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Sfida sul Mar Baltico, caccia russo intercetta bombardieri Usa

Una coppia di B-1 statunitensi appena dislocata in Gran Bretagna si è avvicinata ai confini russi, provocando l’intervento di un Sukhoi 27. E' il preludio di attività che rischiano di essere sempre più frequenti sul fronte Nord
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Sfida ad alta quota tra bombardieri americani e caccia russi. Il ministero della Difesa di Mosca ha comunicato che una coppia di B-1 statunitensi in missione nel Baltico si è avvicinata ai confini russi, provocando l’intervento di un intercettore Sukhoi 27. Il jet ha raggiunto i due bombardieri, che sono rimasti fuori dallo spazio aereo russo e poi sono rientrati alla base.

Il Pentagono non ha commentato. Ma l’episodio – probabilmente avvenuto nell’area di Kaliningrad – sembra segnare l’esordio in Europa della nuova task force di bombardieri supersonici americani. Proprio ieri è stata annunciata la trasferta di due B-1 decollati da una base texana per un volo di dodici ore fino al Baltico: “Hanno dimostrato la capacità dell’Us Air Force di schierarsi dovunque e in qualsiasi momento, fornendo ai comandi statunitensi e alleati una opzione di attacco di precisione letale”.

La task force sarà dislocata sul…

Sfida ad alta quota tra bombardieri americani e caccia russi. Il ministero della Difesa di Mosca ha comunicato che una coppia di B-1 statunitensi in missione nel Baltico si è avvicinata ai confini russi, provocando l’intervento di un intercettore Sukhoi 27. Il jet ha raggiunto i due bombardieri, che sono rimasti fuori dallo spazio aereo russo e poi sono rientrati alla base.

Il Pentagono non ha commentato. Ma l’episodio – probabilmente avvenuto nell’area di Kaliningrad – sembra segnare l’esordio in Europa della nuova task force di bombardieri supersonici americani. Proprio ieri è stata annunciata la trasferta di due B-1 decollati da una base texana per un volo di dodici ore fino al Baltico: “Hanno dimostrato la capacità dell’Us Air Force di schierarsi dovunque e in qualsiasi momento, fornendo ai comandi statunitensi e alleati una opzione di attacco di precisione letale”.

La task force sarà dislocata sull’aeroporto britannico di Fairford e comprenderà quattro bombardieri: altri due arriveranno giovedì, probabilmente seguendo la stessa rotta che prevede di “affacciarsi” sul Baltico. In precedenza altrettanti B-52 erano stati a lungo in Spagna, compiendo numerosi sorvoli su tutta Europa, anche sull’Italia. Compito del nuovo rischieramento è – scrive il Pentagono – “sostenere gli obiettivi della strategia di difesa nazionale attraverso le direttive note e l’imprevedibilità operativa”. In pratica, agire a sorpresa per ribadire la volontà di Washington di garantire protezione contro la Russia a tutti i partner europei della Nato.

I B-1 sono velivoli con ala a geometria variabile, disegnati per penetrare nelle difese sovietiche a bassa quota e velocità di oltre mille chilometri orari: furono studiati per lanciare attacchi con missili cruise dotati di testata nucleare. Venivano chiamati Lancer, ma il nome ufficiale non ha mai riscosso grande popolarità: gli equipaggi preferiscono il termine Bone – osso – derivato dalla sigla B-One che ricorda la forma della fusoliera. Sono entrati in servizio dal 1986 e con la fine della Guerra Fredda sono stati riconvertiti ai bombardamenti con armi convenzionali. Nelle stive interne possono trovare posto 34 tonnellate di ordigni, a cui si somma la possibilità teorica di piazzarne altre 23 tonnellate sotto le ali. Dei 107 esemplari prodotti, oggi ne restano solo 45: l’ultima azione di combattimento risale al 2018, quando parteciparono ai raid contro il regime siriano scagliando 18 missili.

E’ prevedibile che l’arrivo in Europa della task force – che si è mossa con i segnalatori di posizione spenti sfuggendo ai siti di monitoraggio come FlightRadar24 – provochi un ulteriore aumento della tensione nelle aree più calde del confronto tra Russia e Alleanza Atlantica. Negli ultimi giorni la presenza delle squadriglie Nato nel Baltico è stata ulteriormente rafforzata con l’arrivo di caccia statunitensi Raptor e britannici Eurofighter. Non è escluso che l’operazione punti a tenere impegnate le squadriglie di Mosca nella protezione dei confini, distogliendole dal trasferire altri aerei sul fronte ucraino.