Nella notte gli scontri sono continuati in Francia. Almeno mille i fermi e allarme in molte città del paese, scosso dalla morte di Nahel, 17 anni, ucciso da un poliziotto durante un controllo stradale. Secondo il ministero dell’Interno le violenze sono però in diminuzione. Oggi le esequie del ragazzo a Nanterre.
Darmanin, l'età media dei manifestanti fermati è di 17 anni
Sono dinamici, connessi e, secondo le autorità, spesso "molto giovani". E' il profilo di alcuni dei manifestanti che in questi giorni in Francia hanno pianto "la loro rabbia" dopo la morte di Nahel, 17 anni, ucciso da un poliziotto durante un controllo e hanno marciato attraversando le grandi città del Paese. "L'età media è di 17 anni", ha dichiarato oggi il ministro dell'Interno Gérald Darmanin, in riferimento alle persone fermate. Alcuni di loro hanno già iniziato a comparire nei tribunali della regione parigina. Sono studenti delle superiori, in formazione professionale, baristi, giovani appena maggiorenni e molti dei quali con la fedina penale pulita.
Tensioni a Marsiglia, bilancio arresti sale a 22
Continuano le tensioni a Marsiglia. Il numero degli arresti, riferisce Bfm Tv, è salito da 14 a 22 dopo che alcuni individui hanno cercato di recarsi nel Vieux Port. Le forze dell'ordine li hanno dispersi usando lacrimogeni.
Commercianti barricano negozi lungo gli Champs-Elysées
Negozi barricati lungo gli Champs-Elysées a Parigi per proteggersi da eventuali tentativi di saccheggi, dopo che online sono comparsi appelli a riunirsi in serata lungo il viale nel centro della capitale francese. Lo riporta il giornale Le Monde sul suo sito. Le Parisien inoltre, citando il giornalista indipendente Clément Lanot, riferisce che le forze dell'ordine si sono posizionate davanti ai negozi sul viale per evitare saccheggi. Per questa sera il governo francese ha dispiegato in Francia nuovamente 45mila agenti, fra poliziotti e gendarmi, lo stesso numero di ieri sera, con rinforzi a Marsiglia e Lione.
Francia: salgono a 16 i fermati a Marsiglia
Salgono a 16 i fermati di stasera a Marsiglia, nel sud della Francia, nell'ambito delle proteste che stanno infiammando il Paese a seguito dell'uccisione del 17enne Nahel a Nanterre martedì per mano di un poliziotto durante un controllo stradale. Bfmtv riferisce tuttavia che la situazione è al momento "relativamente calma e sotto controllo, nonostante alcuni scontri sporadici e lanci di oggetti". L'emittente sottolinea che i gruppi che hanno tentato di formarsi sono stati rapidamente dispersi dalla polizia e non ci sono stati ulteriori tentativi di saccheggio.
Francia: tensione a Marsiglia, primi scontri e gas lacrimogeni
È già salita la tensione a Marsiglia, la città insieme a Lione che la notte scorsa è stata teatro dei disordini più virulenti. Nella città sono arrivate due unità di agenti specializzate in guerriglia urbana; e i video che circolano sui socialnetwork mostrano poliziotti, in tenuta antisommossa nel centro cittadino, che caricano e usano lacrimogeni per cercare di disperdere la folla
Francia: ministro, minorenni il 30% dei fermati
Il 30% delle persone arrestate ieri in Francia è minorenne. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia francese, Éric Dupont-Moretti, durante una visita a Créteil, secondo quanto riporta l'emittente Bfmtv. Il ministro ha anche richiamato "la responsabilità dei genitori" dei minorenni che partecipano ai disordini: una prima responsabilità "civica e morale, ordinaria", ma anche "se non basta, un obbligo legale".
"Voglio che i giovani sappiano, chiaramente, che i pubblici ministeri del Paese cercheranno l'identità degli utenti dei social, in particolare di Snapchat, che per questi giovani sono un mezzo per comunicare il luogo, l'ora e l'obiettivo dell'aggressione. Che nessuno pensi che dietro questi social network ci sia l'impunità", ha detto ancora il ministro della Giustizia francese Dupont-Moretti.
Francia: governo, anche stanotte mobilitati 45mila agenti
In Francia, anche stanotte saranno mobilitati 45mila uomini delle forze di sicurezza. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno, Gerald Darmanin.
