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L'inviato speciale Usa per il clima John Kerry a Roma: ha incontrato il Papa e il ministro degli Esteri Antonio Tajani

Il diplomatico statunitense è nuovamente in Europa impegnato in una serie di incontri ufficiali in preparazione della CoP28: il vertice Onu sul clima che si terrà dal 30 novembre al 12 dicembre a Dubai
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Roma, Vaticano, Bruxelles e infine Parigi. L’inviato speciale della presidenza Usa per il clima John Kerry è nuovamente in Europa, impegnato in una serie di incontri ufficiali in preparazione della CoP28: il vertice Onu sul clima che si terrà dal 30 novembre al 12 dicembre a Dubai. L'edizione di quest'anno sarà infatti particolarmente delicata: in un’epoca in cui la transizione energetica verso un futuro ad emissioni zero è sempre più essenziale, si terrà in un paese del Golfo noto per essere un grande esportatore di energie fossili. E c'è diffusa sfiducia dopo l'annuncio che a presiedere la conferenza sarà il sultano Ahmed Al-Jaber, ministro dell'Industria degli Emirati e amministratore delegato della compagnia petrolifera nazionale Abu Dhabi National Oil Company.

Una settimana intensa, dunque, quella di Kerry. Iniziata proprio a Roma dove ieri mattina il diplomatico statunitense ha incontrato Papa Francesco – primo funzionario di alto livello ad avere un’udienza privata con lui dop…

Roma, Vaticano, Bruxelles e infine Parigi. L’inviato speciale della presidenza Usa per il clima John Kerry è nuovamente in Europa, impegnato in una serie di incontri ufficiali in preparazione della CoP28: il vertice Onu sul clima che si terrà dal 30 novembre al 12 dicembre a Dubai. L'edizione di quest'anno sarà infatti particolarmente delicata: in un’epoca in cui la transizione energetica verso un futuro ad emissioni zero è sempre più essenziale, si terrà in un paese del Golfo noto per essere un grande esportatore di energie fossili. E c'è diffusa sfiducia dopo l'annuncio che a presiedere la conferenza sarà il sultano Ahmed Al-Jaber, ministro dell'Industria degli Emirati e amministratore delegato della compagnia petrolifera nazionale Abu Dhabi National Oil Company.

Una settimana intensa, dunque, quella di Kerry. Iniziata proprio a Roma dove ieri mattina il diplomatico statunitense ha incontrato Papa Francesco – primo funzionario di alto livello ad avere un’udienza privata con lui dopo le dimissioni dall’ospedale (“L’ho trovato in splendida forma” ha detto poco dopo ai giornalisti che lo aspettavano in Piazza San Pietro) – e il cardinale Pietro Parolin. Forse, in vista di una conferenza che inizia già in salita, giacché forti divisioni si sono infatti già viste pochi giorni fa, nel corso dei lavori preparatori di Bonn, per chiedere aiuto al pontefice così sensibile al tema da avergli dedicato, nel 2015, l’enciclica Laudati si.

Nel primo pomeriggio di ieri, Kerry ha poi incontrato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, “ulteriore dimostrazione della vicinanza tra Italia e Stati Uniti anche nella lotta al cambiamento climatico”, come ha sottolineato poco dopo una nota la Farnesina, spiegando che “il tema si lega inestricabilmente agli obiettivi di sicurezza energetica e transizione sostenibile e rientra tra le priorità della presidenza italiana del G7 nel 2024". Questa, infatti, "avrà uno dei suoi pilastri proprio nel rilancio dei rapporti con i partner globali, in particolare verso l'Africa e nell'ambito G20". E dunque per questo ha detto il ministro all’inviato americano “lavoriamo per garantire un circolo virtuoso di crescita, equo, cooperativo, non predatorio”.

Il ministro era rientrato da poche ore da un viaggio proprio negli Emirati Arabi e ha voluto sottolineare come  l’Italia “sostiene con forza l’impegno emiratino per CoP28”. Aggiungendo che “il nostro auspicio è definire azioni ambiziose per mitigare le emissioni, impegni nell’adattamento agli effetti avversi del cambiamento climatico e una riforma dell’architettura finanziaria internazionale, in linea con l’Accordo di Parigi”. Promettendo pure di voler lavorare a “un fondo loss and damge a beneficio dei Paesi più fragili”. Tajani ha sottolineato: “Stiamo lavorando per combattere il cambiamento climatico con visione pragmatica e non ideologica”. Ricordando: "Siamo un Paese industriale ma anche a vocazione agricola, quindi è indispensabile condurre la lotta al cambiamento climatico aiutando anche le imprese a percorrere una strada che vada verso la transizione ecologica, partendo dagli obiettivi che possono essere raggiungibili al fine di evitare delocalizzazioni, che sarebbero dannose anche nella lotta contro il cambiamento climatico". E infine affermando che "non è solo l'Europa a provocare emissioni di CO2. Bisogna lavorare di più con la Cina. Con l'India. Ma è essenziale soprattutto una forte azione congiunta in Africa per evitare che il cambiamento climatico porti alla distruzione in molti Paesi con un'economia basata sull'agricoltura”. La conseguenza sarebbe infatti disastrosa: incrementerebbe sempre più “i flussi migratori irregolari verso l’Europa”.

Oggi Kerry sarà a Bruxelles, dove parteciperà a una tavola rotonda dal titolo “Clima e sicurezza: il nuovo nesso” con rappresentanti dell'Unione europea e della Nato. A Parigi, poi, parteciperà al vertice del presidente Emmanuel Macron per un nuovo patto di finanziamento globale, che mira ad affrontare la finanza climatica nel contesto di un sistema internazionale più inclusivo.

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