodeputata greca finita al centro dello scandalo Qatargate. Parole dette stamani ai giornalisti presenti al palazzo di giustizia di Bruxelles prima dell'inizio dell'udienza in cui il giudice dovrà decidere sulla scarcerazione dell'ex vicepresidente del Parlamento europeo e moglie di Francesco Giorgi ritenuto il braccio destro di Antonio Panzeri.
La donna era finita in carcere lo scorso 9 dicembre nell'ambito dell'inchiesta Qatargate, accusata di corruzione e riciclaggio, dopo che il padre era stato trovato con una valigia piena di contanti in un albergo di Bruxelles. Oggi i suoi avvocati, che respingono l'accusa di corruzione, hanno chiesto "che possa essere sottoposta al regime di sorveglianza elettronica", ovvero il braccialetto elettronica.
Le parziali ammisioni di Kaili
Secondo quanto emerso dalle carte dell'inchiesta, Eva Kaili ha già fatto delle parziali ammissioni sulle sue responsabilità. "Sapeva delle attività passate del marito con il signor Panzeri e che per il suo appartamento sono passate valigie di banconote" e ha ammesso di aver "dato al padre le istruzioni per nascondere il denaro". A scriverlo è il giudice belga che indaga sul Qatargate nel mandato di arresto per l'eurodeputata del Pasok. Le dichiarazioni della donna vertevano anche sull'acquisto della seconda casa della coppia: "Il secondo appartamento dei coniugi è stato acquisito con un mutuo a nome dell'indagata - si legge ancora nel mandato - lei ha ammesso che il marito partecipava ufficiosamente al rimborso".
Kaili ha parlato agli investigatori in un verbale in cui ha aggiunto alcuni dettagli e che è stato riportato dal Fatto Quotidiano. Per lei il denaro era di "Panzeri" il quale "aveva lasciato dei soldi ed era poi è venuto a prenderli. Si fida più di Francesco che del suo appartamento". Ha poi aggiunto che le banconote si trovavano a casa sua in quanto lei godeva "dell'immunità parlamentare". Kaili ha quindi spiegato che "Francesco (Giorgi ndr) non ha molto denaro perché non arriva a contribuire a tutte le spese. È anche più giovane di me. So che chiede prestiti ai suoi genitori ogni tanto. Forse anche ad Antonio. Lo so perché ci sono delle cose che avrebbe voluto, ma non aveva i mezzi".
La linea difensiva: la colpa è di Giorgi
Kaili ha anche raccontato di una volta in cui è stata lei a portare dei contanti: "Ho ritirato 20mila euro da uno dei miei conti in Grecia e li ho portati nella mia giacca. Ma l'ho fatto solo una volta. So che non posso portarne più di 10mila".
Kaili ha quindi ammesso le responsabilità del marito, dichiarando di conoscere quello che faceva: "Custodiva qualcosa per il suo ex capo, Panzeri, forse anche per il suo capo attuale Cozzolino". E ha dichiarato di non aver mai "riflettuto sull'origine di quei soldi" trovati nell'appartamento. Tracciando quindi una linea difensiva chiara: tutta la colpa era di Giorgi.