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Sudan, rotta la tregua: a Khartoum riprendono attacchi aerei e combattimenti

Il fumo si alza sopra la città di Khartoum, 28 aprile (afp)
Si intensificano gli scontri nella capitale, infrangendo così l'ultimo cessate il fuoco che scade nella tarda serata di oggi e che avrebbe dovuto consentire ai civili di mettersi in salvo. Atterrato a Port-Sudan il primo aereo di aiuti umanitari
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Sono ripresi a Khartoum i violenti scontri tra l'esercito sudanese e i paramilitari, infrangendo così l'ultimo cessate il fuoco che scade nella tarda serata di oggi e che avrebbe dovuto consentire ai civili di mettersi in salvo. Milioni di sudanesi sono rimasti intrappolati sotto ai bombardamenti e al fuoco antiaereo da quando, il 15 aprile, è iniziata una spietata lotta per il potere tra l'esercito del generale Abdel Fattah al-Burhane e il suo numero due, il generale Mohamed Hamdan Daglo, che comanda le Rsf, le temute forze paramilitari di supporto rapido. 

Intanto sui social è stato diffuso un video che mostra la sede della Banca centrale del Sudan a Khartoum in fiamme mentre a a Port-Sudan, città costiera 850 km a est di Khartum, è atterrato un primo aereo carico di aiuti e personale umanitario in Sudan.

Come era avvenuto per la prima tregua, la sua estensione non ha interrotto gli scontri …

Sono ripresi a Khartoum i violenti scontri tra l'esercito sudanese e i paramilitari, infrangendo così l'ultimo cessate il fuoco che scade nella tarda serata di oggi e che avrebbe dovuto consentire ai civili di mettersi in salvo. Milioni di sudanesi sono rimasti intrappolati sotto ai bombardamenti e al fuoco antiaereo da quando, il 15 aprile, è iniziata una spietata lotta per il potere tra l'esercito del generale Abdel Fattah al-Burhane e il suo numero due, il generale Mohamed Hamdan Daglo, che comanda le Rsf, le temute forze paramilitari di supporto rapido. 

Intanto sui social è stato diffuso un video che mostra la sede della Banca centrale del Sudan a Khartoum in fiamme mentre a a Port-Sudan, città costiera 850 km a est di Khartum, è atterrato un primo aereo carico di aiuti e personale umanitario in Sudan.

Come era avvenuto per la prima tregua, la sua estensione non ha interrotto gli scontri a Khartoum e in altre regioni, soprattutto nel Darfur. Secondo cifre ufficiali ampiamente sottostimate, ad oggi la guerra ha provocato 528 morti e 4.599 feriti, ed entrambe le parti si accusano a vicenda di aver violato la tregua. Alcuni testimoni riferiscono oggi di combattimenti vicino al quartier generale dell'esercito a Khartoum e di attacchi aerei a Omdurman, un sobborgo settentrionale della capitale. "Ci sono combattimenti molto pesanti, nella mia strada si sentono colpi di arma da fuoco odall'alba", ha detto un testimone all'agenzia Afp.

Mentre i combattimenti entrano nella terza settimana, i cinque milioni di abitanti della capitale se non riescono a fuggire rimangono barricati nelle loro abitazioni, cercando di sopravvivere alla carenza di cibo, acqua ed elettricità. Decine di migliaia di persone sono state sfollate all'interno del Sudan o hanno intrapreso viaggi strazianti verso i vicini Ciad, Egitto, Etiopia e Sud Sudan. I governi stranieri hanno evacuato i loro cittadini e i cittadini di altre nazionalità, soprattutto da Port Sudan a Gedda, in Arabia Saudita, attraverso il Mar Rosso.

Nonostante gli appelli della comunità internazionale, non c'è alcuna soluzione diplomatica in vista. "L'Onu sta intensificando gli sforzi per aiutare le persone che cercano sicurezza nei Paesi vicini", ha dichiarato il segretario generale Antonio Guterres su Twitter, affermando di sostenere qualsiasi mediazione africana. Secondo le Nazioni Unite, 75.000 persone sono sfollate nel Paese e almeno 20.000 sono fuggite in Ciad, 4.000 in Sud Sudan, 3.500 in Etiopia e 3.000 nella Repubblica Centrafricana. In totale, se la guerra dovesse continuare, potrebbero lasciare il Paese fino a 270.000 persone. 

Le autorità sudanesi affermano che i combattimenti stanno interessando 12 dei 18 Stati che compongono questo Paese di 45 milioni di persone, uno dei più poveri al mondo. Secondo le Nazioni Unite, circa 100 persone sono state uccise da lunedì a El-Geneina, la capitale del Darfur occidentale, una regione ancora segnata dalla sanguinosa guerra civile degli anni 2000. La "violenza armata tra tribù" ha causato la distruzione dell'ospedale principale della città, ha dichiarato il ministero della Sanità.