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Israele, nuove proteste contro Netanyahu: bloccate Tel Aviv e Haifa. Poi in serata l’attentato firmato Hamas

Mentre migliaia di persone sfilavano contro la riforma della giustizia, a Tel Aviv un terrorista apriva il fuoco e feriva tre persone. L'organizzazione islamica: "Operazione eroica"
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GERUSALEMME - Una serata drammatica in Israele. Mentre migliaia di persone sfilano alla marcia delle fiaccole a Tel Aviv per protestare contro la riforma della giustizia, un terrorista apre il fuoco sull'iconica Dizengoff Street, ferendo tre giovani che si trovavano fuori per godersi il giovedì sera che nel Paese segna l'inizio del weekend e lasciandone uno in condizioni disperate.

Il tutto mentre il Primo Ministro Benjamin Netanyahu incontra a Roma i leader della comunità ebraica italiana al Tempio Spagnolo della capitale e il Presidente di Israele Isaac Herzog ha appena finito di pronunciare un discorso durissimo contro il progetto dal governo.

In mattinata i manifestanti si erano dati appuntamento in oltre 120 località in tutta Israele. I diversi gruppi che negli ultimi due mesi settimana dopo settimana organizzano le proteste avevano invitato gli israeliani a scendere in piazza per una giornat "di resistenza alla dittatura". Tra gli ob…

GERUSALEMME - Una serata drammatica in Israele. Mentre migliaia di persone sfilano alla marcia delle fiaccole a Tel Aviv per protestare contro la riforma della giustizia, un terrorista apre il fuoco sull'iconica Dizengoff Street, ferendo tre giovani che si trovavano fuori per godersi il giovedì sera che nel Paese segna l'inizio del weekend e lasciandone uno in condizioni disperate.

Il tutto mentre il Primo Ministro Benjamin Netanyahu incontra a Roma i leader della comunità ebraica italiana al Tempio Spagnolo della capitale e il Presidente di Israele Isaac Herzog ha appena finito di pronunciare un discorso durissimo contro il progetto dal governo.

In mattinata i manifestanti si erano dati appuntamento in oltre 120 località in tutta Israele. I diversi gruppi che negli ultimi due mesi settimana dopo settimana organizzano le proteste avevano invitato gli israeliani a scendere in piazza per una giornat "di resistenza alla dittatura". Tra gli obiettivi dei manifestanti c'era anche quello di bloccare l'accesso all'aeroporto proprio per mettere i bastoni tra le ruote alla partenza per Roma di Netanyahu, che però raggiunge Ben Gurion in elicottero.

Gruppi di manifestanti riescono a bloccare temporaneamente alcune delle arterie principali di Tel Aviv e di altri centri del paese, con un piccolo gruppo che addirittura monta su canoe e piccole imbarcazioni e ostruisce l'ingresso al porto di Haifa sventolando striscioni che inneggiano alla democrazia. Questa volta la polizia sgombera le strade senza granate stordenti e nel tardo pomeriggio emerge la notizia che il Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir annuncia il trasferimento del numero uno della polizia del distretto di Tel Aviv Ami Eshed per non aver saputo gestire adeguatamente le manifestazioni. Lo stesso Eshed che poche ore dopo si trova a gestire l'attacco terroristico.


"Non avevamo mai assistito a qualcosa di simile nella storia del Paese: il pagliaccio di TikTok licenzia un eccezionale agente di polizia perché non c'è abbastanza sangue e violenza per le strade", l'attacco del leader dell'opposizione Yair Lapid. Pochi minuti prima dell'attentato invece Herzog si rivolge alla nazione parlando di catastrofe imminente e tempo scaduto per arrivare a un compromesso sulla riforma della giustizia che sta lacerando la società israeliana. "Non posso guardare la mia nazione essere fatta a pezzi davanti ai miei occhi", dice. "Quello che sta accadendo è una tragedia".

Già tre settimane fa il leader israeliano era intervenuto per invocare il compromesso e presentare un proprio piano alternativo che potesse servire come base per i negoziati tra maggioranza e opposizione. Se allora Herzog aveva suggerito di fermare l'iter legislativo per le trattative sforzandosi però anche di rappresentare le ragioni di chi sostiene la necessità di una riforma radicale, ieri il presidente si è rivolto esplicitamente al governo chiedendo di fermarsi - una richiesta finora sempre fermamente rifiutata. "L'attuale legislazione proposta deve essere scartata ora e per sempre", dice un Herzog visibilmente carico di emozioni, descrivendo i disegni di legge come "sbagliati, aggressivi e capaci di mettere in pericolo le nostre basi democratiche."

Poco dopo, nel suo discorso al Tempio di Roma, Netanyahu ribadisce di accogliere in modo positivo ogni tentativo di compromesso - un'affermazione già espressa diverse volte e bollata dall'opposizione come una bugia. Nel giro di minuti il premier riceve la notizia dell'attacco e rilascia una dichiarazione esprimendo la sua vicinanza ai feriti e alle forze dell'ordine. Il terrorista sarebbe Moataz al-Khawaja, 23 anni, membro di Hamas, come confermato dalla stessa organizzazione, che ha definito "eroica" l'operazione. Al-Khawaja sarebbe stato ucciso da un soldato non in servizio, mentre le manifestazioni si disperdono con il sindaco di Tel Aviv Ron Huldai che invita manifestanti e cittadini in giro per la movida a rientrare nelle proprie abitazioni.

Nella notte tra mercoledì e giovedì, tre miliziani palestinesi della Jihad Islamica erano rimasti uccisi durante un'operazione militare israeliana nel villaggio di Jaba, vicino a Jenin, dove il giorno prima i militari israeliani avevano eliminato Abdel Fattah Hussein Kharousha, l'affiliato di Hamas considerato responsabile di un attentato in cui la settimana scorsa avevano perso la vita due giovani fratelli israeliani. Nel corso del raid erano rimasti uccisi sei miliziani, ma anche un ragazzino di 14 anni, deceduto ieri in seguito alle ferite riportate nel corso dell'azione israeliana secondo l'Autorità Palestinese.

Dall'inizio dell'anno sono oltre 70 i palestinesi rimasti uccisi in Cisgiordania, in maggioranza affiliati a organizzazioni terroristiche, ma anche diversi civili. Sono invece 14 gli israeliani che hanno perso la vita in diversi attentati.