Conclusa cerimonia di sepoltura di Nahel
Una folla di diverse centinaia di persone ha seguito la giornata i funerali di Nahel, il 17enne ucciso durante un controllo stradale a Parigi, presentandosi all'obitorio, alla moschea dove si è svolta la cerimonia, al cimitero dove il ragazzo è stato inumato. La cerimonia si è svolta presso la moschea di Ibn Badis a Nanterre, la sepoltura al cimitero di Mont Valérien. Si sono registrate tensioni tra gruppi di giovani e la stampa, la cui presenza era stata vietata dalla famiglia e dall'entourage della vittima.
Le Maire ad assicuratori, risarcire danni al più presto
Il ministro francese dell'Economia, Bruno Le Maire, ha chiesto alle assicurazioni, alla luce di danni e distruzioni legati alle proteste seguite all'uccisione del 17enne Nahel da parte di un poliziotto in un controllo stradale, di abbassare le franchigie e risarcire rapidamente gli assicurati. Lo riportano i media francesi. "Abbiamo chiesto agli assicuratori di dare prova della più grande semplicità nella gestione delle procedure", di "ridurre il più possibile le franchigie" e di risarcire "il più rapidamente possibile" chi ha subito danni, ha detto Le Maire.
Folla a funerali di Nahel, bara uscita da moschea verso cimitero
A Nanterre, ai funerali di Nahel, il 17enne ucciso da un poliziotto martedì durante un controllo stradale, la bara è stata portata fuori dalla moschea di Ibn Badis e caricata su un carro funebre diretto verso il cimitero di Mont-Valérien. Lo riporta Le Monde, aggiungendo che la bara è scortata da giovani in scooter e che un giovane è stato sgridato da una persona più grande perché stava filmando il funerale con il telefono. La famiglia del giovane aveva invitato i giornalisti a non presenziare ai funerali. Secondo la Bbc sarebbe presente una folla di migliaia di persone, che avrebbe gridato 'Giustizia per Nahel'. Intanto decine di persone in attesa all'ingresso del cimitero su una tranquilla collina di Nanterre, con il centro di Parigi in lontananza.
Al via la cerimonia funebre in moschea per Nahel
Nella moschea Ibn Badis di Nanterre, piena di persone e con molti rimasti fuori, sono cominciati i funerali del diciassettenne Nahel, ucciso martedì scorso da un poliziotto durante un controllo stradale. Un servizio d'ordine della moschea assicura il regolare svolgimento della cerimonia, alla quale non sono ammessi i giornalisti.
Macron sentirà diversi sindaci nel pomeriggio
Il presidente francese Emmanuel Macron sentirà nel pomeriggio diversi sindaci di città francesi. A renderlo noto è Bfmtv, citando l'Eliseo e sottolineando come nelle ultime ore numerosi rappresentanti eletti locali hanno chiesto un coprifuoco generale e fatto domanda di rinforzi per garantire l'ordine pubblico, a fronte degli incidenti che si ripetono dalla morte del 17enne Nahel.
Francia, 106 fermi a Parigi dopo la notte di disordini
Sono 106 le persone trattenute in stato di fermo a Parigi - tra loro figurano 27 minori - dopo i disordini e gli incidenti scoppiati la notte scorsa nel quadro delle proteste per la morte del 17enne Nahel. A renderlo noto è stata la procura di Parigi.
Macron rinvia la visita in Germania
Il presidente francese Emmanuel Macron rimanda la sua visita in Germania, rende noto l'ufficio del Presidente tedesco. La decisione è stata presa in seguito ai disordini scoppiati in diverse città del Paese in seguito all'uccisione da parte della polizia del 17enne Nahel vicino a Nanterres. Macron era atteso in Germania da domani al 4 luglio.
Incendiata una mediateca a Metz
Una mediateca a Metz sarebbe stata incendiata nella notte durante gli scontri innescati dalla morte del 17enne Nahel a Nanterre. Lo mostrano diversi video pubblicati sui social network. Violenze e tensioni sono state registrate anche a Marsiglia, a Lione oltre che a Parigi.
Iniziate le esequie di Nahel
È iniziata nel sobborgo parigino di Nanterre la cerimonia funebre per il 17enne, identificato solo come Nahel, ucciso dalla polizia durante un controllo stradale. Familiari e amici hanno dato l'ultimo saluto all'adolescente prima che la bara venga portata in una moschea per la cerimonia e poi seppellita nel cimitero di Mont Valérien. Gli avvocati della famiglia del giovane hanno invitato i giornalisti a non essere presenti al funerale per evitare qualsiasi "interferenza mediatica". "Sabato 1 luglio sarà un giorno di raccoglimento per la famiglia di Nahel", hanno ribadito Mes Abdelmadjid Benamara, Jennifer Cambla e Yassine Bouzrou.
