Chi tradì Anne Frank? Un nuovo libro avvalora la tesi che fu la sorella di una delle sue protettrici
di Anna LombardiL’ultimo segreto legato all’arresto di Anne Frank – la ragazzina ebrea autrice del celebre diario – e della sua famiglia nell’agosto 1944, potrebbe aver trovato una soluzione. Un nuovo libro in uscita nel mondo anglosassone il 16 maggio, edito da Simon & Schuster (e presto anche in Italia per Newton Compton) formula infatti una plausibile ipotesi sul chi tradì le nove persone – i quatto membri della famiglia Frank, i tre Val Pels e il dentista Fritz Pfeffe – che per oltre due anni si nascosero nei 50 metri quadri di un alloggio segreto celato dietro una libreria girevole al 263 di Prinsengracht, ad Amsterdam. Com’è noto, Anne morì a 15 anni di tifo a Bergen Belsen nella primavera 1945 e solo il padre Otto Frank sopravvisse ai campi di concentramento nazisti. Ebbene, secondo Joop van Wijk-Vosluijl e Jeroen de Bryin, autori di The Last Secret of the Secret Annex , “l’ultimo segreto dell’alloggio s…
L’ultimo segreto legato all’arresto di Anne Frank – la ragazzina ebrea autrice del celebre diario – e della sua famiglia nell’agosto 1944, potrebbe aver trovato una soluzione. Un nuovo libro in uscita nel mondo anglosassone il 16 maggio, edito da Simon & Schuster (e presto anche in Italia per Newton Compton) formula infatti una plausibile ipotesi sul chi tradì le nove persone – i quatto membri della famiglia Frank, i tre Val Pels e il dentista Fritz Pfeffe – che per oltre due anni si nascosero nei 50 metri quadri di un alloggio segreto celato dietro una libreria girevole al 263 di Prinsengracht, ad Amsterdam. Com’è noto, Anne morì a 15 anni di tifo a Bergen Belsen nella primavera 1945 e solo il padre Otto Frank sopravvisse ai campi di concentramento nazisti. Ebbene, secondo Joop van Wijk-Vosluijl e Jeroen de Bryin, autori di The Last Secret of the Secret Annex , “l’ultimo segreto dell’alloggio segreto” a tradire i Frank con una telefonata all’ufficiale delle SS Julius Dettmann, fu Hendrika Petronella Voskuijl detta Nelly. Era la sorella minore di Elisabeth Voskuijl detta Bep all’epoca 23enne (citata nel diario come Elli Vossen) dattilografa alla Opteka: l’azienda di Otto. Entrambe, erano figlie di Johan: il capo magazziniere della società, che costruì la libreria all'ingresso dell'alloggio segreto. Joop, documentarista di 74 anni, figlio proprio di Bep (e dunque nipote di Nelly) già da tempo tenta di ricostruire la vicenda del tradimento dei Frank, così intrecciata a quella della sua famiglia, con l’amico Jeroen, 30 anni, giornalista alla Gazet van Antwerpen.
E infatti già nel 2015 realizzarono insieme un libricino in olandese intitolato Het Zwigen Voorbij (Basta silenzio) dove avanzavano per la prima volta la tesi. Auto-pubblicandolo poi in America nel 2018, a loro spese, col titolo Anne Frank, The Untold Story, la storia non detta. Col nuovo volume, aggiornano ed ampliano quelle ricerche: dando ulteriore sostanza al terribile sospetto che per decenni ha dilaniato i Voskuijl. E attaccando pure le tesi del controverso “Het verraad van Anne Frank”, in italiano “Chi ha tradito Anne Frank” scritto nel 2022 dalla canadese Rosemary Sullivan con l’aiuto dell’ex agente Fbi Vincent Pankoke: dove si accusava il notaio Arnold van den Bergh - all’epoca membro del Consiglio ebraico di Amsterdam - di aver fornito alla Gestapo gli indirizzi di ebrei nascosti in cambio della sopravvivenza della sua famiglia. Ipotesi contestata da diversi storici olandesi e pure dalla Fondazione Anne Frank: tanto che in Olanda il libro di Sullivan è stato ritirato.
A spingere i due a puntare il dito contro la contro la zia materna di van Wijk-Vosluijl sono diversi elementi vividi, ma come ammettono loro stessi, comunque non conclusivi. Nelly, classe 1923, raccontano, “era sedotta da tutto ciò che era tedesco”. Fin dal 1941 aveva frequentato militari nazisti e poco prima dell’arresto dei Frank aveva pure lavorato in una base aerea tedesca a Laon, nel nord della Francia, rientrando ad Amsterdam solo nel maggio 1944. Secondo la testimonianza dell’altra sorella, Diny, e di tal Bertus Hulsman, all'epoca fidanzato di Bep, aveva capito che i suoi familiari aiutavano qualcuno a nascondersi. E più volte li aveva apostrofati con rabbia: “Andate dai vostri ebrei”. Di sicuro, il giorno dopo l’arresto, il padre la picchiò brutalmente: con rabbia ma senza proferire parola. E Diny ricorda pure il dubbio di Bep che la delatrice fosse quella sorella, con cui, dopo la guerra, non ha più parlato. “Mia madre rimase vicina a Otto, ma rifuggì ogni pubblicità. Voleva essere cancellata” racconta Joop, rivelando pure che la donna tentò il suicidio. E prima di morire, nel 1983, bruciò tutte le sue lettere, incenerendo, di fatto, ogni informazione.
Di sicuro, racconta ancora il volume, in quei due anni i Frank e i loro amici nascosti commisero degli errori: lasciando tracce del loro vagare notturno negli uffici, e con i loro rumorosi litigi diurni. Tanto che dopo la guerra diversi vicini raccontarono di averne sospettato la presenza. Nel tempo già diversi nomi di persone a loro in qualche modo vicine sono entrati nella infame lista dei possibili delatori: salvo essere poi (più o meno) scagionati. Fra questi, il magazziniere dell'azienda Willem van Maaren, che aveva intuito la verità sull’appartamento nascosto e fu licenziato dopo essere stato sorpreso a rubare. La donna delle pulizie Lena Hartog-van-Bladeren, che della possibile presenza di ebrei negli uffici si era lamentata con una delle signore da cui andava a servizio. E poi la collaborazionista Ans van Dijk, che nel 1948 fu l'unica donna olandese giustiziata per aver tradito diversi ebrei, compresi alcuni suoi familiari. E pure Tonny Ahlers, ex socio di Otto accusato di averlo venduto per interesse. “Non sapremo mai con certezza chi tradì il segreto dell’alloggio segreto” concludono gli autori del nuovo saggio. Ma per loro Nelly Vosluijl, morta nel 2001, è la maggior sospettata.