Pattini e liuto, le iraniane che sfidano il governo ballando senza velo
di Gabriella Colarusso , di Gabriella ColarussoIl suo tributo alle ragazze di Ekbatan aveva emozionato e divertito tanti iraniani. Il 17 marzo Naghmeh Moradabadi si era fatta filmare tra i palazzoni grigi del quartiere a Ovest di Teheran - dove una settimana prima erano state costrette al pentimento le cinque ragazzine "colpevoli" di aver ballato senza velo sulle note di Calm Down - e ha intonato la stessa canzone di Rema e Selena Gomez con il suo Tar, il liuto a sei corde famoso nella tradizionale musicale persiana. Nel video la musicista non indossava il velo obbligatorio per le donne in Iran, ma un berretto da baseball verde, e una t-shirt dello stesso colore. Ieri però Moradabadi si è "pentita" e ha pubblicato sulla sua pagina Instagram un video in cui nega qualsiasi senso politico al suo gesto: "Auguro a tutti buon anno", dice mentre appare in primo piano con l'hijab in testa. "Voglio chiarire che il video pubblicato qualche giorno fa non era di sostegno a nessuno ma solo u…
Il suo tributo alle ragazze di Ekbatan aveva emozionato e divertito tanti iraniani. Il 17 marzo Naghmeh Moradabadi si era fatta filmare tra i palazzoni grigi del quartiere a Ovest di Teheran - dove una settimana prima erano state costrette al pentimento le cinque ragazzine "colpevoli" di aver ballato senza velo sulle note di Calm Down - e ha intonato la stessa canzone di Rema e Selena Gomez con il suo Tar, il liuto a sei corde famoso nella tradizionale musicale persiana. Nel video la musicista non indossava il velo obbligatorio per le donne in Iran, ma un berretto da baseball verde, e una t-shirt dello stesso colore. Ieri però Moradabadi si è "pentita" e ha pubblicato sulla sua pagina Instagram un video in cui nega qualsiasi senso politico al suo gesto: "Auguro a tutti buon anno", dice mentre appare in primo piano con l'hijab in testa. "Voglio chiarire che il video pubblicato qualche giorno fa non era di sostegno a nessuno ma solo un modo per far divertire i miei amati compatrioti, invece alcuni siti e giornali l'hanno strumentalizzato".
Non è chiaro cosa sia successo in questi sette giorni, ma in tanti sono convinti che le autorità iraniane abbiano fatto pressione sulla musicista, che già in passato era finita nelle maglie della censura: nel 2017 il suo account Instagram, che ha 230mila follower, era stato sospeso insieme a quello di altri artisti di strada per aver postato "contenuti criminali". "Sfortunatamente, la Repubblica islamica sta cercando di controllare l'ondata di disobbedienza civile e sostegno alle ragazze di Ekbatan", scrive l'account Twitter che da mesi racconta quello che accade nel quartiere ribelle della capitale.
La canzone Calm Down è diventata un inno alla danza ma anche un guanto di sfida alle autorità in Iran, dove alle donne non è consentito ballare in pubblico o cantare da sole, e meno che mai senza velo. Questo non vuole dire che le iraniane non lo facciano da sempre: nelle case private, nelle feste in campagna, negli ambienti più progressisti, ovunque lontano dall'inquisizione sociale dei conservatori. La stessa Moradabadi ha partecipato in passato al Fajr Film Festival di Teheran insieme ad altri musicisti.
Ma la morte della 22enne Mahsa Amini, arrestata dalla cosiddetta polizia morale perché accusata di non indossare correttamente il velo, e la stretta sociale degli ultraconservatori al potere hanno fatto da detonatore: questo Iran parallelo, finora underground, animato da giovani e donne, ha deciso di uscire dall'ombra, di riprendersi lo spazio pubblico e politico.
Da quando le cinque ragazze di Ekbatan sono state fermate, redarguite e costrette a scusarsi, su Instagram e TikTok si sono moltiplicati i video di ragazze e adolescenti che ballano la canzone afrobeat. Un contagio di sorrisi che il governo fatica a spegnere. Nelle ultime ore è diventata virale la danza sui pattini di Hanieh, una insegnante di pattinaggio sul ghiaccio, in riva al lago artificiale Chitgar, a nord di Teheran: il video condiviso il 14 marzo è stato visto più di 300mila volte: "#skate #figureskate #calmdownchallenge" sono gli hashtag della sfida.