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I nove giorni cruciali per il Qatargate: dalle decisioni dell'Europarlamento alle udienze in Italia

Silvia Panzeri in occasione dell'udienza per decidere la consegna o meno al Belgio (ansa)
Si apre il dibattito a Strasburgo sulle ingerenze di Qatar e Marocco, in vista della discussione per la revoca dell'immunità parlamentare a Cozzolino e Tarabella. Resta in carcere la figlia di Panzeri, mentre da Brescia e Bergamo sono attese le decisioni sui soldi sequestrati alla famiglia e sulle estradizioni
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Il primo banco di prova dell’inchiesta sul Qatargate sarà questa settimana: una ripartenza a pieno regime in cui le commissioni all’Europarlamento e le corti di giustizia italiane riprenderanno in mano i dossier sullo scandalo e le richieste arrivate dalla Procura di Bruxelles. Da una parte i giudici italiani che dovranno dare le prime risposte sulle vicende che riguardano la moglie e la figlia di Panzeri, dopo la decisione della corte d'Appello di Brescia che ha confermato i domiciliari per la figlia (respingendo la richiesta dell'obbligo di firma avanzata dai suoi avvocati). Dall'altra sarà l’Europarlamento a dare il via alla fase 2 dell'inchiesta: dovrà infatti pronunciarsi sulla richiesta di revoca di due immunità, quelle di Andrea Cozzolino (Pd) e del socialista belga Marc Tarabella. Per gli investigatori i due hanno avuto un ruolo non marginale nella rete di Panzeri: motivo per cui è stata chiesta la decandenza…

Il primo banco di prova dell’inchiesta sul Qatargate sarà questa settimana: una ripartenza a pieno regime in cui le commissioni all’Europarlamento e le corti di giustizia italiane riprenderanno in mano i dossier sullo scandalo e le richieste arrivate dalla Procura di Bruxelles. Da una parte i giudici italiani che dovranno dare le prime risposte sulle vicende che riguardano la moglie e la figlia di Panzeri, dopo la decisione della corte d'Appello di Brescia che ha confermato i domiciliari per la figlia (respingendo la richiesta dell'obbligo di firma avanzata dai suoi avvocati). Dall'altra sarà l’Europarlamento a dare il via alla fase 2 dell'inchiesta: dovrà infatti pronunciarsi sulla richiesta di revoca di due immunità, quelle di Andrea Cozzolino (Pd) e del socialista belga Marc Tarabella. Per gli investigatori i due hanno avuto un ruolo non marginale nella rete di Panzeri: motivo per cui è stata chiesta la decandenza dello scudo che impedisce, oltre all'arresto, anche sequestri e perquisizioni.

Il primo passaggio è previsto per martedì alla commissione che si occupa delle ingerenze straniere nei processi democratici nell'Unione europea (Inge): il dibattito verterà sugli argomenti che stanno al cuore dell’inchiesta coordinata dal giudice istruttore belga Michael Claise, ovvero i tentativi di Marocco e Qatar di influenzare le decisioni e le prese di posizione pubbliche dei parlamentari, nonché di infiltrarsi nei gruppi chiave per i dossier sensibili. Non sarà un dibattito secondario: proprio la Inge infatti nella sua relazione finale dello scorso anno aveva inserito il Qatar come uno dei paesi considerati a rischio ingerenza.

Un passaggio che sarà quindi fondamentale a livello politico, ma che non inciderà sulla richiesta di revoca dell’immunità arrivata dalla procura di Bruxelles, su cui invece avrà competenza la commissione giuridica (Jure). Su questo fronte la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola il 16 gennaio annuncerà all’aula la questione, quindi il dossier approderà alla commissione che potrà chiedere approfondimenti e informazioni. Cozzolino e Tarabella potranno parlare in aula, oltre che presentare documenti. Alla fine di questo percorso (cui Metsola ha chiesto di dare la priorità) sarà quindi Jure a redigere una raccomandazione all’Europarlamento, il quale avrà l’ultima parola: l'esito appare scontato per chi frequenta le aule di Strasburgo e porterà con ogni probabilità alla revoca delle immunità.

Sarà una settimana importante anche per i cambiamenti promessi all'indomani degli arresti per il Qatargate: giovedì una prima bozza di misure che riguardano la stretta sulle lobby sarà presentata da Metsola ai capigruppo dei partiti che siedono a Strasburgo. Un provvedimento di cui si era parlato già a dicembre quando era stato sollevato lo scandalo e che ora sembra destinato a prendere una strada concreta.

In Italia, invece, lunedì 9 gennaio davanti al tribunale del Riesame di Bergamo si terrà la prima udienza per decidere sul sequestro dei 200mila euro nei conti della figlia di Panzeri: gli avvocati Angelo De Riso e Nicola Colli, che hanno impugnato il congelamento disposto dal gip di Bergamo, hanno spiegato che si tratterebbe di compensi frutto del suo lavoro (lei fa l'avvocato).

Ci sono poi altri due appuntamenti fondamentali che riguardano la famiglia Panzeri. Uno è la decisione delle corte d'Appello di Brescia sulla richiesta di estradizione in Belgio per Silvia Panzeri, la figlia dell'ex sindacalista bergamasco: il 16 gennaio i giudici di Brescia dovranno decidere sulla richiesta fatta dagli avvocati di valutare la possibilità di non "consegnare" la donna sulla base della condizione delle carceri belghe. L'altro riguarda invece la moglie di Panzeri, Dolores Colleoni. Sempre la corte d'Appello di Brescia (ma un altro collegio) aveva deciso lo scorso 18 dicembre per l'estradizione della donna: in questo caso i difensori hanno presentato ricorso in Cassazione, la cui decisione è attesa per il 31 gennaio.