Grecia, archeologi contro il ministero: "Il governo concede aree di interesse storico per progetti edilizi"
di Salvatore Giuffrida , di Salvatore Giuffrida(ansa)
Fare l'archeologo rischia di essere un mestiere troppo pericoloso se lo si svolge in un Paese come la Grecia dove è in corso un acceso dibattito tra associazioni di categoria e ministero della Cultura. Gli studiosi puntano il dito contro Lina Mendoni, responsabile del dicastero e accusata di concedere le aree di interesse archeologico per progetti edilizi privati, e così ieri hanno scioperato per oltre cinque ore unendosi alle numerose proteste in corso nel Paese in questi giorni.
Il pestaggio "mafioso" a Mykonos
A scatenare la manifestazione è stato il pestaggio di pochi giorni fa contro Manolis Psarros, il capo della sovrintendenza delle isole Cicladi che da tempo cerca di impedire la costruzione di un complesso alberghiero in un’area di vitale interesse archeologico nell’isola di Mykonos. Psarros, 53 anni, è stato picchiato da due uomini ancora non identificati che poi lo hanno lasciato privo di sensi …
Fare l'archeologo rischia di essere un mestiere troppo pericoloso se lo si svolge in un Paese come la Grecia dove è in corso un acceso dibattito tra associazioni di categoria e ministero della Cultura. Gli studiosi puntano il dito contro Lina Mendoni, responsabile del dicastero e accusata di concedere le aree di interesse archeologico per progetti edilizi privati, e così ieri hanno scioperato per oltre cinque ore unendosi alle numerose proteste in corso nel Paese in questi giorni.
Il pestaggio "mafioso" a Mykonos
A scatenare la manifestazione è stato il pestaggio di pochi giorni fa contro Manolis Psarros, il capo della sovrintendenza delle isole Cicladi che da tempo cerca di impedire la costruzione di un complesso alberghiero in un’area di vitale interesse archeologico nell’isola di Mykonos. Psarros, 53 anni, è stato picchiato da due uomini ancora non identificati che poi lo hanno lasciato privo di sensi in strada. Un pestaggio in puro stile mafioso secondo l’associazione degli archeologi greci, che protestano anche per altri progetti in cui è coinvolto il governo.
Due anni fa il cantiere della nuova fermata della metro nel centro di Salonicco ha portato alla luce la città sotterranea di epoca tardo romana, ma gli scavi dei tunnel sono andati avanti provocando gravi danni ai resti archeologici. Sotto l’occhio del ciclone anche la collina del Partenone per la realizzazione di un ascensore che porta i turisti dal teatro di Erode sulla rocca dell’Acropoli: sotto accusa la sponsorizzazione di un imprenditore privato.
Lo sciopero generale del 16 marzo
La rabbia degli archeologici fa parte di un clima di malcontento più ampio, generato dall’incidente ferroviario che ha causato la morte di 57 persone, la maggior parte studenti di Salonicco, che porterà la Grecia a uno sciopero generale giovedì 16 marzo. Tutti contro il governo di centrodestra del premier Kyriakos Mitsotakis: protestano i dipendenti del ministero dei Trasporti, protestano i giornalisti, gli attori e i musicisti che da tempo occupano i teatri contro il progetto di declassare i diplomi accademici.
Lo sciopero generale, il terzo negli ultimi due mesi, è organizzato dai sindacati dei dipendenti pubblici e dall’opposizione: si prevede una partecipazione di massa al corteo in piazza Syntagma ma la tensione sale, si temono scontri e provocazioni. L’attenzione è puntata sui circoli anarchico-insurrezionalisti dopo le aggressioni di pochi giorni fa all’ex ministro Giannis Varoufakis mentre usciva da un ristorante nel quartiere underground di Exarchia e al deputato di Syriza Dimitri Vatsis, durante un corteo a Agia Anargiri, periferia ovest della capitale.
Le elezioni rinviate
Oltre alle proteste, aumenta la confusione. A luglio scade la legislatura ma il Paese ancora non sa quando andrà a votare: il premier aveva fissato le elezioni al 9 aprile ma le ha rinviate a data da destinarsi. “Il timore è che il governo sta usando l’incidente ferroviario per cambiare l’agenda politica, aumentare la tensione e cercare di rimanere al governo anche dopo la fine della legislatura”, spiega Lefteris Stoukogeorgios, dirigente di Syriza, a margine di una riunione fiume con Alexis Tsipras e il presidente di Sinistra Europea Heinz Bierbaum.