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Che cosa è la Transnistria, contesa tra Moldavia e Russia, e perché rischia di entrare nella guerra ucraina

(ansa)
Regione separatista filo-Mosca del piccolo Paese che guarda all'Ue e alla Nato, è al centro di tensioni che potrebbero spingerla nel conflitto 
3 minuti di lettura

LONDRA – Quando arrivai in Transnistria inviato da Repubblica nella primavera del 1992, all’apice del conflitto che in pochi mesi fece più di 700 morti fra la Moldavia e la piccola regione separatista filorussa, sembrava che la guerra sarebbe durata a lungo. Invece il cessate il fuoco firmato nel luglio di quell’anno ha funzionato per i successivi tre decenni, pur senza portare a una soluzione della disputa. Che si è ora riaccesa sullo sfondo dell’invasione russa dell’Ucraina, con accuse del governo moldavo alla Russia di un complotto per organizzare un colpo di stato, riportando l’intero Paese sotto il controllo di Mosca, o la possibilità che, dopo un anno di combattimenti nella confinante Ucraina, la guerra sconfini anche in Moldavia. Capire cosa sta succedendo in una delle più piccole e più povere ex-repubbliche sovietiche può aiutare anche a prevedere come potrebbe evolvere il conflitto in Ucraina.

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LONDRA – Quando arrivai in Transnistria inviato da Repubblica nella primavera del 1992, all’apice del conflitto che in pochi mesi fece più di 700 morti fra la Moldavia e la piccola regione separatista filorussa, sembrava che la guerra sarebbe durata a lungo. Invece il cessate il fuoco firmato nel luglio di quell’anno ha funzionato per i successivi tre decenni, pur senza portare a una soluzione della disputa. Che si è ora riaccesa sullo sfondo dell’invasione russa dell’Ucraina, con accuse del governo moldavo alla Russia di un complotto per organizzare un colpo di stato, riportando l’intero Paese sotto il controllo di Mosca, o la possibilità che, dopo un anno di combattimenti nella confinante Ucraina, la guerra sconfini anche in Moldavia. Capire cosa sta succedendo in una delle più piccole e più povere ex-repubbliche sovietiche può aiutare anche a prevedere come potrebbe evolvere il conflitto in Ucraina.

Cos’è la Moldavia di oggi

L’odierna Moldavia ha una superficie pari a quelle di Emilia-Romagna e Marche messe insieme, con una popolazione di 3 milioni e mezzo di abitanti. A lungo tributario dell’impero ottomano, dalla sua fondazione nel quindicesimo secolo fu per trecento anni una nazione indipendente, per venire poi spartita tra turchi, russi (come parte dell’Impero zarista) e austriaci. La sua lingua ufficiale è il romeno, come conseguenza dei forti legami storici, etnici e culturali con la Romania, uno dei due stati con cui confina (l’altro è appunto l’Ucraina).

L’annessione all’Urss e l’indipendenza nel 1991

Nel 1940 la parte orientale della Moldavia, chiamata anche Bessarabia, fu occupata dall’Armata Rossa sovietica nell’ambito del patto Molotov-Ribbentrop tra l’Urss di Stalin e la Germania nazista di Hitler. Durante la Seconda guerra mondiale venne occupata dalle truppe del Terzo Reich. Dopo la sconfitta del nazismo, la Moldavia è stata annessa all’Urss, di cui è diventata una delle quindici repubbliche. Ma nell’agosto 1991, dopo il fallito golpe contro Mikhail Gorbaciov e l’accelerazione della disgregazione dell’Unione Sovietica, il popolo moldavo approvò l’indipendenza con un referendum. Da allora è rimasta un Paese sovrano.

La guerra sulle rive del Dnestr

Quasi subito, tuttavia, una minoranza della popolazione di origine e lingua russa, insediata nella parte orientale della Moldavia, in una stretta lingua di terra fra il fiume Dnestr e la frontiera con l’Ucraina, proclamò la secessione dal resto del Paese formando la cosiddetta repubblica di Transnistria (come viene chiamata in italiano, da Nistro, il nome in rumeno del fiume Dnestr, ovvero “attraverso il Nistro”). Le prime violenze tra le due comunità, i moldavi di lingua romena e i moldavi di lingua russa, erano già scoppiate nell’autunno del 1990, mentre in tutta l’Urss prendevano forza i movimenti indipendentisti. La guerra vera e propria ha inizio nel marzo 1992. Da un lato c’è l’esercito moldavo. Dall’altro, unità di volontari della Transnistria, appoggiati da formazioni cosacche giunte dalla Russia e da una ex armata sovietica. Sotto gli auspici di Boris Eltsin, il presidente russo e successore de facto di Gorbaciov, il 21 luglio 1992 viene firmato dalle due parti un cessate il fuoco che mantiene le posizioni territoriali di partenza.

L’intesa proposta da Putin

Nel 2003, dopo che al Cremlino tre anni prima Vladimir Putin ha preso il posto di Eltsin, viene proposto un memorandum di intesa che prevede la creazione di una federazione moldava, con poteri speciali per la regione autonoma di Transnistria. Ma il fatto che quest’ultima avesse potere di veto su modifiche costituzionali e che una presenza militare russa sarebbe rimasta per almeno vent’anni come garanzia per la minoranza russofona spinse il governo moldavo a rifiutare l’intesa. Un negoziato a cui partecipavano anche Russia, Ocse (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea), Stati Uniti e Unione Europea, avviato nel 2005, non ha prodotto risultati ed è poi stato sospeso. Nel 2014, dopo la prima invasione russa dell’Ucraina e l’annessione della Crimea da parte di Mosca, la Transnistria ha chiesto ufficialmente di venire a sua volta annessa alla Russia. 

Cos’è la Transnistria odierna

Al momento la Transnistria è una repubblica separatista non riconosciuta da nessun Paese del mondo, tranne che da altre tre repubbliche separatiste filorusse dell’ex Urss: Abkhazia e Ossezia del Sud in Georgia, Artsakh in Azerbaigian. Dispone tuttavia di un proprio governo, parlamento ed esercito. La sua capitale è la città di Tiraspol. Ha una superfice pari a quella del Molise e una popolazione di circa 400mila abitanti, di cui il 30 per cento di etnia russa, il 28 per cento moldava, il 22 per cento ucraina e il rimanente di varie minoranze.

Gli scenari per il futuro

Da un anno, la guerra in Ucraina minaccia di espandersi in Moldavia con due possibili scenari: attacchi dalla Transnistria verso il territorio ucraino; o tentativi della Russia di rimettere tutta la Moldavia sotto la propria sfera di influenza. Missili russi, diretti apparentemente sull’Ucraina, hanno attraversato recentemente lo spazio aereo moldavo, provocando una crisi di governo e l’elezione di un nuovo primo ministro. Mentre il Cremlino vede l’invasione dell’Ucraina come un’opportunità di allagarsi in parte o nell’intera Moldavia, la Moldavia ha un governo filo-occidentale, ha presentato, come l’Ucraina, la richiesta di entrare nell’Unione Europea e aveva anche chiesto la protezione della Nato.