Borrell: "Ecco perché la Cina rappresenta per l'Ue una sfida più importante e complessa della Russia"
di Josep BorrellCome rapportarsi alla Cina è una questione politica di cruciale importanza per l'Unione europea, persino più complessa del tema Russia. Certamente, i sistemi politici ed economici dell'Ue presentano profonde differenze sia con la Russia sia con la Cina. A differenza della Russia, la Cina è un vero e proprio attore sistemico, visto che rappresenta circa il 20% dell'economia mondiale ed è in crescita, mentre la Russia è intorno al 2% e sta calando.
L'influenza economica, politica e finanziaria esercitata dalla Cina è notevole e la sua potenza militare continua a crescere. La sua ambizione è chiaramente quella di costruire un nuovo ordine mondiale, con la Cina al centro, e diventare entro la metà del secolo la prima potenza mondiale.
Come rapportarsi alla Cina è una questione politica di cruciale importanza per l'Unione europea, persino più complessa del tema Russia. Certamente, i sistemi politici ed economici dell'Ue presentano profonde differenze sia con la Russia sia con la Cina. A differenza della Russia, la Cina è un vero e proprio attore sistemico, visto che rappresenta circa il 20% dell'economia mondiale ed è in crescita, mentre la Russia è intorno al 2% e sta calando.
L'influenza economica, politica e finanziaria esercitata dalla Cina è notevole e la sua potenza militare continua a crescere. La sua ambizione è chiaramente quella di costruire un nuovo ordine mondiale, con la Cina al centro, e diventare entro la metà del secolo la prima potenza mondiale.
In questo contesto, l'Ue deve ricalibrare la propria politica nei confronti della Cina per almeno tre motivi: per i cambiamenti in corso nel Paese, sempre più nazionalista e ideologizzato, per l'inasprimento della competizione strategica tra Stati Uniti e Cina, per l'ascesa della Cina quale attore chiave nelle questioni regionali e globali.
La settimana scorsa, insieme con i ministri degli Esteri dell'Ue abbiamo discusso delle relazioni con la Cina e abbiamo convenuto che non esiste un'alternativa valida a considerare Pechino contemporaneamente un partner, un concorrente e un rivale sistemico, a seconda del tema in discussione.
Valori, sicurezza economica e sicurezza strategica
Il peso specifico di questi tre elementi può variare, sulla base dell’atteggiamento della Cina, in larga parte, e della questione sul tavolo. Secondo i ministri dell'Ue, dobbiamo continuare a lavorare con la Cina, laddove possibile, e allo stesso tempo ridurre rischi strategici e vulnerabilità, ricalibrando le nostre posizioni su tre grandi questioni: valori, sicurezza economica e sicurezza strategica.
Per quanto riguarda i valori, il solco si sta allargando. Nella narrativa costruita in tutte le sedi internazionali, i diritti fondamentali sono subordinati al diritto allo sviluppo. L'Ue deve contrastare questa impostazione e sostenere l'universalità dei diritti umani.
Nonostante le differenze sostanziali, i cittadini europei e cinesi devono conoscersi meglio. Gli ostacoli alla libera circolazione di idee e alla presenza degli europei in Cina devono essere rimossi. Altrimenti la Cina e l'Europa diventeranno sempre più estranee l'una all'altra.
Un deficit commerciale inaccettabile
Per quanto riguarda la sicurezza economica, è evidente che le relazioni commerciali sono squilibrate. Con oltre 400 miliardi di euro all'anno, il deficit commerciale dell'Ue è a un livello inaccettabile. Ciò non è dovuto alla mancanza di competitività dell'Ue, ma a scelte e politiche deliberate della Cina. Le imprese europee devono affrontare ostacoli persistenti e pratiche discriminatorie. Inoltre, l'Ue si trova davanti a un rischio crescente di eccessiva dipendenza da alcuni prodotti e materie prime essenziali.
Da qui l'importanza di ridurre i rischi e aumentare la resilienza, anche per ragioni di sicurezza nazionale. Questo richiederà la diversificazione e la riconfigurazione delle catene di valore, un sistema di controllo delle esportazioni più efficace, il controllo degli investimenti in entrata ed eventualmente in uscita e l'uso intelligente dello strumento anti-coercizione.
Da Taiwan all'Ucraina
La terza grande questione attiene essenzialmente a Taiwan e all’atteggiamento della Cina sulla guerra della Russia contro l'Ucraina. Per quanto riguarda Taiwan, la posizione dell'Ue rimane coerente e si basa sulla "politica di una sola Cina". Qualsiasi cambiamento unilaterale dello status quo e qualsiasi uso della forza avrebbero enormi conseguenze economiche, politiche e di sicurezza. L'Ue deve prepararsi a tutti gli scenari, lavorare con la Cina per il mantenimento dello status quo e adoperarsi per attenuare le tensioni.
Il messaggio che tutti i 27 Ministri degli Esteri hanno lanciato la settimana scorsa è chiaro: il modo migliore per influenzare le scelte della Cina è attraverso un coinvolgimento forte e allo stesso tempo la riduzione dei rischi strategici.
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