✕

Iran, nuovo caso di studentesse intossicate

(ansa)
Da novembre, almeno 400 ragazze sono rimaste vittime di questi attacchi. Le autorità hanno promesso indagini, mentre nel Paese c'è chi punta il dito su gruppi di estremisti o su una possibile vendetta per le proteste anti-governative scoppiate con la morta di Masha Amini
2 minuti di lettura

Almeno 35 studentesse iraniane sono state portate in ospedale dopo avere inalato gas tossico alla scuola superiore Khayyam di Pardis, una città vicina a Teheran. Video diffusi sui social media mostrano ambulanze arrivare nell'istituto per soccorrere le ragazze. È solo l'ultimo episodio di una serie di avvelenamenti "intenzionali", come ammette anche il viceministro della Salute, che secondo molti hanno l'obiettivo di far chiudere le scuole e impedire l'istruzione femminile. Secondo i media locali, sono almeno 400 le studentesse avvelenate da quando sono cominciati questi attacchi a novembre. Al momento nessuna di loro è morta, ma le ragazze hanno sofferto di seri problemi respiratori, nausea, vertigini e debolezza. 

"Dopo diversi casi, si è scoperto che alcune persone volevano che tutte le scuole, soprattutto quelle femminili, fossero chiuse", ha dichiarato ieri all'agenzia di stampa governativa Irna, Younes Pan…

Almeno 35 studentesse iraniane sono state portate in ospedale dopo avere inalato gas tossico alla scuola superiore Khayyam di Pardis, una città vicina a Teheran. Video diffusi sui social media mostrano ambulanze arrivare nell'istituto per soccorrere le ragazze. È solo l'ultimo episodio di una serie di avvelenamenti "intenzionali", come ammette anche il viceministro della Salute, che secondo molti hanno l'obiettivo di far chiudere le scuole e impedire l'istruzione femminile. Secondo i media locali, sono almeno 400 le studentesse avvelenate da quando sono cominciati questi attacchi a novembre. Al momento nessuna di loro è morta, ma le ragazze hanno sofferto di seri problemi respiratori, nausea, vertigini e debolezza. 

"Dopo diversi casi, si è scoperto che alcune persone volevano che tutte le scuole, soprattutto quelle femminili, fossero chiuse", ha dichiarato ieri all'agenzia di stampa governativa Irna, Younes Panahi, viceministro della Sanità. Il ministero ha esculuso l'uso di sostanze militari, ritenendo piuttosto che questi individui stiano usano "composti chimici disponibili sul mercato". Il caso ha suscitato un'ondata di rabbia nel Paese, dove genitori e studenti hanno denunciato il silenzio delle autorità di fronte al crescente numero di scuole colpite. Il capo della polizia nazionale, Ahmadreza Radan, ha quindi annunciato che le sue forze sono "in procinto di identificare possibili sospetti". Al momento non sono stati annunciati arresti. L'agenzia di stampa Fars ha dichiarato che si terrà una "riunione di emergenza" in parlamento per indagare sul caso, con la partecipazione dei ministri dell'Istruzione, dell'Intelligence e della Sanità.

Il primo avvelenamento è avvenuto il 30 novembre, quando 18 studentesse di una scuola tecnica di Qom, una delle principali città religiose dell'Iran, sono stati portati in ospedale. Da allora, più di 10 scuole femminili sono state prese di mira nella provincia circostante. Almeno 194 ragazze sarebbero state avvelenate la scorsa settimana in quattro scuole della città di Borujerd, nella provincia occidentale del Lorestan. Episodi analoghi sono stati riportati anche ad Ardebil, Sari e Theran. Le scuole dove sono state riportate le intossicazioni sono state chiuse. Mentre, riporta il sito web Shargh, nelle ultime settimane i genitori preoccupati hanno ritirato le loro figlie dalle lezioni, chiudendo di fatto alcune scuole di Qom. All'inizio del mese in centinaia si erano radunati davanti al governatorato della città per chiedere spiegazioni.

Secondo denunce di attivisti sui social media, le studentesse sono vittime di una vendetta a causa delle proteste anti-governative nelle scuole che si sono susseguite da settembre dopo la morte di Mahsa Amini, la 22enne di origine curda che ha perso la vita dopo essere stata messa in custodia perché non indossava il velo in modo corretto.

Alcuni hanno paragonato la situazione a simili episodi avvenuti in Afghanistan tra il 2010 e il 2015 quando in alcune scuole del Paese studentesse sono rimaste intossicate dopo avere inalato gas. I sospetti di altri, soprattutto tra i politici del Paese, sono caduti su gruppi di estremisti che vogliono replicare l'esempio del vicino Paese, dove da quando hanno preso il controllo i talebani alle donne è vieteto andare a scuola o all'università.