Ucraina, l’Onu condanna Putin. Occhi puntati sulla Cina per il “piano di pace”
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - L'Onu approva con 141 voti a favore la risoluzione per la "pace giusta" in Ucraina. Sette quelli contrari, guidati dalla Russia, con Bielorussia, Corea del Nord, Siria, Eritrea, Nicaragua e la prima volta del Mali, dove il governo si appoggia al gruppo Wagner, a rompere il fronte africano. Tra gli astenuti, in tutto trentadue, la Cina, come previsto, e l'India. L'Italia ha votato a favore, col vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani che parla di "un grande successo". Questa è una risoluzione che, secondo quello che gli Usa avevano detto alla vigilia, "passerà alla storia", ma che lascia ancora ampie zone d'ombra, perché arrivata dopo due giorni di scontri e un clima, fuori dal palazzo sull'East River, avvelenato da accuse incrociate.
All'ingresso del Palazzo di Vetro, in attesa della votazione, un'orchestra orientale di archi aveva suonato la serenata in Sol maggiore di Mozart, ma …
NEW YORK - L'Onu approva con 141 voti a favore la risoluzione per la "pace giusta" in Ucraina. Sette quelli contrari, guidati dalla Russia, con Bielorussia, Corea del Nord, Siria, Eritrea, Nicaragua e la prima volta del Mali, dove il governo si appoggia al gruppo Wagner, a rompere il fronte africano. Tra gli astenuti, in tutto trentadue, la Cina, come previsto, e l'India. L'Italia ha votato a favore, col vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani che parla di "un grande successo". Questa è una risoluzione che, secondo quello che gli Usa avevano detto alla vigilia, "passerà alla storia", ma che lascia ancora ampie zone d'ombra, perché arrivata dopo due giorni di scontri e un clima, fuori dal palazzo sull'East River, avvelenato da accuse incrociate.
All'ingresso del Palazzo di Vetro, in attesa della votazione, un'orchestra orientale di archi aveva suonato la serenata in Sol maggiore di Mozart, ma al terzo piano, sede dell'Assemblea generale, i grandi della Terra se le sono date ancora. Erano una ventina i Paesi iscritti a parlare, tra cui Francia, Germania e Cina. L'incognita più grande era la posizione di un gigante come l'India: avrebbe votato no? Si è astenuta. I Paesi co-sponsor della mozione, tra cui l'Italia, speravano di uguagliare o migliorare il sostegno delle precedenti risoluzioni, incassando tra i 138 e i 144 voti. Ce l'hanno fatta. Le astensioni, secondo le stime dei diplomatici occidentali, dovevano oscillare tra 20 e 30, e alla fine sono aumentate un po'.