Tajani: la Farnesina invita alla prudenza gli italiani che vanno in Francia
"E' una questione che riguarda esclusivamente la Francia" quanto sta accadendo nel Paese dopo la morte del 17enne Nahel, con "la reazione della gente" che ha "provocato violenze in tutta la Francia", dove "evidentemente c'è un malessere soprattutto nelle grandi periferie francesi e questo poi è esploso quando c'è stato questo episodio molto triste che non doveva accadere". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenuto a Caffè Europa su Rai Radio 1. Da parte della Farnesina, ha rimarcato, c'è un "messaggio di prudenza" per gli italiani "che vanno in viaggio in Francia", invitati "a seguire quello che dice la stampa, a seguire i consigli della forze dell'ordine e non avvicinarsi a luoghi dove ci sono scontri perché può essere molto pericoloso".
Londra avverte chi viaggia in Francia: fate attenzione
Nel Regno Unito, il ministero degli Esteri ha avvertito coloro che intendono recarsi in Francia di prestare attenzione durante il loro viaggio a causa degli scontri che stanno infiammando il Paese, dopo la morte del 17enne Nahel, ucciso da un poliziotto durante un controllo. Nei nuovi consigli di viaggio di venerdì, il governo ha esortato i britannici a evitare i disordini, affermando che i loro luoghi e orari erano "imprevedibili". Inoltre, si avverte che potrebbero esserci interruzioni alla circolazione stradale e ai trasporti locali e che alcune autorità locali potrebbero imporre ulteriori coprifuoco. Il governo ha aggiunto che è "più importante che mai avere un'assicurazione di viaggio e verificare che fornisca una copertura sufficiente". Lo riporta Bbc.
Appello della nazionale di calcio per fermare le violenze, ma non tutti i “bleus” firmano in prima persona
"Il tempo della violenza deve finire". Così, sui social, i componenti della Nazionale francese di calcio, hanno invitato i propri connazionali alla calma dopo i disordini che stanno mettendo a ferro e fuoco diverse zone del Paese. I Bleues hanno lanciato l'accorato appello dopo la morte del giovane Nahel. Il testo è stato prima pubblicato e poi cancellato sull'account Instagram di Benjamin Pavard, a ruota è stato ripubblicato sul profilo Twitter di Kylian Mbappé. Il difensore del Bayern Monaco aveva pubblicato il post sul suo account Instagram, firmandolo "The France team". L'attaccante del Psg, invece, lo ha ripostato alle 23,26 senza firmarlo.
Quasi mille fermi nella notte, ma la “violenza è diminuita”
Quasi mille fermi questa notte per gli incidenti in tutta la Francia dopo la morte del diciassettenne Nahel, ucciso da un poliziotto martedì scorso, ma "minore intensità delle violenze", secondo quanto rilevato dal ministro dell'Interno, Gérald Darmanin. Se i fermi sono stati 994, la situazione è rimasta molto più calma della notte precedente a Parigi e nell'Ile-de-France, e lo sgombero di place de la Concorde - dove ieri sera era in corso una manifestazione non autorizzata - è avvenuto senza incidenti di grande rilievo. Nettamente diminuiti anche gli incendi, che sono scesi da 3.880 della notte precedente a 2.560. Oggi sono in programma, nel pomeriggio, i funerali del giovane Nahel, secondo quanto annunciato ieri dal sindaco di Nanterre. La cerimonia - secondo quanto trapelato - dovrebbe svolgersi in un clima di "discrezione".
I legali della famiglia di Nahel: “Niente giornalisti ai funerali”
I legali della famiglia del giovane Nahel hanno chiesto ai giornalisti di non presentarsi ai funerali del ragazzo che si terranno oggi a Nanterre, per evitare qualsiasi "interferenza mediatica". Lo scrive Le Figaro citando un comunicato degli avvocati della famiglia.
Darmanin ai poliziotti: “Vincerà la Repubblica, non i rivoltosi”
"Vincerà la Repubblica non i rivoltosi". Lo ha detto in nottata il ministro dell'Interno francese, Gèrald Darmanin, durante il suo incontro con le forze di polizia a Mantes-la-Jolie, nella regione dell'Ile-de-France, secondo quanto riportano i media francesi.