Tikhanovskaya, la leader bielorussa in esilio: “Prigozhin a Minsk sarà un pericolo per Lukashenko”
di Daniele RaineriSvetlana Tikhanovskaya
ROMA - Svetlana Tikhanovskaya è la donna che ha vinto le elezioni in Bielorussia al posto del dittatore Lukashenko ma è stata costretta a scappare in esilio tre anni fa. Quando entra nella redazione di Repubblica ha in mano una cartellina con la faccia del marito Sergej – condannato a diciotto anni di carcere. Da marzo non ha notizie di lui, tre giorni fa ha ricevuto un messaggio: è morto. «Ma ho già ricevuto messaggi così anche in passato e non ho modo di verificare. Pensare a questo di continuo è una cosa che ti consuma», dice.
Dopo l’Italia, andrà al summit della Nato a Vilnius in Lituania del 11 e 12 luglio. «Parteciperò soltanto a un incontro perché la Bielorussia libera non è uno Stato membro, ma la Lituania e la Polonia ci rappresentano con forza e solleveranno questioni cruciali».
«La prima è l’arrivo dei mercenari del gruppo Wagner sul nostro territorio dopo l’ammutinamento in Russia della Wagner. E poi c’è la Russia e l’occupazione light della Bielorussia, Puti…
ROMA - Svetlana Tikhanovskaya è la donna che ha vinto le elezioni in Bielorussia al posto del dittatore Lukashenko ma è stata costretta a scappare in esilio tre anni fa. Quando entra nella redazione di Repubblica ha in mano una cartellina con la faccia del marito Sergej – condannato a diciotto anni di carcere. Da marzo non ha notizie di lui, tre giorni fa ha ricevuto un messaggio: è morto. «Ma ho già ricevuto messaggi così anche in passato e non ho modo di verificare. Pensare a questo di continuo è una cosa che ti consuma», dice.
Dopo l’Italia, andrà al summit della Nato a Vilnius in Lituania del 11 e 12 luglio. «Parteciperò soltanto a un incontro perché la Bielorussia libera non è uno Stato membro, ma la Lituania e la Polonia ci rappresentano con forza e solleveranno questioni cruciali».
«La prima è l’arrivo dei mercenari del gruppo Wagner sul nostro territorio dopo l’ammutinamento in Russia della Wagner. E poi c’è la Russia e l’occupazione light della Bielorussia, Putin continua a prendersi pezzi della nostra sovranità, Mosca è presente in ogni settore della vita bielorussa. Chiediamo ai nostri partner di non dimenticare nemmeno per un giorno la Bielorussia, siamo in una posizione importante per la Nato. Lukashenko, com’è ovvio a guardare i nostri confini, crea enormi problemi di sicurezza all’Ucraina e ai suoi vicini in Europa».
Tikhanovskaya non sa se Prigozhin sia davvero in Bielorussia, «forse è già in Africa», e non è sicura che i mercenari della Wagner siano già sul territorio bielorusso, anche se è certa della costruzione delle basi militari che dovranno ospitarli. Oggi in molti si chiedono se la presenza delle nuove basi della Wagner in Bielorussia renderà Lukashenko più potente e se adesso le sue parole avranno una qualche influenza sulle decisioni prese di Putin.
«Non penso che la Wagner farà di Lukashenko un uomo più potente – risponde – ho molti dubbi che Lukashenko possa controllare le truppe della Wagner. Prigozhin è diventato una minaccia per Putin, lo può diventare anche per Lukashenko. Questa gente non ha amici, non possono fidarsi l’uno dell’altro, possono tradirsi in qualsiasi momento». Ma hanno fatto un accordo. «Non ne conosciamo i dettagli. Per ora vogliono far credere che il rapporto sia ottimo, in un’intervista Lukashenka lo chiama con un diminutivo affettuoso come se fossero vecchi amici».
La dissidente sostiene che per Putin sia stata una doppia umiliazione, «si è fatto umiliare da Prigozhin e poi ha avuto anche bisogno di chiedere aiuto, e questo ha aumentato la statura di Lukashenko, sta diventando più popolare – in Russia intendo, di sicuro non in Bielorussia. Lukashenko ha aiutato Putin soltanto perché sa che quando il presidente russo comincerà a crollare il suo turno arriverà subito dopo. Questa storia non è ancora finita, prima o poi Putin si prenderà la sua vendetta. Per i cittadini bielorussi invece è stato l’ennesimo tradimento del loro dittatore. Si dice che i mercenari addestreranno i soldati bielorussi. Addestrare a cosa? A uccidere bielorussi? A stuprare?».
È interessante che le due basi della Wagner siano così vicine al confine con l’Ucraina, come se i mercenari russi si preparassero a un’invasione dal confine Nord, ma – dice Tikhanovskaya – quel confine non è più indifeso come l’anno scorso, oggi ci sono campi minati, fossati e muri, non sarà più così facile varcarlo. Commenta la prima del giornale di ieri, la foto a tutta pagina della giornalista russa Elena Milashina, picchiata dagli squadristi ceceni, con le dita spezzate, i capelli rasati per sfregio e la tintura verde usata dai picchiatori per umiliare i loro bersagli. «È così che agiscono i dittatori. Con le torture, con i pestaggi, sono i loro strumenti per zittire le persone, non hanno e non cercano altri mezzi.
Lukashenko può competere per crudeltà con Kadyrov, il dittatore ceceno». Fra due anni a Minsk ci saranno le elezioni presidenziali, la leader in esilio pensa che non dovrebbero essere chiamate elezioni ma che potrebbero creare situazioni interessanti. «Lukashenko ha paura di qualsiasi raduno di persone, molte cose possono succedere, i regimi sembrano stabili ma vengono giù veloci».