La ritorsione di Mosca: stop all’export di petrolio ai Paesi con il price cap
di Riccardo Ricci , di Riccardo RicciMOSCA - Seconda telefonata tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky dopo il precedente colloquio di fine ottobre: l'occasione per concordare una prossima visita della neo-premier italiana a Kiev e rinnovare l'invito a Roma al presidente ucraino, ma anche per discutere di pace, della consegna di nuovi armamenti e aiuti. "Ho rinnovato il sostegno del governo italiano a Kiev e ho ribadito il massimo impegno dell'Italia per ogni azione utile per arrivare a una pace giusta", ha twittato la presidente del Consiglio. Il leader ucraino ha fatto sapere di aver accolto con favore l'annuncio del ministro degli Esteri Tajani alla conferenza di Parigi del 13 dicembre dello stanziamento di ulteriori 10 milioni di euro di aiuti. "Meloni ha annunciato che sarà presa in esame la questione della fornitura di sistemi di difesa aerea per proteggere il cielo ucraino", ha twittato. E ha poi aggiunto: "Abbiamo discusso dell'assetto di pace".
…MOSCA - Seconda telefonata tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky dopo il precedente colloquio di fine ottobre: l'occasione per concordare una prossima visita della neo-premier italiana a Kiev e rinnovare l'invito a Roma al presidente ucraino, ma anche per discutere di pace, della consegna di nuovi armamenti e aiuti. "Ho rinnovato il sostegno del governo italiano a Kiev e ho ribadito il massimo impegno dell'Italia per ogni azione utile per arrivare a una pace giusta", ha twittato la presidente del Consiglio. Il leader ucraino ha fatto sapere di aver accolto con favore l'annuncio del ministro degli Esteri Tajani alla conferenza di Parigi del 13 dicembre dello stanziamento di ulteriori 10 milioni di euro di aiuti. "Meloni ha annunciato che sarà presa in esame la questione della fornitura di sistemi di difesa aerea per proteggere il cielo ucraino", ha twittato. E ha poi aggiunto: "Abbiamo discusso dell'assetto di pace".
Dall'altra parte della barricata, il governo russo invece continua a mostrare i muscoli: o si raggiunge un compromesso o la soluzione la troverà unilateralmente Mosca. A lanciare un aut-aut a Kiev è stato il ministro degli Esteri Serghej Lavrov in un'intervista all'agenzia Tass. "Le nostre proposte sono note. Kiev agisca o ci penserà il nostro esercito", ha dichiarato il capo della diplomazia russa accusando inoltre "alcuni funzionari anonimi del Pentagono" di aver minacciato di voler "decapitare" il Cremlino. "È in realtà una minaccia di eliminazione fisica del capo dello Stato", ha affermato Lavrov invitando a "ponderare le possibili conseguenze di tali piani".