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Pallone spia cinese abbattuto, Pechino vuole riaverlo ma non lo chiede. Gli Usa: "Escluso"

Il pallone cinese in volo sul  Montana (reuters)
La Cina cauta: "Appartiene a noi, ma chiediamo calma". Il Pentagono: "Non ci sono piani per renderlo. Ma nessuno vuole un conflitto". Il precedente dell'aereo americano costretto ad atterrare sull'isola di Hainan. Censiti altri 4 voli aerostatici sugli States: tre sotto Trump e uno all'inizio della presidenza Biden
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PECHINO - Domanda: la Cina ha chiesto agli Stati Uniti di restituire i resti del presunto pallone spia abbattuto sabato? Risposta, in classico stile burocratese mandarino: “Quello che posso dire è che quel pallone appartiene alla Cina, non agli Stati Uniti”, dice la portavoce del Ministero degli Esteri Mao Ning. "Il governo cinese continuerà a difendere con determinazione i suoi legittimi diritti e interessi".

Che Pechino provasse a fare un tentativo in tal senso era abbastanza scontato. Del resto, a parti inverse, pure gli americani fecero lo stesso - senza successo - oltre vent’anni fa quando uno dei loro aerei spia era stato costretto ad atterrare sull'isola cinese di Hainan nell'aprile 2001, dopo uno scontro in volo con un jet cinese. Pechino quei resti alla fine li restituì, si, ma dopo mesi e dopo ovviamente averli studiati attentamente. 

Già ieri sera gli Usa erano stati categorici: non se ne parla. &qu…

PECHINO - Domanda: la Cina ha chiesto agli Stati Uniti di restituire i resti del presunto pallone spia abbattuto sabato? Risposta, in classico stile burocratese mandarino: “Quello che posso dire è che quel pallone appartiene alla Cina, non agli Stati Uniti”, dice la portavoce del Ministero degli Esteri Mao Ning. "Il governo cinese continuerà a difendere con determinazione i suoi legittimi diritti e interessi".

Che Pechino provasse a fare un tentativo in tal senso era abbastanza scontato. Del resto, a parti inverse, pure gli americani fecero lo stesso - senza successo - oltre vent’anni fa quando uno dei loro aerei spia era stato costretto ad atterrare sull'isola cinese di Hainan nell'aprile 2001, dopo uno scontro in volo con un jet cinese. Pechino quei resti alla fine li restituì, si, ma dopo mesi e dopo ovviamente averli studiati attentamente. 

Già ieri sera gli Usa erano stati categorici: non se ne parla. "Non sono a conoscenza di alcuna intenzione di restituire il pallone”, ha detto il portavoce della Difesa John Kirby. Sottolineando comunque che gli Stati Uniti restano impegnati nel tentativo di stabilizzare le relazioni con la Cina: “Nessuno vuole un conflitto”, aggiungendo che il segretario di Stato Antony Blinken ha solo "rimandato" il suo viaggio previsto. Pure la Cina, nonostante le rimostranze degli ultimi giorni, condisce ogni suo comunicato con la frase “chiediamo calma e moderazione”. 

È lo scontro politico all’interno dell’America che si sta facendo sempre più forte. Rivelando più di una carenza dell’intelligence a stelle e strisce. Già giovedì sera il Dipartimento della Difesa Usa aveva confermato che tali intrusioni erano già avvenute in passato: "Non è la prima volta che un pallone aerostatico di questa natura attraversa gli Stati Uniti continentali. È successo una manciata di altre volte negli ultimi anni, anche prima di questa amministrazione”. Nei giorni successivi sono usciti altri dettagli: i palloni sarebbero almeno quattro, tre durante l’amministrazione Trump e uno all’inizio di quella Biden. “Non avevamo rilevato tali minacce”, ha ammesso il generale Glen VanHerck, capo del North American Aerospace Defense Command. Tradotto: non ce ne eravamo accorti. “E questo è un problema che dobbiamo risolvere”.

Gli interrogativi rimangono pure sul perché se, effettivamente si tratta di pallone-spia, i cinesi abbiano deciso di fare una mossa del genere proprio alla vigilia della visita di Blinken. Le speculazioni si sprecano. Si tratta di una provocazione da parte di qualche fazione anti-statunitense all'interno dell'esercito cinese vista la recente spinta del governo comunista per migliorare le relazioni con Washington? Oppure si è trattato di un errore, una mancanza di coordinamento? “La leadership cinese non avrebbe autorizzato il volo del pallone verso gli Stati Uniti se fosse stata a conoscenza del suo percorso, vista la visita di Blinken”, dice al New York Times M. Taylor Fravel, direttore del Programma di studi sulla sicurezza del Massachusetts Institute of Technology ed esperto delle forze armate cinesi.