Sandro Gozi: "Tra Italia e Francia nessun incidente diplomatico. Sejourné ha attaccato sui migranti come leader di Renew Europe"
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - "Non c'è nessun incidente diplomatico perché Stéphane Séjourné non ha parlato a nome del governo francese, ma come Renew Europe", dice Sandro Gozi. L'ex sottosegretario agli Affari europei del governo Gentiloni è ormai eurodeputato di Renew Europe, il gruppo guidato proprio da Séjourné, protagonista del nuovo scontro tra Roma e Parigi. Gozi insiste sulla necessità di separare il piano delle relazioni diplomatiche, da quelle più politiche, ma lancia anche un segnale forte: "Continueremo a batterci per fare vincere i nostri valori democratici e liberali, e mostrare a tutti le incoerenze, le contraddizioni e la propaganda sterile di movimenti come i Fratelli d'Italia e i loro alleati europei".
Lo scontro in atto è un primo assaggio della battaglia per le elezioni europee?
"Vanno nettamente distinti i piani e i ruoli tra le diplomazie nazionali, che devono fare…
PARIGI - "Non c'è nessun incidente diplomatico perché Stéphane Séjourné non ha parlato a nome del governo francese, ma come Renew Europe", dice Sandro Gozi. L'ex sottosegretario agli Affari europei del governo Gentiloni è ormai eurodeputato di Renew Europe, il gruppo guidato proprio da Séjourné, protagonista del nuovo scontro tra Roma e Parigi. Gozi insiste sulla necessità di separare il piano delle relazioni diplomatiche, da quelle più politiche, ma lancia anche un segnale forte: "Continueremo a batterci per fare vincere i nostri valori democratici e liberali, e mostrare a tutti le incoerenze, le contraddizioni e la propaganda sterile di movimenti come i Fratelli d'Italia e i loro alleati europei".
Lo scontro in atto è un primo assaggio della battaglia per le elezioni europee?
"Vanno nettamente distinti i piani e i ruoli tra le diplomazie nazionali, che devono fare il loro lavoro, e le forze politiche europee. Come Renew Europe, siamo radicalmente alternativi agli estremisti di destra rappresentati da Fratelli d'Italia e Ecr che consideriamo i nostri principali avversari, assieme ai nazionalisti polacchi e ungheresi di Kacynski e Orbán o i post franchisti spagnoli di Vox. Senza dubbio, dalla difesa dello Stato di diritto, della libera di scelta e dei diritti civili, alla costruzione di una potenza europea, sovrana e democratica, siamo su posizioni assolutamente contrapposte. E in vista delle elezioni europee ci batteremo per fare vincere i nostri valori democratici e liberali, e mostrare a tutti le incoerenze, le contraddizioni e la propaganda sterile di movimenti come i Fratelli d'Italia e i loro alleati europei ".
Temete una maggioranza più ampia, tra Ppe e conservatori di Meloni, e forse il gruppo di Salvini e Le Pen?
"Questo dovrebbe chiederlo al Ppe. Se il partito che fu di Schuman, Adenauer e De Gasperi pensa - come dice il loro presidente Manfred Weber a ogni occasione - che il suo futuro sia inseguire gli estremisti di destra e rinunciare ai propri valori e ai propri obiettivi, dal federalismo europeo all'economia sociale di mercato, ne prendiamo atto. Di certo noi non ci saremo, perché siamo radicalmente alternativi a partiti come Fratelli d'Italia, Lega e i loro alleati europei dei Conservatori e Riformisti europei (Ecr) e Identità e Democrazia (Id). Ma sarei molto sorpreso se veramente tutto il Ppe fosse compatto su questa linea di alleanza con le estreme destre nel nuovo parlamento del 2024".
Quale sarà la strategia di Renew Europe per restare al centro del gioco?
