Il dibattito farsa con il ministro di Doha: “Panzeri scrisse le domande ai deputati”
di Giuliano Foschini , e dal nostro corrispondente da Bruxelles Claudio Tito , di Giuliano Foschini, e dal nostro corrispondente da Bruxelles Claudio TitoUna farsa. O poco più. Negli atti d’inchiesta del Qatargate c’è il racconto di una giornata particolarmente brutta, perché ha reso la democrazia europea una marionetta nelle mani di Antonio Panzeri.
È il 14 novembre del 2022 quando Ali Bin Samikh Al Marri, ministro del Lavoro del Qatar, si presenta davanti alla commissione Diritti umani del Parlamento europeo per convincere gli eletti che la situazione dei diritti dei lavoratori a Doha è assai cambiata. E che, dunque, i mondali di calcio si potranno disputare con la massima serenità. La partita andata in scena era però truccata: perché il discorso del ministro era stato preparato da Panzeri. Ma, soprattutto, perché – secondo quanto emerge dagli atti di indagine – l’ex eurodeputato del Partito democratico aveva lavorato anche alle domande che alcuni parlamentari avrebbero dovuto fare ad Al Marri. «Alessandra Moretti, Andrea Cozzolino…
Una farsa. O poco più. Negli atti d’inchiesta del Qatargate c’è il racconto di una giornata particolarmente brutta, perché ha reso la democrazia europea una marionetta nelle mani di Antonio Panzeri.
È il 14 novembre del 2022 quando Ali Bin Samikh Al Marri, ministro del Lavoro del Qatar, si presenta davanti alla commissione Diritti umani del Parlamento europeo per convincere gli eletti che la situazione dei diritti dei lavoratori a Doha è assai cambiata. E che, dunque, i mondali di calcio si potranno disputare con la massima serenità. La partita andata in scena era però truccata: perché il discorso del ministro era stato preparato da Panzeri. Ma, soprattutto, perché – secondo quanto emerge dagli atti di indagine – l’ex eurodeputato del Partito democratico aveva lavorato anche alle domande che alcuni parlamentari avrebbero dovuto fare ad Al Marri. «Alessandra Moretti, Andrea Cozzolino, Marc Tarabella» sono i nomi citati. A raccontarlo in uno degli interrogatori davanti al magistrato è stato Francesco Giorgi, il braccio destro di Panzeri e assistente di Cozzolino, agli arresti i Belgio. Che prima chiarisce come lavorava la cricca: «La collaborazione è cominciata a inizio del 2019. Abbiamo definito gli importi, sui quali faccio un po’ fatica a ricordare, per i nostri rispettivi interventi. Era in contanti». Panzeri racconta, per esempio, che il lavoro con il Marocco comincia «nel 2019», e «prevedeva che ci saremmo adoperati per evitare risoluzioni contro il Paese, e in cambio avremmo ricevuto 50mila euro».