L'Europarlamento contro l'Ungheria: "Non ricopra la presidenza Ue". Lega e FdI si schierano con Orbán
dal nostro corrispondente Claudio TitoL’Ungheria non può avere la presidenza di turno dell’Ue. La richiesta è arrivata dal Parlamento europeo che ha approvato una risoluzione con 442 voti favorevoli. E anche stavolta la maggioranza di governo italiana, in particolare Fratelli d’Italia e Lega (Salvini ha deciso di incontrare ieri il suo omologo ungherese a Lussemburgo in maniera piuttosto evidente), si schiera al fianco del premier sovranista di Budapest, Viktor Orbán. Forza Italia si è divisa tra favorevoli, contrari e astenuti, sebbene la maggioranza del Ppe abbia sostenuto il documento.
La possibile alleanza delle destre
Il voto dell’Eurocamera fa riferimento al “turno presidenziale”…
L’Ungheria non può avere la presidenza di turno dell’Ue. La richiesta è arrivata dal Parlamento europeo che ha approvato una risoluzione con 442 voti favorevoli. E anche stavolta la maggioranza di governo italiana, in particolare Fratelli d’Italia e Lega (Salvini ha deciso di incontrare ieri il suo omologo ungherese a Lussemburgo in maniera piuttosto evidente), si schiera al fianco del premier sovranista di Budapest, Viktor Orbán. Forza Italia si è divisa tra favorevoli, contrari e astenuti, sebbene la maggioranza del Ppe abbia sostenuto il documento.
La possibile alleanza delle destre
Il voto dell’Eurocamera fa riferimento al “turno presidenziale” ungherese previsto per il secondo semestre del 2024, ossia subito dopo le elezioni europee. Una circostanza che ha creato non pochi dubbi, anche tra le file dei Popolari europei, considerando che sarà la fase in cui si dovranno trovare le intese per i nuovi vertici istituzionali dell’Unione (a partire dalla Commissione) e che la destra sta puntando a creare un nuovo equilibrio politico. In gioco c’è la definitiva uscita dal cosiddetto “cordone sanitario” che escludeva sovranisti e antieuropeisti dalla guida delle istituzioni comunitarie.
La risoluzione parlamentare, comunque, punta sulle procedure in corso contro Budapest per le violazioni sullo Stato di Diritto. Gli eurodeputati attaccano gli "sforzi deliberati e sistematici del governo" nella violazione dei valori europei nonostante l'attivazione del meccanismo dell'articolo 7 da parte del Parlamento. Questa norma del Trattato Ue prevede la sospensione dei diritti di adesione all’Ue, ad esempio quello relativo al voto in Consiglio europeo. Una procedura già attivata dal Parlamento europeo ma non deliberata dal Consiglio. Nel mirino, comunque, restano le leggi contro i diritti delle comunità Lgbt e degli insegnanti. Ma anche sull’indipendenza dei magistrati. Circostanze, secondo il Parlamento europeo, incompatibili con il ruolo di presidente di turno dell’Ue, "data la sua mancanza di rispetto del diritto e dei valori dell'Ue e del principio di leale cooperazione".
Il nodo del semestre polacco
Nella risoluzione, dunque, si esorta la Commissione ad adottare provvedimenti per evitare che Orbán assuma la presidenza di turno. Circostanza, in realtà, che non si è mai verificata. In un paio di occasioni, e per questioni legate a coincidenze elettorali, il Paese di turno ha chiesto il rinvio del semestre. Ma non è mai stata imposta. Dal punto di vista politico, poi, tutto è complicato dal fatto che il semestre successivo – il primo del 2015 – sarà gestito da un altro Paese “sovranista”, la Polonia. Dovrebbe essere allora prevista analoga sospensione anche per Varsavia. Ipotesi non realistica, soprattutto fino a quando ci sarà la guerra in Ucraina nella quale i polacchi sono tra i principali sostenitori di Kiev.
La risposta di Budapest non si è fatta attendere. I preparativi per la presidenza ungherese dell'Ue "sono ben avviati: la prossima settimana – ha ribadito ministra della Giustizia ungherese, Judit Varga - accoglieremo i colleghi del Consiglio dell'Unione europea per un corso di formazione".
Resta il fatto che l’Ungheria è permanentemente una spina nel fianco dell’Europa e che Orbán si schiera sistematicamente contro la maggioranza. In particolare quando si tratta di difendere la Russia di Putin. Basti pensare ai pacchetti di sanzioni contro il Cremlino e persino all’ingresso della Svezia nella Nato. "I trasgressori della legge – scrive lo storico leader liberale, Guy Verhofstadt – non hanno posto al tavolo più alto dell'Ue... tanto meno a presiederlo. Il Parlamento europeo vota per fermare la presidenza ungherese dell'Ue e toglierà definitivamente a Orbán il suo momento di gloria". Ma arrivare davvero a escludere l’Ungheria dalla presidenza di turno appare ancora molto complicato.