La Casa Bianca incolpa Trump per il "caotico" ritiro degli Usa dall'Afghanistan
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Per mesi Donald Trump ha accusato il suo successore di aver organizzato una "fuga caotica e umiliante" dall'Afghanistan, culminata nell'attacco dinamitardo all'aeroporto di Kabul, che aveva provocato la morte di tredici soldati americani e centosettanta civili afghani, in attesa di lasciare il Paese. A ogni comizio, tutte le volte che il tycoon comincia a parlare di quel ritiro, definendolo il "più umiliante della storia", i suoi sostenitori cominciano a rispondere con un "buu" di disapprovazione e l'ex presidente fa di sì sconsolato con la testa, come a ricordare che con lui non sarebbe mai successo, e i soldati americani sarebbero tornati a casa dalle loro famiglie. Allora i sostenitori cominciano a urlare "iu-e-ssei, Iu-e-ssei", "Usa Usa Usa", nel tripudio patriottico.
Ma a un anno e mezzo di distanza è emerso che dietro quel "caos" ci sarebbe stato un responsabile: Tr…
NEW YORK - Per mesi Donald Trump ha accusato il suo successore di aver organizzato una "fuga caotica e umiliante" dall'Afghanistan, culminata nell'attacco dinamitardo all'aeroporto di Kabul, che aveva provocato la morte di tredici soldati americani e centosettanta civili afghani, in attesa di lasciare il Paese. A ogni comizio, tutte le volte che il tycoon comincia a parlare di quel ritiro, definendolo il "più umiliante della storia", i suoi sostenitori cominciano a rispondere con un "buu" di disapprovazione e l'ex presidente fa di sì sconsolato con la testa, come a ricordare che con lui non sarebbe mai successo, e i soldati americani sarebbero tornati a casa dalle loro famiglie. Allora i sostenitori cominciano a urlare "iu-e-ssei, Iu-e-ssei", "Usa Usa Usa", nel tripudio patriottico.
Ma a un anno e mezzo di distanza è emerso che dietro quel "caos" ci sarebbe stato un responsabile: Trump. La Casa Bianca ha informato gli americani che l'ex presidente aveva consegnato al suo successore una data entro la quale completare il ritiro, ma "non un piano per metterlo in pratica", "lasciando una situazione caotica". Con pochi mesi a disposizione, Joe Biden e il Pentagono si sarebbero trovati a fare una corsa contro il tempo, finendo per trasformare un ritiro atteso da anni in una fuga tumultuosa e confusa.
All'epoca il presidente aveva difeso la sua decisione di ritirare i soldati americani, definendo l'operazione uno "straordinario successo". In realtà anche i sondaggi dicevano il contrario: meno del 40 per cento degli americani aveva approvato il modo in cui il ritiro era stato portato a termine. Quelle erano state settimane di gente in fuga, mgiliaia di persone in coda per entrare all'aeroporto, personale del'ambasciata costretto alla fuga in elicottero, passando dai tetti degli edifici, mentre i talebani, in appena nove giorni, avevano ripreso il controllo del governo di Kabul sostenuto dall'Occidente. L'attentato suicida all'Hamid Karzai International Airport della capitale, alle 17.50 locali del 26 agosto 2021, aveva messo gli Stati Uniti in grande imbarazzo e Biden era finito sott'accusa.
L'amministrazione Trump, riporta il documento, "non aveva fornito alcun piano su come portare a termine il ritiro finale o evacuare americani e alleati afghani". "Il presidente Biden - continua - si era impegnato a mettere fine alla guerra in Afghanistan, ma quando assunse l'incarico si trovò a dover affrontare le difficoltà lasciate dall'amministrazione Trump". La mancanza di comunicazione tra ex presidente e successore ha finito per aggravare la situazione. E quando c'è stata, si è rivelata peggiore del silenzio. "Biden - ha spiegato uno dei suoi portavoce, John Kirby - ha fatto molte domande ai consiglieri di Trump per la sicurezza nazionale e alcune delle risposte si sono rivelate errate". "Nessuna agenzia di intelligence Usa - ha aggiunto - aveva previsto che il talebani avrebbero conquistato l'Afghanistan in nove giorni".
Alla fine, però, il disastroso ritiro sarebbe servito per il futuro. Secondo Kirby, ora gli Stati Uniti sanno come muoversi, a cominciare dall'Ucraina. "Adesso - ha spiegato - diamo priorità alle evacuazioni anticipate quando si ha di fronte una situazione di sicurezza in via di deterioramento".