"Renew europe si riunirà a Roma il 24 e 25 maggio per sostenere le forze italiane che guardano al nostro gruppo e incoraggiare una lista comune Renew Italia in vista delle elezioni europee. Incontreremo i leader e i rappresentanti di tutti i partiti e i movimenti che guardano alla nostra Alleanza politica: Italia Viva, Azione, +Europa e i liberali e democratici europei di Lde. Abbiamo da poco firmato a Bruxelles un memorandum d'intesa per le elezioni europee tra democratici del Pde, liberali dall'Alde e Renaissance".
Con quali obiettivi?
"Confermiamo la nostra Alleanza politica Renew Europe nel 2024 al Parlamento europeo: indicheremo le nostre grandi priorità politiche comuni, decideremo insieme i nostri candidati per i vertici delle varie istituzioni europee - Commissione, Consiglio europeo e Parlamento - e lavoreremo per costruire una nuova maggioranza europeista nel 2024 guardando a destra, a sinistra, ai Verdi e a tutte le forze europeiste che condividano la necessità di riformare e rafforzare l'Unione, per renderla più democratica e più efficace, anche in vista della decisione di allargarla all'Ucraina e ad altri paesi. E nel nostro memorandum diciamo chiaramente no a qualsiasi alleanza con gli estremi. Al neonazionalismo di Meloni e dei suoi alleati contrapponiamo una nuova democrazia transnazionale europea. È la nostra risposta molto chiara a chi, come Antonio Tajani, continua a parlarne di fantomatiche alleanze tra Ppe, Ecr e liberali, magari pure coinvolgendo pezzi di Id. Noi a questa ipotesi diciamo un no forte e chiaro. Lo abbiamo già messo per iscritto, è un forte impegno politico e lo ribadiremo durante tutta la nostra campagna elettorale: abbiamo un'altra visione dell'Europa".
Sull'immigrazione chi ha ragione? Darmanin e Sejourné, o il governo italiano?
"Ha ragione il Parlamento europeo, che col Patto sull'Asilo e l'Immigrazione adottato da poco propone l'unica vera soluzione possibile: una politica comune europea per asilo e immigrazione. Gestione comune delle frontiere esterne, solidarietà obbligatoria ai paesi più esposti come l'Italia, maggiore efficacia nell'identificazione dei migranti, nella gestione delle procedure d'asilo e nei rimpatri di chi non ha diritto di restare, più cooperazione con i paesi di origine".
Macron finora non ha commentato il nuovo incidente diplomatico. Come potrebbe risolversi questa ennesima crisi?
"Non c'è nessun incidente diplomatico perché Stéphane Séjourné non ha parlato a nome del governo francese, ma come Renew Europe. La posizione ufficiale del governo francese è stata espressa in maniera molto chiara dalla premier Elisabeth Borne che ha detto di volere un dialogo sereno con l'Italia. C'è la piena volontà del governo francese di sfruttare il potenziale del Trattato del Quirinale. Immagino che, dalla conferenza stampa di fine anno, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia trovato il tempo di leggerlo. Nel campo della Difesa, dell'industria, della giustizia ci sono già stati incontri proficui tra ministri. E spero che il ministro degli Esteri italiano prenda l'aereo per Parigi il prima possibile".
Quali sono le possibili altre convergenze tra le due capitali?
"Ci sono forti interessi comuni sulla riforma del Patto di stabilità, sul sostegno agli investimenti per la transizione digitale, ecologica e per la Difesa, sulla riforma del mercato europeo dell'energia, sull'Ucraina. E anche guardando all'Africa, francesi e italiani dovrebbero aver imparato che le divisioni tra europei hanno fatto il gioco di russi e cinesi. Aggiungo che se l'Italia vuole idee e strumenti per attuare il suo Piano Mattei, ne troverà molti nel nuovo partenariato Europa-Africa lanciato proprio da Emmanuel Macron durante la presidenza di turno francese del Consiglio Ue, nel febbraio 2022".