Da Kiev alla Ue, la mediazione della Cina per la crisi ucraina va in cerca del sostegno europeo
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Conclusa la due giorni a Kiev, l'uomo di Xi Jinping incaricato di provare a raggiungere "una soluzione politica alla crisi ucraina", aggiunge un'altra tappa al suo tour europeo: Bruxelles. Sperando di rafforzare così l'immagine della Cina. Dopo essere stato nella capitale ucraina martedì e mercoledì, il rappresentante speciale del governo cinese per gli affari eurasiatici, Li Hui, la prossima settimana sarà nella capitale dell'Ue - sostengono fonti brussellesi citate dal South China Morning Post - prima di dirigersi a Mosca per la tappa finale di questo tour che oltre a Kiev lo porterà in questi giorni anche a Varsavia, Parigi e Berlino.
"Non esiste una panacea per la crisi", ha detto Li, il quale, secondo il comunicato pubblicato questa mattina dal Ministero degli Esteri cinese, ha incontrato anche il presidente Volodymyr Zelensky. Il comunicato di Kiev non menziona, però, …
PECHINO - Conclusa la due giorni a Kiev, l'uomo di Xi Jinping incaricato di provare a raggiungere "una soluzione politica alla crisi ucraina", aggiunge un'altra tappa al suo tour europeo: Bruxelles. Sperando di rafforzare così l'immagine della Cina. Dopo essere stato nella capitale ucraina martedì e mercoledì, il rappresentante speciale del governo cinese per gli affari eurasiatici, Li Hui, la prossima settimana sarà nella capitale dell'Ue - sostengono fonti brussellesi citate dal South China Morning Post - prima di dirigersi a Mosca per la tappa finale di questo tour che oltre a Kiev lo porterà in questi giorni anche a Varsavia, Parigi e Berlino.
"Non esiste una panacea per la crisi", ha detto Li, il quale, secondo il comunicato pubblicato questa mattina dal Ministero degli Esteri cinese, ha incontrato anche il presidente Volodymyr Zelensky. Il comunicato di Kiev non menziona, però, l'incontro con Zelensky. "Tutte le parti devono partire da se stesse, costruire la fiducia reciproca, e creare le condizioni per dialogare", ha continuato Li. Aggiungendo che la Cina "ha sempre svolto a suo modo un ruolo costruttivo per alleviare la situazione umanitaria in Ucraina e continuerà a fornire assistenza all'Ucraina nei limiti delle sue possibilità. Pechino è disposta a promuovere la formazione del maggior consenso possibile nella comunità internazionale per risolvere la crisi in Ucraina e a compiere i propri sforzi per fermare i combattimenti, stabilire un cessate il fuoco e ripristinare la pace il prima possibile".
Il "no" di Kiev a concessioni territoriali
Durante l'incontro con Li, ieri il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba ha sottolineato invece che "l'Ucraina non accetta alcuna proposta che comporti la perdita dei suoi territori o il congelamento del conflitto". Sembra un chiaro rifiuto del documento cinese pubblicato a febbraio, che propone un cessate il fuoco che congelerebbe la situazione delle truppe russe sul territorio ucraino.
Li è stato ambasciatore in Russia per dieci anni (dal 2009 al 2019), premiato da Putin con la medaglia dell'Ordine dell'Amicizia. L'annuncio di mandare un proprio uomo in Ucraina "per cercare una soluzione politica alla crisi" era arrivato da Xi in persona lo scorso 25 aprile, durante la sua tanto attesa telefonata col leader di Kiev, Volodymyr Zelensky. Nel luglio 2019, al termine del suo mandato di ambasciatore a Mosca, Li ha scritto un articolo di addio per l'agenzia di stampa russa Tass, intitolato "Amicizia eterna come montagne sempreverdi". "Indipendentemente dal luogo in cui mi trovo o dalla carica che ricopro, mi dedicherò come sempre alla causa dell'amicizia sino-russa e continuerò a utilizzare i miei 44 anni di esperienza nella diplomazia con la Russia per contribuire allo sviluppo delle relazioni bilaterali".
A prescindere dai risultati ottenuti (o meno) da Li, il suo impegno rafforza gli sforzi di Xi Jinping per rappresentare la sua Cina come una forza di pace nel mondo. "La visita riflette ancora una volta l'impegno della Cina a promuovere i colloqui di pace e a rimanere dalla parte della pace", aveva dichiarato venerdì scorso il portavoce del Ministero degli Esteri cinese. "Dall'inizio della crisi ucraina, la Cina ha mantenuto una posizione obiettiva e giusta e ha promosso attivamente i colloqui per la pace". Le potenze occidentali non ne sono così sicure. Pechino non ha mai condannato l'invasione esplicitamente. Inoltre, Xi ha aspettato un anno e due mesi dall'inizio della guerra prima di parlare con Zelensky.