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Il calcio cinese nel pallone: tra inchieste per corruzione, partite truccate e fallimenti

Chen Xuyuan, capo della Cfa, la Federcalcio cinese 
L’ultimo a finire sotto indagine è il presidente della Cfa, la Federcalcio mandarina. A novembre l’arresto dell’ex allenatore della Nazionale. Continuano a sparire club professionistici, come il Wuhan. I sogni di Xi Jinping di trasformare la Cina in una potenza calcistica devono aspettare
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PECHINO - No, il pallone cinese che per giorni ha sorvolato gli Stati Uniti prima di essere abbattuto sopra le coste della Carolina del Sud e che sta facendo deragliare pericolosamente i rapporti tra Pechino e Washington, in questa storia non c'entra nulla. Questa è la storia di un altro pallone, sempre più marcio per colpa della corruzione. Tra inchieste, arresti eccellenti, partite truccate e fallimenti, il calcio cinese sta toccando il fondo. 

Dopo mesi di indagini che hanno portato a novembre pure all'arresto dell'ex ct della nazionale, Li Tie, ora si è arrivati al pesce più grosso. Per "gravi violazioni della legge e della disciplina" (tradotto: per corruzione), è finito sotto inchiesta Chen Xuyuan, il numero uno della Cfa, la Federcalcio mandarina. L'uomo che qualche anno fa presentava direttamente al leader Xi Jinping i suoi grandiosi piani per riformare il calcio comunista e renderlo grande. 

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PECHINO - No, il pallone cinese che per giorni ha sorvolato gli Stati Uniti prima di essere abbattuto sopra le coste della Carolina del Sud e che sta facendo deragliare pericolosamente i rapporti tra Pechino e Washington, in questa storia non c'entra nulla. Questa è la storia di un altro pallone, sempre più marcio per colpa della corruzione. Tra inchieste, arresti eccellenti, partite truccate e fallimenti, il calcio cinese sta toccando il fondo. 

Dopo mesi di indagini che hanno portato a novembre pure all'arresto dell'ex ct della nazionale, Li Tie, ora si è arrivati al pesce più grosso. Per "gravi violazioni della legge e della disciplina" (tradotto: per corruzione), è finito sotto inchiesta Chen Xuyuan, il numero uno della Cfa, la Federcalcio mandarina. L'uomo che qualche anno fa presentava direttamente al leader Xi Jinping i suoi grandiosi piani per riformare il calcio comunista e renderlo grande. 

Il 66enne Chen è il quarto alto dirigente a finire sotto inchiesta negli ultimi quattro mesi. Prima di lui era toccato a Liu Yi, ex segretario generale della Cfa, al suo vice Chen Yongliang e, appunto, a Li Tie, l'ex stella del calcio cinese che giocò pure in Premier League nell'Everton (il "David Beckham cinese") diventato poi l'allenatore della nazionale maschile. A dicembre le autorità anticorruzione della provincia dello Hubei si erano portate via Zhang Lu, portiere della squadra di Shenzhen, ed ex compagno di squadra di Li. 

I sogni di gloria di Xi

Dopo quella chiacchierata tra Chen e Xi, nel 2015, il Consiglio di Stato (il governo) lanciò un piano per aumentare i finanziamenti alla squadra nazionale, costruire nuovi campi di allenamento e istituire 50mila scuole calcio nell'arco di un decennio. I sogni di gloria di Xi - appassionatissimo di pallone e, leggenda vuole, pure simpatizzante dell'Inter - risalgono a quattro anni prima quando - ancora vicepresidente - disse che la Cina avrebbe dovuto qualificarsi, ospitare e vincere la Coppa del Mondo. Diventando una "superpotenza mondiale del calcio" entro il 2050. La nazionale cinese si è qualificata soltanto una volta ai Mondiali, nel lontano 2002: tre sconfitte, zero gol fatti e via a casa. Anni di investimenti non hanno prodotto ancora una squadra nazionale competitiva.

Partite truccate e tangenti

Per decenni il calcio in Cina è stato un pozzo di corruzione, nonostante Xi Jinping abbia fatto della costruzione del programma calcistico una priorità per la nazione. Negli ultimi quattordici anni decine di funzionari, allenatori e arbitri sono stati puniti per partite truccate, tangenti. Due mesi fa alcuni membri di alto livello della più grande scuola calcio del Paese sono stati condannati all'interdizione a vita a seguito di alcune clamorose combine in una partita a Canton tra ragazzini di 15 anni. Sei persone sono state riconosciute colpevoli di partite truccate. Le ultime indagini sul boss della Cfa sono un altro brutto autogol.

Spese milionarie, fallimenti assicurati

L'industria del pallone cinese sta affrontando un periodo difficile non soltanto per le inchieste per corruzione ma anche per lo scioglimento di diversi club professionistici a causa di problemi finanziari, in parte dovuti anche agli stadi chiusi per la pandemia. Negli ultimi quattro anni sono fallite altrettante squadre della China Super League, la massima serie del campionato mandarino. L'ultima a cadere è stata qualche settimana fa il Wuhan Yangtze River: dopo la retrocessione a causa della penalizzazione in classifica per una questione di stipendi non pagati è arrivato il fallimento. Dopo il Tianjin Tianhai, il Jiangsu Fc e il Chongqing Liangjiang Athletic, un'altra squadra che sparisce. 

I grandi gruppi industriali che un tempo controllavano le squadre più importanti del Paese si sono dati alla macchia. Nei guai c'è il Guangzhou Evergrande, visti i debiti della società immobiliare che lo controlla, e che ha chiesto aiuto al governo provinciale del Guangdong. Negli ultimi dieci anni Evergrande non aveva badato a spese per mettere in piedi una squadra che fosse in grado di vincere in casa e all'estero. Alzando, e di molto, l'asticella del calciomercato per tutto il calcio cinese in generale. Qui sono passati il centrocampista argentino Dario Conca - con un contratto da 10,6 milioni di euro a stagione, all'epoca, nel 2011, il terzo giocatore più pagato di sempre dopo Cristiano Ronaldo e Messi - l'allenatore Marcello Lippi - che fa vincere il terzo scudetto alla società - , altri italiani come Alessandro Diamanti e Alberto Gilardino, fino all'ex mister, Fabio Cannavaro. 

La paura principale per le "tigri biancorosse" è quella di fare la fine ora del Jiangsu, la squadra campione di Cina di proprietà di Zhang Jindong, il patron di Suning. Quattro mesi dopo aver vinto il primo scudetto, a febbraio del 2021 l'azienda ha chiuso il club, che Zhang si era comprato nel 2015 per 523 milioni di yuan. Dalla sera alla mattina, ha semplicemente smesso di esistere. Non c'erano più soldi. Molti campioni se ne sono andati senza ricevere gli stipendi. Anche il Jiangsu per anni aveva sperperato per campagne acquisti faraoniche: 32 milioni per il centrocampista brasiliano Ramires dal Chelsea, 50 milioni per il giovane attaccante Alex Texeira, strappato alla concorrenza del Liverpool e subito ingaggiato come testimonial negli spot per invogliare i cinesi a comprare condizionatori.