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Polemiche e accuse per l'arresto degli anti-monarchici durante l'incoronazione di Carlo III

(reuters)
Scotland Yard è accusata di avere condotto un “allarmante attacco” contro il diritto di protesta. Fra coloro finiti in carcere c'è Graham Smith, leader del movimento
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LONDRA – Dopo la celebrazione della monarchia britannica, le manette contro i manifestanti repubblicani guastano la festa, suscitando aspre condanne da parte delle associazioni per la difesa dei diritti umani. Scotland Yard viene accusata oggi di avere condotto un “allarmante attacco” contro il diritto di protesta, dopo l’arresto di Graham Smith, un leader del movimento antimonarchico, e di numerosi dimostranti nel giorno dell’incoronazione di Carlo III.

“Mi è stato detto molte volte che il re difende le nostre libertà”, twitta Smith, rilasciato poche ore più tardi, “ma ora la nostra libertà viene repressa proprio nel suo nome”. Commenta Yasmine Ahmed, direttrice di Human Rights Watch: “Quello che è accaduto sabato nella capitale è estremamente allarmante. È qualcosa che ti aspetteresti a Mosca, non a Londra. Le proteste pacifiche sono uno dei principi della nostra demo…

LONDRA – Dopo la celebrazione della monarchia britannica, le manette contro i manifestanti repubblicani guastano la festa, suscitando aspre condanne da parte delle associazioni per la difesa dei diritti umani. Scotland Yard viene accusata oggi di avere condotto un “allarmante attacco” contro il diritto di protesta, dopo l’arresto di Graham Smith, un leader del movimento antimonarchico, e di numerosi dimostranti nel giorno dell’incoronazione di Carlo III.

“Mi è stato detto molte volte che il re difende le nostre libertà”, twitta Smith, rilasciato poche ore più tardi, “ma ora la nostra libertà viene repressa proprio nel suo nome”. Commenta Yasmine Ahmed, direttrice di Human Rights Watch: “Quello che è accaduto sabato nella capitale è estremamente allarmante. È qualcosa che ti aspetteresti a Mosca, non a Londra. Le proteste pacifiche sono uno dei principi della nostra democrazia”. Concorda Sacha Deshmurk, presidente esecutivo della filiale inglese di Amnesty International: “La protesta pacifica è protetta dal diritto internazionale. L’incoronazione non dovrebbe diventare una scusa per reprimere i fondamentali diritti umani”.

Le forze dell’ordine hanno citato una nuova legge, approvata appena in tempo prima dell’incoronazione, che espande i poteri delle autorità contro manifestazioni di protesta di ogni tipo. Ma la dimostrazione di sabato a Trafalgar Square contro la monarchia era stata autorizzata dalla polizia dopo numerosi incontri con gli organizzatori. Non è chiaro perché Smith e altre cinque persone, che insieme a lui stavano prendendo cartelli e un megafono da un furgone, siano stati arrestati. In un video filmato dai manifestanti, si sente un poliziotto che dice a uno degli arrestati: “Non intendo iniziare una conversazione con lei, siete agli arresti e basta”.

(ansa)

In tutto, la polizia ha effettuato 52 arresti nel corso della giornata, non soltanto di dimostranti antimonarchici ma anche di femministe che distribuivano materiale per difendersi da tentativi di stupro e di attivisti animalisti. Gli agenti hanno inoltre eretto una barriera a Trafalgar Square, in modo che re Carlo non potesse vedere i dimostranti quando la processione è passata davanti alla piazza nel percorso da Buckingham Palace all’abbazia di Westminster. “Si trattava di un evento che avviene una volta in una generazione”, afferma Scotland Yard, “e questo è un fatto che abbiamo tenuto in considerazione nel valutare come reagire alle proteste”.

In tutto, circa 2 mila persone di ogni età hanno preso parte alla manifestazione contro l’incoronazione, cantando slogan come “Not my king” (Non è il mio re) e “What a waste of money” (Che spreco di soldi). In un sondaggio di YouGov pubblicato dalla Bbc due settimane fa, il 38 per cento dei giovani tra i 18 e i 24 anni si è espresso a favore di un sistema repubblicano, contro il 32 per cento fedele alla monarchia e un 30 per cento di incerti. Fra la popolazione generale, nel medesimo sondaggio, il consenso per la monarchia è stato del 58 per cento, uno dei livelli più bassi mai registrati.