Zuppi, appello a Mosca per riportare a casa i bimbi ucraini rapiti
di Iacopo ScaramuzziIl cardinale Matteo Zuppi
CITTÀ DEL VATICANO — Aiutare a riportare in Ucraina i bambini trasferiti in Russia nel corso della guerra. È quanto il cardinale Matteo Zuppi, a Mosca in questi giorni, tenta di ottenere nei suoi colloqui con le autorità russe.
Un obiettivo umanitario, un passo concreto, un tassello di quella strategia che l’arcivescovo di Bologna sta portando avanti nella missione che gli ha affidato il Papa, prima a Kiev e ora a Mosca, e che non ha la pretesa di porre fine alla guerra in Ucraina ma mira ad aprire vie di confronto laddove, sinora, c’è la contrapposizione totale.
Il porporato romano ha subito incassato un riconoscimento: “Apprezziamo gli sforzi e le iniziative del Vaticano per trovare una soluzione pacifica alla crisi ucraina e …
CITTÀ DEL VATICANO — Aiutare a riportare in Ucraina i bambini trasferiti in Russia nel corso della guerra. È quanto il cardinale Matteo Zuppi, a Mosca in questi giorni, tenta di ottenere nei suoi colloqui con le autorità russe.
Un obiettivo umanitario, un passo concreto, un tassello di quella strategia che l’arcivescovo di Bologna sta portando avanti nella missione che gli ha affidato il Papa, prima a Kiev e ora a Mosca, e che non ha la pretesa di porre fine alla guerra in Ucraina ma mira ad aprire vie di confronto laddove, sinora, c’è la contrapposizione totale.
Il porporato romano ha subito incassato un riconoscimento: “Apprezziamo gli sforzi e le iniziative del Vaticano per trovare una soluzione pacifica alla crisi ucraina e accogliamo con favore l’impegno del Pontefice a contribuire alla fine del conflitto armato”, ha dichiarato il portavoce di Vladimir Putin.
Su “istruzioni” dello stesso presidente russo, Zuppi è stato ricevuto da Jurij Ushakov, “assistente presidenziale per le questioni di politica estera”. Non è un personaggio qualsiasi: diplomatico di lungo corso, è stato l’ambasciatore di Mosca a Washington nella transizione dall’Unione sovietica, e ora fa parte del cerchio ristretto presidenziale. Il cordiale colloquio con Zuppi, che si è prolungato più del previsto, è stato incentrato, “naturalmente”, sulle “possibili vie per una soluzione politica e diplomatica”, ha detto il Cremlino.
Un’apertura di credito alla quale faranno seguito, questa mattina, colloqui focalizzati sul rimpatrio dei bambini ucraini. L’interlocutrice dovrebbe essere Maria Lvova-Belova, la commissaria del governo russo sul tema. La questione, delicatissima, ha innescato il mandato d’arresto internazionale per Putin e la stessa Lvova-Belova. Prevedibile, si ragiona a Roma, che su questo tema Mosca sia alla ricerca di una maggiore comprensione internazionale.
Kiev e Mosca, di certo, hanno idee diverse. Zelensky ha parlato di 19.393 bambini deportati e ha chiesto al Papa, che lo ha ricevuto a maggio, di aiutarlo a riportarli a casa. Proprio ieri il portavoce del Cremlino ha respinto invece le accuse dei relatori dell’Onu sulle deportazioni di massa di minorenni verso la Russia. Le posizioni non collimano. Ma la collaborazione, facilitata dal Papa, è già in atto e il viaggio di Zuppi a Mosca serve, tra l’altro, a rilanciarla.
Nella capitale russa, dove è giunto martedì sera, l’arcivescovo di Bologna ha una girandola di incontri. Dal Vaticano confermano che ieri sera nella nunziatura apostolica guidata da monsignor Giovanni D’Aniello ha ricevuto i vescovi cattolici.
In giornata si è fermato in preghiera dinanzi all’icona della Madonna di Vladimir, la Madre di Dio della tenerezza, venerata dagli ortodossi, nella cattedrale della dormizione, accanto al Cremlino. E questo pomeriggio è previsto l’atteso incontro con il patriarca Kirill, occasione per riallacciare i rapporti incrinatisi, con papa Francesco, a causa della guerra (“chierichetto di Putin”, lo ha apostrofato Bergoglio).
Questa sera, infine, Zuppi celebra messa nella cattedrale dell’Immacolata concezione, prima di ripartire, domani, per Roma. E riferire quanto prima a papa Francesco. Giorgia Meloni, intanto, ha assicurato il sostegno e l’aiuto dell’Italia alla missione di Zuppi, ma “per favorire l’apertura negoziale tra le parti”, ha puntualizzato, bisogna “mantenere equilibrio tra le stesse”.