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Biden e la nipote mai riconosciuta: un altro guaio del figlio Hunter

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Il secondogenito del presidente Usa ha firmato un accordo con la mamma della bambina a cui non ha voluto dare il suo cognome
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NEW YORK — Joe Biden ha una nipote biologica che non ha mai incontrato, né tanto meno riconosciuto. E’ uno dei molti problemi che gli ha creato suo figlio Hunter, come conferma l’accordo firmato giovedì scorso per chiudere la causa presentata dalla madre della bambina.

E anche se tutto sommato questo fatto impallidisce davanti alla condanna civile di Donald Trump per l’abuso sessuale di Jean Carroll, in attesa dell’esito delle altre inchieste e procedimenti giudiziari ancora aperti, l’argomento resterà sul tavolo delle presidenziali del prossimo anno.

E’ noto che Hunter, in particolare dopo la morte del fratello Beau per un tumore al cervello, era precipitato in una spirale autodistruttiva di dipendenza dal crack.

Nel 2018 aveva conosciuto Lunden Roberts, una ragazz…

NEW YORK — Joe Biden ha una nipote biologica che non ha mai incontrato, né tanto meno riconosciuto. E’ uno dei molti problemi che gli ha creato suo figlio Hunter, come conferma l’accordo firmato giovedì scorso per chiudere la causa presentata dalla madre della bambina.

E anche se tutto sommato questo fatto impallidisce davanti alla condanna civile di Donald Trump per l’abuso sessuale di Jean Carroll, in attesa dell’esito delle altre inchieste e procedimenti giudiziari ancora aperti, l’argomento resterà sul tavolo delle presidenziali del prossimo anno.

E’ noto che Hunter, in particolare dopo la morte del fratello Beau per un tumore al cervello, era precipitato in una spirale autodistruttiva di dipendenza dal crack.

Nel 2018 aveva conosciuto Lunden Roberts, una ragazza dell’Arkansas che studiava alla George Washington University, e l’aveva assunta come assistente personale. A novembre dello stesso anno era nata una bambina. Poco dopo Hunter aveva cancellato lei e la madre dalla sua assicurazione sanitaria, e quindi Lunden aveva fatto causa per ottenere il riconoscimento. Il figlio del presidente era stato costretto al test del Dna, che aveva confermato la paternità.

Hunter ha ammesso l’errore, dicendo che all’epoca era fuori controllo, ma ne ha assunto la responsabilità, fra l’altro pagando circa 750.000 dollari alla madre. Però non ha mai incontrato la figlia e si è rifiutato di darle il suo cognome. Giovedì ha firmato un accordo per evitare il processo previsto a luglio, che include un assegno mensile inferiore ai 20.000 dollari pagati finora, e concede alla bambina il diritto di scegliere alcuni dipinti del padre, che ormai vendono per mezzo milione di dollari.

Biden finora ha taciuto su questa vicenda, finita sabato con grande evidenza anche sul giornale alleato New York Times, ripetendo sempre che ha solo sei nipoti, ossia quelli riconosciuti dai figli.

L’accordo firmato da Hunter, unito a quello raggiunto col dipartimento alla Giustizia per reati fiscali, chiude la vicenda sul piano giuridico, ma lascia aperti due interrogativi. Primo: il presidente continuerà ad ignorare quella che è senza ombra di dubbio una sua nipote biologica? Secondo, che effetti avrà questa vicenda sulla campagna elettorale di un candidato che basa molto della sua forza sul rispetto dei valori della famiglia?

Il primo interrogativo è insieme personale e morale, e troverà la risposta che deciderà Joe.  Il secondo è più complicato, perché è vero che Lunden ha firmato l’accordo, ma suo padre è un produttore di armi dell’Arkansas che andava a caccia col figlio di Trump. L’avvocato che l’ha assistita nella causa è Clint Lancaster, già consigliere legale della campagna presidenziale di Donald, e il perito tecnico era Garrett Ziegler, protagonista anche del caso relativo alle informazioni compromettenti sottratte da un computer di Hunter.

Il Gop, in sostanza, ha in mano le chiavi per continuare ad attaccare Joe su questo scandalo. Lo stratega ex repubblicano Stuart Stevens nota che è un’ipocrisia, perché i suoi colleghi ignorano i gravi problemi giudiziari e morali di Trump, mentre invece affondano i coltelli nei guai personali di Hunter. Poi pensa che alla fine la devozione del presidente per il figlio lo aiuterà alle urne. La questione però resterà aperta e il suo impatto elettorale è ancora tutto da vedere.

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