Droni sul Cremlino, dalla Casa Bianca a fuoco alla presa del Reichstag: quando sotto attacco sono i simboli del potere
di Enrico FranceschiniSe immaginiamo Mosca come una matrioska, le tradizionali bamboline una dentro l’altra, il Cremlino ne rappresenta il cuore: una cupola cinta da un anello di mura secolari, attorno alle quali corre l’anello del bul’var, un viale alberato un tempo ideale per andare a passeggio, attorno al quale corre il kalzò, una circonvallazione perennemente intasata di auto, attorno al quale corre il grande kalzò, la tangenziale lunga 270 chilometri che racchiude tutta la città.
Quattro cerchi concentrici, e per estensione si usa dire che il quinto cerchio è la Russia, con nel mezzo il Kreml, come si chiama in russo: l’ex-fortezza zarista. Sopra la cupola sventola la bandiera, il tricolore bianco, blu e rosso che ha preso il posto del vessillo rosso con falce e martello dell’era comunista. Direttamente sotto la cupola è situato l’ufficio del presidente russo, lo stesso che fino a trentadue anni or sono ospitava il presidente …
Se immaginiamo Mosca come una matrioska, le tradizionali bamboline una dentro l’altra, il Cremlino ne rappresenta il cuore: una cupola cinta da un anello di mura secolari, attorno alle quali corre l’anello del bul’var, un viale alberato un tempo ideale per andare a passeggio, attorno al quale corre il kalzò, una circonvallazione perennemente intasata di auto, attorno al quale corre il grande kalzò, la tangenziale lunga 270 chilometri che racchiude tutta la città.
Quattro cerchi concentrici, e per estensione si usa dire che il quinto cerchio è la Russia, con nel mezzo il Kreml, come si chiama in russo: l’ex-fortezza zarista. Sopra la cupola sventola la bandiera, il tricolore bianco, blu e rosso che ha preso il posto del vessillo rosso con falce e martello dell’era comunista. Direttamente sotto la cupola è situato l’ufficio del presidente russo, lo stesso che fino a trentadue anni or sono ospitava il presidente sovietico: è in quella stanza che nel dicembre 1991 intervistai per Repubblica Mikhail Gorbaciov, in procinto di uscirne per l’ultima volta, poche ore dopo le sue dimissioni e la dissoluzione dell’Urss.
Arrivare fino a lì con un drone, si tratti o meno di un attentato, è perlomeno un avvertimento: l’impunità con cui il nuovo zar bombarda Kiev non è eterna, anche Mosca può finire nel mirino. Nei primi giorni della guerra, un commando di forze speciali russe fu paracadutato sulla capitale ucraina per assassinare Volodymyr Zelensky; quindici mesi più tardi, nemmeno Vladimir Putin può dormire del tutto sonni tranquilli. La fionda ad alta tecnologia del Davide ucraino avrebbe potuto atterrare il Golia russo.
Un attacco senza precedenti
L’attacco al simbolo del potere di Mosca fa impressione anche perché non ha precedenti. Nella Seconda guerra mondiale, le truppe del Terzo Reich arrivarono a 40 chilometri dal Cremlino, ma non riuscirono a procedere di un metro: un monumento, tre enormi croci anticarro, ricorda il punto in cui vennero fermate, all’altezza dell’odierno aeroporto di Sheremetevo. Da lì le cannonate sfiorarono il Cremlino senza colpirlo.
Nel 1812 Napoleone alloggiò al Cremlino, dopo avere conquistato una Mosca abbandonata dalla popolazione: fu costretto a lasciarlo temporaneamente dall’incendio che bruciò gran parte della città, forse appiccato dagli stessi abitanti, prima di ritirarsi sconfitto dal Generale Inverno, come i russi hanno soprannominato il gelo che ha respinto tutti gli invasori.
I simulacri del potere colpiti
Altri simulacri del potere sono stati colpiti nel corso della storia, diventando immagini proverbiali, sia pure con alterni risultati. Le truppe britanniche misero a ferro e fuoco la Casa Bianca, a Washington, nel 1814, ma l’indipendenza ottenuta nel 1776 sopravvisse e gli americani finirono per prevalere. Il soldato russo che agitava una bandiera sovietica sopra il Reichstag, il parlamento tedesco, nella Berlino occupata del 1945, sancì invece la fine della Germania di Hitler. Vedremo che effetti avrà il drone esploso sopra la cupola del Cremlino, nel cuore della Russia.