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Scholz a Roma l'8 giugno per incontrare Meloni: l'immigrazione al centro dei colloqui

Scholz e Meloni al G7 di Hiroshima (reuters)
Prima visita del cancelliere tedesco da quando c'è la premier a Palazzo Chigi. Sul dossier migranti i due governi "concordano sui principi" e puntano su Libia e Tunisia
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BERLINO - Le elezioni anticipate in Spagna complicano tutto. Ma quando Olaf Scholz arriverà giovedì 8 giugno per la sua prima visita di Stato a Roma da quando Giorgia Meloni si è insediata a Palazzo Chigi, l’immigrazione sarà uno dei temi che i due affronteranno in vista del Consiglio europeo di giugno. Fino a una settimana fa, racconta una fonte diplomatica tedesca, Berlino coltivava ancora un cauto ottimismo sulla possibilità di riuscire a far convergere i 27 sulla riforma del diritto di asilo. Ed era una speranza condivisa da Palazzo Chigi. Ma la decisione del premier socialista Pedro Sánchez di indire elezioni anticipate in Spagna per luglio allontana quella prospettiva: il vertice europeo cadrà in piena campagna elettorale. 

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BERLINO - Le elezioni anticipate in Spagna complicano tutto. Ma quando Olaf Scholz arriverà giovedì 8 giugno per la sua prima visita di Stato a Roma da quando Giorgia Meloni si è insediata a Palazzo Chigi, l’immigrazione sarà uno dei temi che i due affronteranno in vista del Consiglio europeo di giugno. Fino a una settimana fa, racconta una fonte diplomatica tedesca, Berlino coltivava ancora un cauto ottimismo sulla possibilità di riuscire a far convergere i 27 sulla riforma del diritto di asilo. Ed era una speranza condivisa da Palazzo Chigi. Ma la decisione del premier socialista Pedro Sánchez di indire elezioni anticipate in Spagna per luglio allontana quella prospettiva: il vertice europeo cadrà in piena campagna elettorale. 

Il ruolo di Libia e Tunisia

Roma e Berlino, sul dossier che spacca invariabilmente il continente, “concordano sui principi”, racconta una fonte italiana, e in particolare su singoli capitoli come quello di rinvigorire la cosiddetta “dimensione esterna”, l’obiettivo di fare accordi con i Paesi di origine e transito dei migranti. E nei colloqui risuoneranno i nomi di due Paesi, Libia e Tunisia, cui puntare per intese future. La Germania propone da mesi di far registrare i migranti in modo più sistematico appena approdano in Europa e di assegnarli già in quella fase ai Paesi “volenterosi” dove potrebbero essere redistribuiti. 

Dal Kosovo all'Ucraina, gli altri temi

Ma sul tavolo del bilaterale planeranno anche emergenze di stretta attualità come le tensioni in Kosovo: il processo di integrazione europea dei Balcani occidentali è considerato da tempo di primaria importanza per la Germania. Ma i nuovi, gravi scontri tra la minoranza serba e i kosovari che hanno coinvolto venticinque militari della Kfor sono l’ennesima dimostrazione che la missione di assorbire Paesi ancora infettati dai nazionalismi, fortemente alimentati dalla propaganda di Putin, non è facile. 


Scholz e Meloni sono in sintonia sul sostegno all’Ucraina, altra questione che affronteranno in vista del vertice Nato a Vilnius. E si parlerà anche di temi economici ed energetici: Palazzo Chigi tiene molto al “Piano Mattei” che conta di trasformare l’Italia in un hub dell’energia che potrebbe arrivare nei prossimi anni dall’Africa. E tra i due potrebbero essere discusse anche nuove forme di cooperazione nell’ambito della difesa. In teoria, i due parleranno anche del Patto Italia-Germania congelato da un anno. Ma l’entusiasmo dell’era Draghi per una cooperazione più forte tra Berlino e Roma sembra essersi molto raffreddato, con l’arrivo del governo Meloni.