“Il regime è spaccato, Putin deve guardarsi le spalle”. L’intervista all’ex direttore della Cia e ministro della Difesa Usa Leon Panetta
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliLeon Panetta
NEW YORK — “Putin ora deve guardarsi le spalle”. È un’analisi politica, oltre che un consiglio per l’incolumità del leader del Cremlino, quella che l’ex capo di Pentagono e Cia Leon Panetta fa in questa intervista con Repubblica.
A cui aggiunge una considerazione sull’Italia: “La premier Meloni è stata una sorpresa positiva, e il presidente Biden dovrà rispondere durante la visita alla Casa Bianca sottolineando che Roma è un alleato essenziale, ma la linea giusta andrà confermata anche nel rapporto con la Cina”.
Quali saranno le conseguenze della tentata insurrezione di Prigozhin?
“Non bisogna mai sottovalutare Putin, perché è un ex colonnello del Kgb, è stato a lungo al potere e sa come sopravvivere, però credo che ora debba guardarsi le spalle”.
Prigozhin aveva appoggi all’interno del sistema?
“Il potere di Putin è come quello di un monarca assoluto, e quindi non prevede la possibilità di debolezze. Anche se l’insurrezione non è riuscita a rovesciarlo, o non aveva mai avuto l’o…
NEW YORK — “Putin ora deve guardarsi le spalle”. È un’analisi politica, oltre che un consiglio per l’incolumità del leader del Cremlino, quella che l’ex capo di Pentagono e Cia Leon Panetta fa in questa intervista con Repubblica.
A cui aggiunge una considerazione sull’Italia: “La premier Meloni è stata una sorpresa positiva, e il presidente Biden dovrà rispondere durante la visita alla Casa Bianca sottolineando che Roma è un alleato essenziale, ma la linea giusta andrà confermata anche nel rapporto con la Cina”.
Quali saranno le conseguenze della tentata insurrezione di Prigozhin?
“Non bisogna mai sottovalutare Putin, perché è un ex colonnello del Kgb, è stato a lungo al potere e sa come sopravvivere, però credo che ora debba guardarsi le spalle”.
Prigozhin aveva appoggi all’interno del sistema?
“Il potere di Putin è come quello di un monarca assoluto, e quindi non prevede la possibilità di debolezze. Anche se l’insurrezione non è riuscita a rovesciarlo, o non aveva mai avuto l’obiettivo di farlo, il segnale che ha lanciato è inequivocabile.
Come prima cosa, ha evidenziato spaccature molto gravi all’interno del regime. Poi Putin ha detto che Prigozhin è un traditore, ma almeno finora non lo ha punito, perché evidentemente non si sente pronto a farlo o non lo ritiene conveniente. Questo è un grave segnale di debolezza, che in una monarchia assoluta invita i suoi avversari ad approfittarne per attaccare il re”.
Non teme che possa reagire usando le armi atomiche, come ha minacciato in varie occasioni?
“Non credo che possa farlo. È già molto isolato nel mondo, e se facesse ricorso all’arsenale nucleare perderebbe anche l’appoggio del presidente cinese Xi Jinping, ossia l’unico alleato forte che gli è rimasto”.
Che cosa succederà all’esercito dei mercenari di Wagner?
!Continuerà ad operare, in Europa, ma soprattutto in Africa e Medio Oriente, dove ha gli interessi economici più forti. Questo succederà indipendentemente dal destino di Prigozhin”.
Quale effetto avrà la crisi sulla guerra in Ucraina?
“Di certo rappresenta una forte distrazione, per i circa 25mila mercenari di Wagner che hanno compiti strategici assai rilevanti, e un altro colpo al morale già molto basso delle forze armate regolari. Credo possa offrire agli ucraini una possibilità per accelerare la controffensiva in corso”.
Ma non c’è il pericolo che Wagner torni ad attaccare Kiev da nord?
“Bisogna essere pronti a tutte le possibilità”.
È vero che la controffensiva sta andando peggio del previsto?
“Io ho visto rapporti secondo cui, in alcune zone, gli ucraini hanno riconquistato tra 15 e 50 miglia di territorio. Quindi non è così lenta. Ovviamente sono operazioni più complicate che richiedono tempo, perché attaccare è sempre più difficile e i russi hanno potuto fortificare le loro difese”.
Come giudica la reazione del presidente Biden all’insurrezione?
“Giusta. L’amministrazione ha fatto esattamente quello che doveva, così come gli alleati, per non offrire a Putin l’opportunità di strumentalizzare a livello internazionale una crisi completamente interna”.
Il vertice Nato di Vilnius dovrà aprire le porte all’ingresso dell’Ucraina?
“Di sicuro dovrà dare garanzie di sicurezza immediate, e l’impegno duraturo per la deterrenza nel futuro. È essenziale far capire a Putin che non può sperare di fiaccare la nostra determinazione a sostenere Kiev, perché è l’unica strada per convincerlo ad una trattativa diplomatica seria. Se ciò includa o meno l’ingresso ufficiale dell’Ucraina nell’Alleanza è un altro discorso, e si sta lavorando sul linguaggio”.
Se Kiev diventasse membro, l’articolo V obbligherebbe gli Usa ad intervenire in sua difesa, così come se Wagner minacciasse la Polonia o i Paesi baltici.
“È vero, e questo è uno degli elementi che provocano preoccupazione in molti. Però fa parte delle responsabilità della Nato e bisogna essere pronti a rispettarle, se si vuole che l’Alleanza abbia un effetto efficace e il sistema democratico un futuro”.
La Casa Bianca ha detto che la premier italiana Meloni verrà invitata per una visita entro il mese di luglio. Come giudica il comportamento di Roma nella guerra ucraina?
“In tutta la mia carriera ho sempre sostenuto che l’Italia è un alleato fondamentale e affidabile, non perché sono italiano, ma perché è la verità. Quando era nato il nuovo governo c’erano dubbi fondati sulla sua tenuta in relazione alla Russia, perché erano noti i rapporti di Berlusconi e del leader della Lega Salvini con Mosca.
La premier Meloni però è stata una sorpresa positiva e ha retto bene sulla linea giusta. L’invito alla Casa Bianca è uno sviluppo molto positivo. Biden dovrà utilizzare la visita per riaffermare pubblicamente che l’Italia è un alleato chiave, e Meloni dovrà confermare anche nella gestione del rapporto con la Cina la sorpresa positiva offerta con la Russia”.