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Usa-Cina, Blinken a Pechino: "Colloqui franchi e costruttivi". Il ministro degli Esteri Qin andrà a Washington

Antony Blinken e il ministro degli Esteri cinese Qin Gang (afp)
La visita del segretario di Stato Usa è l'atto di più alto livello diplomatico degli Stati Uniti nei confronti della Cina degli ultimi cinque anni
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NEW YORK - Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha cominciato il suo giro di incontri a Pechino, primo inviato del governo Usa in Cina negli ultimi cinque anni.  I due Paesi, ha spiegato il dipartimento di Stato, hanno "concordato di mantenere scambi di alto livello nel corso di una lunga conversazione sincera, approfondita e costruttiva”. Il capo della diplomazia di Washington ha incontrato, in un vertice durato quasi sei ore, il ministro degli Esteri Quin Gang, che ha accettato l'invito a visitare gli Stati Uniti nei prossimi mesi, ma non è certo se Blinken

Il capo della diplomazia di Washington ha incontrato per quasi sei ore il ministro degli Esteri Qin Gang, e i colloqui sono stati definiti "franchi e costruttivi", tanto che Qin è stato invitato a Washington. Non è certo se Blinken vedrà anche il presidente Xi Jinping. Il leader cinese ha incontrato di recente uomini d’affare americani, tra cui, vene…

NEW YORK - Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha cominciato il suo giro di incontri a Pechino, primo inviato del governo Usa in Cina negli ultimi cinque anni.  I due Paesi, ha spiegato il dipartimento di Stato, hanno "concordato di mantenere scambi di alto livello nel corso di una lunga conversazione sincera, approfondita e costruttiva”. Il capo della diplomazia di Washington ha incontrato, in un vertice durato quasi sei ore, il ministro degli Esteri Quin Gang, che ha accettato l'invito a visitare gli Stati Uniti nei prossimi mesi, ma non è certo se Blinken

Il capo della diplomazia di Washington ha incontrato per quasi sei ore il ministro degli Esteri Qin Gang, e i colloqui sono stati definiti "franchi e costruttivi", tanto che Qin è stato invitato a Washington. Non è certo se Blinken vedrà anche il presidente Xi Jinping. Il leader cinese ha incontrato di recente uomini d’affare americani, tra cui, venerdì, il fondatore di Microsoft Bill Gates, definito un “vecchio amico”.

La coincidenza non è sfuggita agli analisti americani, secondo cui Xi potrebbe indicare di avere tempo per gli affari, ma non per il segretario di Stato americano. È vero che nel protocollo della diplomazia gli incontri sono in genere tra pari livello e un presidente non incontra un ministro, ma nel giugno del 2018 Xi ricevette con tutti gli onori il segretario di Stato Mike Pompeo, capo della diplomazia di Donald Trump, accogliendolo nella Grande Sala del Popolo, il palazzo dell’Assemblea nazionale e dei cerimoniali.

Il fatto che anche i media americani si siano soffermati sull’incognita Xi - ma fino all’ultimo Washington spera in un incontro con Blinken - indica il valore delicato che Stati Uniti e Cina attribuiscono a questo viaggio. Sul tavolo sono stati messi tre temi chiave: la ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, congelate dopo il caso del pallone spia cinese intercettato a fine gennaio sopra i cieli americani e poi abbattuto; la soluzione del conflitto tra Ucraina e Russia e i nuovi rapporti commerciali tra i due Paesi.

Dopo aver incontrato il ministro degli Esteri, Blinken vedrà nelle prossime ore il capo della diplomazia di Pechino Wang Yi. C’era molta aspettativa da entrambe le parti. “Il nostro obiettivo - aveva spiegato alla vigilia il responsabile americano per Oriente e Pacifico, Daniel Krittenbrink - è gestire la competizione nel modo più responsabile possibile”.

Dall’inizio dell’anno, è uno dei messaggi consegnati dal ministro Gang a Blinken, le relazioni tra Cina e Usa "hanno incontrato difficoltà e sfide", ma per Pechino “è molto chiaro identificare chi è il responsbile”. Qui Gang ha invitato gli americani ad “agire con calma e razionalità davanti agli incidenti”.

Usa e Cina sono d'accordo nell’”incoraggiare l’espansione degli scambi culturali ed educativi tra i due Paesi” e nell’”accogliere più studenti, accademici e uomini d’affari nei rispettivi Paesi e di fornire supporto e convenienza a questo scopo”. È probabile che Gang abbia invitato di nuovo Washington a “non minare la sovranità della Cina” in nome della competizione, e affrontato il tema dell’ingerenza americana su Taiwan.

Il problema è che i due Paesi hanno una visione molto diversa su come affrontare il tema della competizione. L’amministrazione Biden vuole identificare aree di cooperazione, mentre Xi non è disposto a facilitare la concorrenza, abbassando i costi per i prodotti americani.

È improbabile che una visita possa risolvere le tensioni accumulate negli ultimi mesi, ma può aprire a un dialogo futuro, dopo mesi di segnali contrastanti, in cui il direttore della Cia William Burns e il consigliere alla Sicurezza nazionale Jake Sullivan hanno incontrato alti rappresentanti di Pechino, mentre il ministro della Difesa cinese non ha voluto vedere il suo omologo americano. Lo stesso presidente Joe Biden si è augurato di poter incontrare Xi “nei prossimi mesi”, ha detto sabato, “non solo per parlare delle legittime differenze, ma per capire come andare d’accordo”.