✕

La ritorsione di Mosca: stop all’export di petrolio ai Paesi con il price cap

(ansa)
Meloni sente Zelensky e lo invita a Roma. Kiev chiede la fornitura di sistemi di difesa antiaerea. Incontro Putin-Lukashenko. Lavrov: “Il Pentagono minaccia di uccidere il nostro presidente
2 minuti di lettura

MOSCA - Seconda telefonata tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky dopo il precedente colloquio di fine ottobre: l'occasione per concordare una prossima visita della neo-premier italiana a Kiev e rinnovare l'invito a Roma al presidente ucraino, ma anche per discutere di pace, della consegna di nuovi armamenti e aiuti. "Ho rinnovato il sostegno del governo italiano a Kiev e ho ribadito il massimo impegno dell'Italia per ogni azione utile per arrivare a una pace giusta", ha twittato la presidente del Consiglio. Il leader ucraino ha fatto sapere di aver accolto con favore l'annuncio del ministro degli Esteri Tajani alla conferenza di Parigi del 13 dicembre dello stanziamento di ulteriori 10 milioni di euro di aiuti. "Meloni ha annunciato che sarà presa in esame la questione della fornitura di sistemi di difesa aerea per proteggere il cielo ucraino", ha twittato. E ha poi aggiunto: "Abbiamo discusso dell'assetto di pace".

…

MOSCA - Seconda telefonata tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky dopo il precedente colloquio di fine ottobre: l'occasione per concordare una prossima visita della neo-premier italiana a Kiev e rinnovare l'invito a Roma al presidente ucraino, ma anche per discutere di pace, della consegna di nuovi armamenti e aiuti. "Ho rinnovato il sostegno del governo italiano a Kiev e ho ribadito il massimo impegno dell'Italia per ogni azione utile per arrivare a una pace giusta", ha twittato la presidente del Consiglio. Il leader ucraino ha fatto sapere di aver accolto con favore l'annuncio del ministro degli Esteri Tajani alla conferenza di Parigi del 13 dicembre dello stanziamento di ulteriori 10 milioni di euro di aiuti. "Meloni ha annunciato che sarà presa in esame la questione della fornitura di sistemi di difesa aerea per proteggere il cielo ucraino", ha twittato. E ha poi aggiunto: "Abbiamo discusso dell'assetto di pace".

Dall'altra parte della barricata, il governo russo invece continua a mostrare i muscoli: o si raggiunge un compromesso o la soluzione la troverà unilateralmente Mosca. A lanciare un aut-aut a Kiev è stato il ministro degli Esteri Serghej Lavrov in un'intervista all'agenzia Tass. "Le nostre proposte sono note. Kiev agisca o ci penserà il nostro esercito", ha dichiarato il capo della diplomazia russa accusando inoltre "alcuni funzionari anonimi del Pentagono" di aver minacciato di voler "decapitare" il Cremlino. "È in realtà una minaccia di eliminazione fisica del capo dello Stato", ha affermato Lavrov invitando a "ponderare le possibili conseguenze di tali piani".

Putin, invece, è passato dalle minacce ai fatti. Dopo aver protestato contro il prezzo massimo del petrolio russo imposto lo scorso 5 dicembre dai 27 Stati Ue, dai Paesi del G7 e dall'Australia, "una decisione stupida" l'aveva definita, ieri ha firmato un decreto di risposta: il divieto di vendere petrolio ai Paesi stranieri che applicano il tetto fissato a 60 dollari al barile a partire dal primo febbraio, salvo "decisioni speciali" dello stesso Putin. La misura di ritorsione - si specifica nel documento - è prevista per un periodo di cinque mesi, "fino al primo luglio 2023". Putin non solo risponde colpo su colpo, ma prova anche a mostrare di essere in grado di serrare i ranghi degli alleati storici.

(afp)
A poche ore dalla dichiarazione del ministro degli Esteri dell'Ucraina Dmytro Kuleba che aveva messo in dubbio la legittimità della presenza russa nel Consiglio di Sicurezza Onu, il leader del Cremlino ha riunito a San Pietroburgo i leader dei Paesi della Comunità di Stati Indipendenti (Csi), formata da 9 delle 15 ex Repubbliche sovietiche. Se il premier armeno Nikol Pashinjan ha discusso separatamente con Putin delle attività di peacekeeping dei russi nel Nagorno-Karabakh, la regione contesa tra Armenia e Azerbaijan, il leader bielorusso Aleksandr Lukashenko ha fatto sapere di aver "messo a punto fino a tarda sera" il lavoro avviato nella recente visita di Putin a Minsk che ha fatto temere a Kiev che si stesse preparando una nuova offensiva da Nord. Nell'occasione, Putin ha donato al "circolo amichevole" dei presidenti un anello con il simbolo della Csi. "Soltanto un souvenir di Capodanno", ha glissato il Cremlino. Ma in poche ore sui social si sono diffuse le parodie che rappresentavano il presidente russo come Sauron, l'oscuro signore della nota trilogia di Tolkien, che dona ai re minori un anello per asservirli e domarli. A Lukashenko - l'unico a quanto pare ad averlo indossato immediatamente - è stato assegnato il ruolo del servile Gollum.