✕

Tunisia, l'Fmi blocca il prestito: ecco perché l'Italia è preoccupata

(reuters)
La svolta autoritaria del presidente Kais Saied, che per uscire dall'impasse della crisi economica aveva usato come capro espiatorio i migranti subsahariani, ha spinto l'organismo internazionale ha congelato gli aiuti. Il governo di Roma teme una nuova ondata di sbarchi
2 minuti di lettura

NEW YORK - L’attacco ai migranti africani del Sub Sahara rischia di far sprofondare la Tunisia in una crisi che può colpire anche l’Italia. Il Fondo Monetario Internazionale ha bloccato il prestito di 1,9 miliardi di dollari destinato a sostenere la Tunisia, a un passo dalla bancarotta. A ottobre aveva autorizzato lo stanziamento ma la votazione finale era stata rinviata a causa di una serie di decisioni controverse messe in atto dal presidente tunisino Kais Saied. Dopo aver fatto arrestare alcuni oppositori politici, a febbraio Saied ha lanciato un duro attacco contro l’immigrazione, parlando di “complotto” e di piano per avviare una “sostituzione etnica” del Paese e "favorire l’arrivo di migranti dai Paesi sub-Sahariani". Episodi di intolleranza verso i migranti si sono registrati negli ultimi giorni. “Il Fondo monetario - ha dichiarato una portavoce - è preoccupato dai recenti sviluppi in Tunisa e ha…

NEW YORK - L’attacco ai migranti africani del Sub Sahara rischia di far sprofondare la Tunisia in una crisi che può colpire anche l’Italia. Il Fondo Monetario Internazionale ha bloccato il prestito di 1,9 miliardi di dollari destinato a sostenere la Tunisia, a un passo dalla bancarotta. A ottobre aveva autorizzato lo stanziamento ma la votazione finale era stata rinviata a causa di una serie di decisioni controverse messe in atto dal presidente tunisino Kais Saied. Dopo aver fatto arrestare alcuni oppositori politici, a febbraio Saied ha lanciato un duro attacco contro l’immigrazione, parlando di “complotto” e di piano per avviare una “sostituzione etnica” del Paese e "favorire l’arrivo di migranti dai Paesi sub-Sahariani". Episodi di intolleranza verso i migranti si sono registrati negli ultimi giorni. “Il Fondo monetario - ha dichiarato una portavoce - è preoccupato dai recenti sviluppi in Tunisa e ha preso atto dei passi intrapresi dalle autorità per affrontare la situazione”.


Il presidente della Banca Mondiale, David Malpass, ha fatto congelare il processo di revisione degli aiuti destinati al Paese nordafricano, e sottolineato la preoccupazione per l’”attacco razziale e violento” lanciato da Saied. Fine marzo doveva essere il momento in cui gli istituti mondiali avrebbero sbloccato l’invio di fondi, ma a questo punto non si sa cosa può accadere. Secondo fonti del governo di Tunisi, la “situazione potrebbe sbloccarsi nelle prossime settimane”, ma nessuno è in grado di indicare scadenze precise. L’economia tunisina è alle prese con una profonda crisi, aggravata dalla guerra in Ucraina che ha provocato l’aumento dei prezzi. Il governo non è in grado più di sostenere l’aumento dei costi per accedere a riso e olio da cucina. A rischio soprattutto i pagamenti interni, ma anche le scadenze con i Paesi stranieri.


Saied, eletto nel 2021, viene accusato dall’opposizione di governare per decreto e di non avere capito in pieno il momento drammatico del Paese. “L’economia - ha commentato al Wall Street Journal l’ex diplomatico Usa William Lawrence - avrebbe registrato segnali di caduta anche con gli aiuti del Fondo Monetario. Senza, la situazione non potrà che peggiorare”. Da mesi ci sono proteste in piazza, la gente ha fame. Un numero record di tunisini ha lasciato il Paese. La guerra ai subsahariani, condotta da Saied, avrebbe dovuto compattare il popolo, indicandogli un nemico, ma anche la decisione di tassarli per raccogliere soldi da immettere nelle case statali non sembra avere successo. Quasi duemila migranti sono stati arrestati nell’ultimo mese, mentre più di ventunomila persone, su una popolazione di dodici milioni, sono in Tunisia senza permesso di residenza.


Alla tensione sociale si è aggiunto il dramma umanitario. L’Italia sta seguendo con molta attenzione la situazione: l’aggravarsi della crisi potrebbe spingere migliaia di persone a mettersi in mare per raggiungere le coste italiane, in cerca di una speranza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando al termine del Consiglio dei ministri che si è svolto a Cutro, in Calabria, ha ammesso: “La situazione della Tunisia ci preoccupa, c’è una crisi finanziaria non indifferente”. A tenere in piedi la possibilità di una soluzione c’è la posizione degli Stati Uniti, "azionista" di peso dell’Fmi: Washington sta spingendo perché venga accordato il prestito.