Caccia ai segreti hi-tech del drone abbattuto
di Gianluca Di Feo , di Gianluca Di FeoTutti gli occhi sono puntati sul Mar Nero, epicentro del confronto tra Nato e Russia. Il giorno dopo lo schianto del Reaper statunitense, la prima domanda riguarda la sorte del relitto. I vertici militari americani sostengono che il drone non è stato recuperato e - a quello che gli risulta - neppure Mosca è riuscita a impadronirsene. Circola l'ipotesi che la zona dell'impatto non sia lontana dalla costa della Crimea e dall'area di Sebastopoli, quartiere generale della flotta del Mar Nero. È una valutazione basata anche sul raggio d'azione del radar usato dal Reaper per le sue ricognizioni: uno strumento sofisticato, che fornisce immagini tridimensionali di oggetti minuscoli, ma che copre un raggio di circa 80 chilometri. Questa quindi sarebbe la distanza massima dell'affondamento: praticamente nelle acque di casa della marina militare russa.
Non risulta che il velivolo teleguidato disponesse di un meccanismo per l'autodistruzione. Ha t…
Tutti gli occhi sono puntati sul Mar Nero, epicentro del confronto tra Nato e Russia. Il giorno dopo lo schianto del Reaper statunitense, la prima domanda riguarda la sorte del relitto. I vertici militari americani sostengono che il drone non è stato recuperato e - a quello che gli risulta - neppure Mosca è riuscita a impadronirsene. Circola l'ipotesi che la zona dell'impatto non sia lontana dalla costa della Crimea e dall'area di Sebastopoli, quartiere generale della flotta del Mar Nero. È una valutazione basata anche sul raggio d'azione del radar usato dal Reaper per le sue ricognizioni: uno strumento sofisticato, che fornisce immagini tridimensionali di oggetti minuscoli, ma che copre un raggio di circa 80 chilometri. Questa quindi sarebbe la distanza massima dell'affondamento: praticamente nelle acque di casa della marina militare russa.
Non risulta che il velivolo teleguidato disponesse di un meccanismo per l'autodistruzione. Ha trascinato nel fondo con sé alcuni degli apparati hi-tech più segreti: il radar, il sensore ottico e quello laser, le connessioni satellitari e i sistemi di pilotaggio remoto. Una preda di infinito interesse per gli 007 del Cremlino. Tanto che il segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale Nikolai Patrushev ha aperto la gara: "Cercheremo di recuperarlo. Non so se ne saremo capaci, ma dobbiamo provarci".
Ieri sono state registrate intense comunicazioni sulle frequenze di emergenza dell'ammiragliato. Alcuni spotter questa mattina hanno rilevato labili tracce dell'attività di droni - probabilmente russi - non lontano da Sebastopoli. Ma in alcune zone del Mar Nero sono stati notati anche segnali di disturbo dei satelliti gps: un aereo di linea diretto da Istanbul a Chisinau in Moldavia sarebbe stato obbligato a invertire la rotta, per la difficoltà di ricevere le coordinate satellitari indispensabili per la navigazione.