Niente "propaganda politica" sulle facciate degli edifici che a Pechino ospitano ambasciate e sedi di organizzazioni internazionali. A chiederlo è la Cina, secondo quanto riporta l'agenzia Kyodo che cita varie fonti diplomatiche.
Sebbene la nota non faccia esplicito riferimento alla guerra in corso, l'interpretazione data in modo unanime all'iniziativa è stata quella di una stretta alle manifestazioni di solidarietà con l'Ucraina. Diverse sedi diplomatiche, infatti, hanno esposto sui loro palazzi bandiere ucraine e messaggi di supporto a Kiev in cinese e in inglese, come ad esempio #StandWithUkraine.
Nei mesi scorsi un poster di una bandiera ucraina sul muro esterno dell'ambasciata canadese è stato deturpato con graffiti anti-Nato, senza che siano stati trovati i responsabili, malgrado il forte presidio di polizia e telecamere di sicurezza. Tra le missioni straniere, quelle in Unione europea, Italia, Gran Bretagna, Germania e Polonia hanno esposto la bandiera ucraina.
Il comunicato specifica che "le ambasciate e le organizzazioni internazionali sono obbligate a seguire le leggi e i regolamenti cinesi", e che Pechino ha dichiarato di "rispettare l'immunità diplomatica ai sensi della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche".
La Cina non ha condannato la Russia per l'invasione dell'Ucraina, avvenuta il 24 febbraio 2022, ma si è attivata per favorire un dialogo diplomatico tra le parti. L'ambasciatore cinese per gli affari eurasiatici Li Hui è impegnato in una missione in Ucraina, Polonia, Francia, Germania e Russia "per lavorare con tutte le parti a una soluzione politica della crisi ucraina".
Altre sedi, invece, hanno appeso sulle loro facciate la bandiera arcobaleno, a sostegno della comunità Lgbt in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia e del mese dell'orgoglio Lgbt a giugno.