Qatargate, il Marocco e “les italiens” la rete per fermare la Ue che indagava su Pegasus
dal nostro inviato Luca De Vito (Bruxelles) e Giuliano Foschini , dal nostro inviato Luca De Vito (Bruxelles) e Giuliano FoschiniC'è una storia, all'interno del Qatargate, che è più grande delle altre. Lo è perché, per dirla con le parole di un alto dirigente della nostra intelligence, "rappresenta uno dei casi più clamorosi di spionaggio, anzi direi il più clamoroso, mai accaduto nell'Unione europea". Un caso in cui l'Italia, o meglio "les italiens", giocano un ruolo da protagonisti assoluti tanto che in queste ore l'Italia sta verificando chi e che ruoli ha giocato nella commedia. Perché in ballo c'è, evidentemente, anche la nostra sicurezza nazionale.
La storia è quella del programma Pegasus, il software israeliano che sarebbe stato utilizzato da decine di governi per spiare politici, giornalisti e attivisti in tutto il mondo. Compreso in Europa. La procura belga - come dimostrano i documenti che Repubblica ha potuto consultare - sostiene che uno dei principali motivi per cui il Marocco abbi…
C'è una storia, all'interno del Qatargate, che è più grande delle altre. Lo è perché, per dirla con le parole di un alto dirigente della nostra intelligence, "rappresenta uno dei casi più clamorosi di spionaggio, anzi direi il più clamoroso, mai accaduto nell'Unione europea". Un caso in cui l'Italia, o meglio "les italiens", giocano un ruolo da protagonisti assoluti tanto che in queste ore l'Italia sta verificando chi e che ruoli ha giocato nella commedia. Perché in ballo c'è, evidentemente, anche la nostra sicurezza nazionale.
La storia è quella del programma Pegasus, il software israeliano che sarebbe stato utilizzato da decine di governi per spiare politici, giornalisti e attivisti in tutto il mondo. Compreso in Europa. La procura belga - come dimostrano i documenti che Repubblica ha potuto consultare - sostiene che uno dei principali motivi per cui il Marocco abbia deciso di intervenire e corrompere il gruppo Panzeri sia proprio controllare il dossier Pegasus: troppi interessi in ballo per poter stare fuori dalla partita.
Tutto comincia nel marzo del 2022 quando il Parlamento europeo - con 635 voti favorevoli, 36 contrari e 20 astenuti - decide di istituire una commissione d'inchiesta sull'uso di Pegasus e altri spyware di sorveglianza. Lo fa dopo la pubblicazione di alcune inchieste giornalistiche che documentano come alcuni paesi stranieri, tra cui il Marocco, abbiano utilizzato il software per spiare in Europa: proprio i servizi segreti di Rabat sono accusati, raccontano alcuni documenti agli atti depositati dell'inchiesta, di aver utilizzato il software per spiare il telefono del presidente francese Emmanuel Macron.
E, non contenti, piazzano anche altri due del gruppo: "La vicepresidente Eva Kaili e la parlamentare belga Marie Arena". Il compito che viene loro affidato è, sempre la ricostruzione che ne fanno i belgi, preciso e raffinato. Intervenire, senza però mai dare l'impressione di lavorare per il nemico. "Il team lavora a servizio del Dged", il servizio marocchino, e del suo numero uno, Yassine Mansouri, che ha incontrato almeno in un'occasione direttamente Cozzolino. E in due Panzeri. "In tale contesto - annota ancora la polizia belga - il gruppo degli italiani opera con una discrezione che va oltre la mera prudenza. Evitando di apparire troppo apertamente filo-marocchini all'interno del Parlamento. Usando un linguaggio in codice", Tra gli atti sequestrati a Francesco Giorgi, che di Cozzolino era assistente, ci sono appunti prima degli incontri in commissione e resoconti inviati a Panzeri riunione dopo riunione. Cosa volevano sapere esattamente i marocchini? E ancora: possiamo essere sicuri che Pegasus non sia stato mai utilizzato dal gruppo, su obiettivi italiani, per altri interessi?