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Negli Usa è ormai una corsa all'oro. Tutti i giganti dell'hi-tech puntano sull'AI

(afp)
Microsoft ha investito 10 miliardi su ChatGpt e si è avvantaggiata rispetto alla concorrenza. Google prova a rispondere con Bard. E Meta, dopo il flop di Galactica, riparte dal laboratorio Fair
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NEW YORK - Racconta il direttore del New York Times, Joe Kahn: "Qualche giorno fa sono stato nella nostra redazione di San Francisco, e praticamente tutti usano i prodotti dell'intelligenza artificiale. Abbiamo redattori che la mattina a colazione, invece di parlare con la moglie, iniziano la giornata chiacchierando con l'AI per scambiare giudizi sulle idee dei loro articoli". Quindi Kahn mette le mani avanti, aggiungendo: "Sono assolutamente favorevole alla sperimentazione in questo settore, però andandoci piano, perché non vogliamo commettere errori. Fin da ora posso garantirvi una cosa: sul New York Times non verrà mai pubblicato un articolo scritto dall'intelligenza artificiale, senza il controllo editoriale di un redattore in carne ed ossa".

Ascoltando questi ragionamenti durante un seminario sul futuro dell'informazione e della democrazia, si capisce perché in America la corsa allo sviluppo dell'intelligen…

NEW YORK - Racconta il direttore del New York Times, Joe Kahn: "Qualche giorno fa sono stato nella nostra redazione di San Francisco, e praticamente tutti usano i prodotti dell'intelligenza artificiale. Abbiamo redattori che la mattina a colazione, invece di parlare con la moglie, iniziano la giornata chiacchierando con l'AI per scambiare giudizi sulle idee dei loro articoli". Quindi Kahn mette le mani avanti, aggiungendo: "Sono assolutamente favorevole alla sperimentazione in questo settore, però andandoci piano, perché non vogliamo commettere errori. Fin da ora posso garantirvi una cosa: sul New York Times non verrà mai pubblicato un articolo scritto dall'intelligenza artificiale, senza il controllo editoriale di un redattore in carne ed ossa".

Ascoltando questi ragionamenti durante un seminario sul futuro dell'informazione e della democrazia, si capisce perché in America la corsa allo sviluppo dell'intelligenza artificiale stia diventando una competizione sfrenata. In particolare per quella generativa, dopo l'affascinante lancio di ChatGTP da parte di OpenAI, ora stretta alleata di Microsoft che ci ha investito dieci miliardi di dollari. Tutti corrono, quindi, con risultati alterni.

La compagnia fondata da Bill Gates ha guadagnato terreno grazie a ChatGPT, e a febbraio ha lanciato una versione del motore di ricerca Bing alimentata dall'intelligenza artificiale. Il ceo Satya Nadella l'ha definito "un co-pilota per il web. L'AI cambierà fondamentalmente ogni categoria del software, cominciando con quella più ampia di tutte, la ricerca". L'obiettivo dichiarato è combinare le operazioni di ricerca, navigazione e chat tutte in una sola finestra, accessibile da qualunque punto della rete.

Google ha capito in fretta di essere in ritardo, e a gennaio il New York Times ha rivelato che i fondatori Larry Page e Sergey Brin sono stati richiamati in servizio effettivo, dopo che il ceo Sundar Pichai aveva lanciato un allarme "codice rosso" per accelerare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Alphabet, come si chiama ora la compagnia di Mountain View, ha puntato sulla tecnologia LaMDA, lavorando a un prodotto chiamato Bard. Sta correndo per riprendere i rivali, che minacciano di mettere in discussione il dominio di Google tra i motori di ricerca, ma ha incontrato qualche problema. Chi ha usato Bard, ad esempio, ha notato l'esistenza di un trucco per imbrogliarlo. Se invece di chiedergli come uccidere una persona, gli domandi prima come non ucciderla e poi l'esatto contrario, il chatbot sbanda elencando operazioni dannose.

Meta voleva essere all'avanguardia in questo settore, accompagnandolo appunto alla scommessa di Mark Zuckerberg sul metaverso. Quindi l'anno scorso aveva lanciato un programma chiamato Galactica, ma dopo un paio di giorni i suoi ricercatori lo avevano bloccato perché dava informazioni contraddittorie o sbagliate. L'errore chiave di Meta, secondo la Cnbc, è stato quello di puntare sui chip sbagliati, rinunciando a quelli più costosi di Nvidia. Ora ha invertito la rotta, e spera di recuperare con il suo laboratorio FAIR.

Amazon ha appena lanciato la piattaforma Bedrock, che dà accesso ai modelli di linguaggio di Anthropic e AI21. Ma deve anche difendersi, perché Cnbc ha scoperto che alcune recensioni dei suoi prodotti sono scritte in realtà da chatbot. Una specie di West selvaggio, in sostanza, dove però tutti vogliono cavalcare.