Sudan, Onu: "Si rischiano 800mila sfollati". Tentativi di negoziato in Arabia Saudita
Gli scontri tra soldati lealisti e milizie armate in Sudan hanno causato dallo scorso 15 aprile almeno 334.000 sfollati interni e il rischio è che il numero dei profughi possa superare le 800mila persone, secondo le Nazioni Unite. Attualmente, più di 100mila sono fuggite nei Paesi vicini, tra cui Egitto, Ciad, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana ed Etiopia.
Centinaia di persone sono state uccise e migliaia ferite in 16 giorni di battaglia da quando le forze paramilitari di supporto rapido (Rsf) hanno tentatato di rovesciare il governo dell'esercito sudanese che si preparava a una complessa ma pianificata transizione a un governo civile.
La crisi ha scatenato un disastro umanitario, danneggiato intere aree della capitale Khartoum, rischiato di coinvolgere potenze regionali e riacceso il conflitto nella regione del Darfur.
Gli scontri tra soldati lealisti e milizie armate in Sudan hanno causato dallo scorso 15 aprile almeno 334.000 sfollati interni e il rischio è che il numero dei profughi possa superare le 800mila persone, secondo le Nazioni Unite. Attualmente, più di 100mila sono fuggite nei Paesi vicini, tra cui Egitto, Ciad, Sud Sudan, Repubblica Centrafricana ed Etiopia.
Centinaia di persone sono state uccise e migliaia ferite in 16 giorni di battaglia da quando le forze paramilitari di supporto rapido (Rsf) hanno tentatato di rovesciare il governo dell'esercito sudanese che si preparava a una complessa ma pianificata transizione a un governo civile.
La crisi ha scatenato un disastro umanitario, danneggiato intere aree della capitale Khartoum, rischiato di coinvolgere potenze regionali e riacceso il conflitto nella regione del Darfur.
Entrambe le parti hanno concordato domenica di estendere di 72 ore una tregua più volte violata e ci sono dei tentativi di negoziato in corso mediati da Riad: le parti potrebbero tenere colloqui per il cessate il fuoco in Arabia Saudita. L'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite prevede un esodo di 815.000 persone, inclusi 580.000 rifugiati sudanesi e stranieri che ora vivono nel Paese. La popolazione del paese conta 46 milioni.
I governi stranieri hanno evacuato i propri cittadini con operazioni aeree, marittime e terrestri la scorsa settimana, quando sono stati rimpatriati anche diversi italiani. Il governo degli Stati Uniti ha dichiarato lunedì che i suoi convogli da Khartoum al porto del Mar Rosso di Port Sudan hanno evacuato più di 700 persone durante il fine settimana.
Ci sono invece anche cittadini dell'Ucraina e della Moldavia tra i circa 200 rimpatriati dalle forze speciali di Mosca, ha fatto sapere il ministero degli Esteri russo. Gli evacuati, sottolinea il ministero, sono cittadini russi, di ex repubbliche dell'Unione sovietica o di Paesi amici, tra cui appunto Ucraina, Moldavia, Bielorussia, Kazakhstan, Kirghizistan, Bangladesh e lo stesso Sudan. I voli delle forze aerospaziali russe che hanno fatto uscire questi cittadini dal Sudan sono decollati dalla base di Al Shahid Mukhtar, 35 chilometri da Khartoum. L'ambasciata russa a Khartoum continua a essere operativa.