Germania, scacco dell’ultra destra: eletto il primo sindaco dell’Afd
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO — «Immaginatevi se a Sonneberg riuscissimo a far eleggere un sindaco. La Germania tremerebbe». Bjoern Hoecke, capo dell’ultradestra Afd in Turingia, lo aveva detto nei giorni scorsi con un sorriso diabolico. E il terremoto è arrivato. A Sonneberg, circondario a Sud della Turingia che riunisce una mezza dozzina di paesini e oltre cinquantamila elettori, Robert Sesselmann è stato eletto sindaco, “Landrat”. È la prima volta in Germania che l’ultradestra conquista un municipio. Sesselmann si è imposto al ballottaggio con quasi il 53% dei voti contro il rivale della Cdu, Jürgen Köpper.
Sei elettori su dieci sono andati a votare dopo una campagna elettorale che si era infiammata soprattutto…
BERLINO — «Immaginatevi se a Sonneberg riuscissimo a far eleggere un sindaco. La Germania tremerebbe». Bjoern Hoecke, capo dell’ultradestra Afd in Turingia, lo aveva detto nei giorni scorsi con un sorriso diabolico. E il terremoto è arrivato. A Sonneberg, circondario a Sud della Turingia che riunisce una mezza dozzina di paesini e oltre cinquantamila elettori, Robert Sesselmann è stato eletto sindaco, “Landrat”. È la prima volta in Germania che l’ultradestra conquista un municipio. Sesselmann si è imposto al ballottaggio con quasi il 53% dei voti contro il rivale della Cdu, Jürgen Köpper.
Sei elettori su dieci sono andati a votare dopo una campagna elettorale che si era infiammata soprattutto nelle ultime due settimane, quando gli occhi della Germania intera si erano concentrati su questo fazzoletto di terra nascosto tra i maestosi boschi della Turingia meridionale. Perché due settimane fa, al primo turno, Sesselmann aveva raccolto già quasi metà dei consensi. E l’intera opposizione si era mobilitata contro di lui: dalla Cdu alla Linke, tutti avevano invitato gli elettori ad andare a votare, anche perché l’affluenza era stata bassa. Ma la mobilitazione dei «democratici contro i non democratici» come l’ha chiamata il segretario generale della Spd Lars Klingbeil, ha avuto l’effetto opposto. L’affluenza maggiore al secondo turno ha premiato soprattutto il candidato dell’ultradestra.
Sesselmann ha fatto una campagna elettorale su temi nazionali come il “no” all’euro e al sostegno all’Ucraina - l’Afd è filorussa - ma ha mietuto molti consensi con le sue tirate d’odio contro i verdi al governo e la legge recente che costringerà i tedeschi a cambiare gli impianti di riscaldamento nei prossimi anni. Sonneberg, famosa in passato per le sue fabbriche di giocattoli, per la ceramica e il vetro, ha sofferto per le delocalizzazioni degli ultimi anni. L’unico ricordo dell’epoca d’oro dei giocattoli è un museo. E come molte parti della vecchia Germania Est, è afflitta da una forte emorragia di giovani, che si spostano in città o a Ovest.
Intanto un sondaggio di Bild fa emergere l’ansia crescente dei tedeschi per l’ascesa dell’Afd, che al livello federale può contare ormai sul 20% dei consensi. Tanto che la leader, Alice Weidel, ha fatto già capire che si candiderà per la cancelleria. O che vedrebbe bene la candidatura di Bjoern Hoecke, leader dell’Afd in Turingia, fondatore della corrente di destra del partito “Fluegel”, che si è sciolto quando i servizi segreti lo hanno dichiarato un pericolo per la democrazia. Ma Hoecke è il dominus assoluto del partito nel Land di Weimar e Jena, del classicismo tedesco settecentesco, di Goethe e Schiller. Una regione fiera della sua lunga storia, ma in cui l’Afd tocca ormai il 30%.
E l’anno prossimo si vota per le regionali. Una prospettiva inquietante. Dal sondaggio della Bild si evince che un tedesco su sette emigrerebbe, se un esponente dell’ultradestra conquistasse la poltrona oggi di Olaf Scholz. Che fu anche quella conquistata da Adolf Hitler, esattamente novant’anni fa.