Sudan, tra le vittime del conflitto anche opere, reperti storici e animali
a cura della redazione EsteriVittima collaterale del conflitto che da metà aprile sconvolge il Sudan è il patrimonio archeologico e storico del Paese. Decine di migliaia di reperti rischiano di essere distrutti nei combattimenti tra l'esercito regolare del presidente-generale Abdel Fattah al-Burhan e le Forze paramilitari di sostegno rapido (Rsf) capeggiate da Mohamed Hamdan Dagalo.
L’allarme è scattato dopo che venerdì 2 giugno ha cominciato a circolare sui social media un video che sembrerebbe mostrare alcuni membri del Rsf entrare nel laboratorio di bioarcheologia del Museo Nazionale di Khartoum e aprire i contenitori di mummie e altri resti. Il personale “era in stato di shock”, racconta al Guardian la direttrice Ghalia Gharelnabi, fuggita nei Paesi Bassi quando sono esplose le violenze.
Vittima collaterale del conflitto che da metà aprile sconvolge il Sudan è il patrimonio archeologico e storico del Paese. Decine di migliaia di reperti rischiano di essere distrutti nei combattimenti tra l'esercito regolare del presidente-generale Abdel Fattah al-Burhan e le Forze paramilitari di sostegno rapido (Rsf) capeggiate da Mohamed Hamdan Dagalo.
L’allarme è scattato dopo che venerdì 2 giugno ha cominciato a circolare sui social media un video che sembrerebbe mostrare alcuni membri del Rsf entrare nel laboratorio di bioarcheologia del Museo Nazionale di Khartoum e aprire i contenitori di mummie e altri resti. Il personale “era in stato di shock”, racconta al Guardian la direttrice Ghalia Gharelnabi, fuggita nei Paesi Bassi quando sono esplose le violenze.
“Mi preoccupo per quello che possono avere fatto all’interno della struttura, e che nessuno ha filmato”, racconta Gharelnabi. I responsabili del patrimonio culturale del Sudan chiedono a gran voce alle fazioni in guerra di preservare i beni del museo, che verrebbe utilizzato come base dalle forze del Rsf. Il gruppo ha respinto le accuse, invitando le organizzazioni internazionali a controllare personalmente.
L’incendio della biblioteca di scienze sociali dell'Università di Omdurman al-Ahlia avvenuto la settimana scorsa e i bombardamenti nei pressi del sito archeologico di Merowe, a nord di Khartoum, sono la drammatiche dimostrazione che anche la cultura è nel mirino dei combattenti.