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Qatargate, via l’immunità a Cozzolino e Tarabella. Ora rischiano l’arresto

(afp)

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Il belga: “Ho votato sì, sono sereno. Adesso la giustizia farà il suo lavoro”. Il parlamentare europeo del Pd resta a Napoli e spara a zero contro Panzeri
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BRUXELLES - L'inchiesta sul Qatargate compie un ultimo scatto. Ieri il Parlamento europeo ha approvato la richiesta di revoca dell'immunità parlamentare per due eurodeputati, entrambi del gruppo S&D: l'italiano Andrea Cozzolino e il belga Marc Tarabella. L'aula ha votato sostanzialmente all'unanimità la domanda avanzata a metà gennaio dalla Procura di Bruxelles. Da ieri dunque i due esponenti politici possono essere indagati, perquisiti o anche arrestati. L'ipotesi, infatti, che la scelta dei magistrati belgi sia quella di sottoporli a una misura cautelare come già è accaduto per Antonio Panzeri, per l'ex vicepresidente dell'Eurocamera la greca Eva Kaili, per il compagno Francesco Giorgi e per Niccolò Figà-Talamanca, è circolata fin da ieri mattina.

È stata interpretata in questo senso anche la decisione compiuta da Cozzolino di seguire l'esito della votazione dalla sua a…

BRUXELLES - L'inchiesta sul Qatargate compie un ultimo scatto. Ieri il Parlamento europeo ha approvato la richiesta di revoca dell'immunità parlamentare per due eurodeputati, entrambi del gruppo S&D: l'italiano Andrea Cozzolino e il belga Marc Tarabella. L'aula ha votato sostanzialmente all'unanimità la domanda avanzata a metà gennaio dalla Procura di Bruxelles. Da ieri dunque i due esponenti politici possono essere indagati, perquisiti o anche arrestati. L'ipotesi, infatti, che la scelta dei magistrati belgi sia quella di sottoporli a una misura cautelare come già è accaduto per Antonio Panzeri, per l'ex vicepresidente dell'Eurocamera la greca Eva Kaili, per il compagno Francesco Giorgi e per Niccolò Figà-Talamanca, è circolata fin da ieri mattina.

È stata interpretata in questo senso anche la decisione compiuta da Cozzolino di seguire l'esito della votazione dalla sua abitazione di Napoli: per evitare le prigioni belghe. Tarabella, invece, ha partecipato alla seduta e ha votato a favore della richiesta dei Pm. Entrambi i parlamentari, in effetti, fin dall'inizio avevano dichiarato la loro disponibilità a rinunciare all'immunità dichiarandosi del tutto innocenti. "Ho votato a favore - ha detto il belga appena uscito dall'aula - , ora la giustizia farà il suo lavoro. Io avrò la possibilità esprimermi e potrò rispondere agli attacchi della stampa". Insomma è pronto a dare battaglia e si dichiara "sereno". Sebbene la scorsa settimana abbia evitato di farsi ascoltare dalla Commissione Juri che ha istruito la pratica.

Di tutt'altro tenore la reazione di Cozzolino. Molto più contrariato dalla procedure seguite in queste tre settimane. Soprattutto - come già ha fatto Eva Kaili la scorsa settimana - ha sparato ad alzo zero contro Panzeri. Accusandolo di volerlo coinvolgere nello scandalo per salvare se stesso e ottenere il patteggiamento della pena a un solo anno di reclusione. "Apprendiamo dalla stampa che la richiesta di revoca dell'immunità nei confronti dell'on. Cozzolino è stata evasa dalla Commissione Juri, prima, e dal Parlamento Europeo, dopo, in tempi record - è la prima stilettata degli avvocati di Cozzolino - e con un iter meramente burocratico, senza nessuna discussione sui temi e sugli interrogativi posti in commissione sulla matrice e la natura dell'inchiesta, e senza tenere in alcun conto la sua stessa attività parlamentare sui dossier Qatar e Marocco, pur essendo del tutto incompatibile con l'accusa, invero alquanto generica, formulata al suo indirizzo". I legali ricordano che il loro assistito si è presentato all'audizione in Commissione ma di quelle parole "è rimasta solo la sua rinuncia all'immunità".

Cozzolino punta l'indice anche contro i magistrati belgi perché "il Parlamento europeo ha rinunciato ad affrontare, finanche nel dibattito, una questione cruciale per la sua stessa autonomia e indipendenza, pur trovandosi al cospetto di una iniziativa giudiziaria che nasce dall'opaca attività di intelligence dei servizi segreti, soprattutto non europei, e che sta minando in profondità la stessa credibilità politica e istituzionale dell'Unione Europea". Su questa base che l'europarlamentare italiano fa partire la battaglia contro Panzeri: "Un'inchiesta affidata, quanto agli sviluppi, a un pentimento interessato, pronto e conveniente, che la nostra esperienza giudiziaria in materia ci fa guardare con sospetto e scetticismo". È evidente che le possibili rivelazioni di Panzeri stanno guidando l'inchiesta. La posizione di Tarabella e Cozzolino adesso appare molto più in bilico rispetto ai giorni precedenti.