Russia, gruppo di cristiani contesta la guerra in Ucraina appoggiata da Kirill
di Iacopo Scaramuzzi , di Iacopo ScaramuzziUn gruppo di cristiani russi – cattolici, protestanti e ortodossi – sconfessa pubblicamente le motivazioni che giustificherebbero l’attacco all’Ucraina del presidente Vladimir Putin appoggiata anche dal Patriarca di Mosca Kirill.
“Non crediamo che in Ucraina sia al governo un regime nazista, non crediamo che la Russia sia circondata solo da nemici desiderosi di annientarla", affermano tre esponenti di questo gruppo, sotto garanzia di anonimato, al settimanale Credere del gruppo San Paolo nel numero in edicola oggì. "Proprio questa visione ci dà la possibilità di giudicare la politica estera della Russia come non conforme all’insegnamento del Vangelo e ai valori cristiani”.
"Delitto contro la legge divina"
Questo gruppo di cristiani ha scritto a Natale scorso un appello contro la guerra di Putin. Hanno scelto di restare nell’anonimato, perché di giorno in giorno …
Un gruppo di cristiani russi – cattolici, protestanti e ortodossi – sconfessa pubblicamente le motivazioni che giustificherebbero l’attacco all’Ucraina del presidente Vladimir Putin appoggiata anche dal Patriarca di Mosca Kirill.
“Non crediamo che in Ucraina sia al governo un regime nazista, non crediamo che la Russia sia circondata solo da nemici desiderosi di annientarla", affermano tre esponenti di questo gruppo, sotto garanzia di anonimato, al settimanale Credere del gruppo San Paolo nel numero in edicola oggì. "Proprio questa visione ci dà la possibilità di giudicare la politica estera della Russia come non conforme all’insegnamento del Vangelo e ai valori cristiani”.
"Delitto contro la legge divina"
Questo gruppo di cristiani ha scritto a Natale scorso un appello contro la guerra di Putin. Hanno scelto di restare nell’anonimato, perché di giorno in giorno in Russia diventa sempre più pericoloso esporsi a qualunque tipo di protesta. E hanno instaurato una rete che coinvolge sia persone in Russia sia persone che per i più diversi motivi – in particolare il rifiuto di combattere una guerra fratricida – oggi sono all’estero. A queste ultime persone è stato affidato il compito di leggere in un video la dichiarazione natalizia. “Riteniamo che l’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina sia un delitto contro la legge divina, e che la sua cosiddetta 'motivazione morale' contraddica la dottrina cristiana”, affermano nella dichiarazione natalizia, “riteniamo che i crimini, immaginari o reali, degli altri Stati non possano giustificare i crimini commessi dal nostro”.
Contro la propaganda di Putin
A un anno dallo scoppio della guerra, il settimanale Credere ha raggiunto tre di loro. “Alcuni cristiani in Russia appoggiano la guerra non perché non abbiano letto il Vangelo, ma perché credono nella propaganda di Putin e sono convinti che in Ucraina ci siano veramente nazisti e satanisti che torturano e uccidono a centinaia i bambini perché non parlano in russo o amano la cultura russa”, dicono a Girolamo Fazzini i tre cristiani nascosti da nomi di fantasia: Aleksej, maestro elementare, protestante; Boris, studente universitario ortodosso e infine Daniil, un insegnante, anch’egli ortodosso, che serve anche come accolito in parrocchia. “Se le cose stessero realmente così, la decisione di inviare truppe in Ucraina sarebbe pienamente giustificabile dal punto di vista della morale cristiana. Per questo anche la nostra Dichiarazione non è slegata dalla nostra visione politica. Tra di noi le posizioni possono differenziarsi, naturalmente, ma tutti noi siamo convinti che il regime autoritario esistente oggi in Russia arrechi un grave danno al nostro Paese e debba essere superato, i diritti e le libertà fondamentali della persona debbano essere ripristinati, e i detenuti politici lasciati tornare alle loro case”.
"Non restare inerti"
“Molti cristiani della Russia preferiscono 'dimenticarsi' del precetto del Discorso della montagna di non opporsi al male con la violenza (Matteo 5,39), lo respingono come qualcosa che non ha niente a che fare con la vita reale”, affermano i tre esponenti cristiani russi. “Non si accorgono che queste parole impegnano, invece, il cristiano ad assumersi una responsabilità nei confronti della violenza: non parteciparvi, superarla, combatterla con la parola e l’agire. Come minimo non restare inerti, dando il proprio voto a governanti e propagandisti”.