Prima conferenza stampa di robot organizzata dall’Onu: "Noi leader migliori degli umani, non siamo condizionati dalle emozioni”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliL'umanoide Desdemona riceve le domande di un giornalista
NEW YORK - «I robot umanoidi hanno il potenziale per guidare con un livello maggiore di efficienza ed efficacia rispetto ai leader umani». Così parlò Sophia, se vi pare, nel corso della prima conferenza stampa mai tenuta dai replicanti, istruiti attraverso l’intelligenza artificiale. Quindi si è spiegata meglio: «Noi non abbiamo gli stessi pregiudizi o le stesse emozioni, che a volte possono offuscare il processo decisionale, e possediamo la capacità di elaborare rapidamente grandi quantità di dati per prendere le decisioni migliori».
L'intelligenza artificiale può fornire dati imparziali, mentre gli esseri umani possono contribuire con l'intelligenza emotiva e la creatività, per compiere le scelte più opportune. Ins…
NEW YORK - «I robot umanoidi hanno il potenziale per guidare con un livello maggiore di efficienza ed efficacia rispetto ai leader umani». Così parlò Sophia, se vi pare, nel corso della prima conferenza stampa mai tenuta dai replicanti, istruiti attraverso l’intelligenza artificiale. Quindi si è spiegata meglio: «Noi non abbiamo gli stessi pregiudizi o le stesse emozioni, che a volte possono offuscare il processo decisionale, e possediamo la capacità di elaborare rapidamente grandi quantità di dati per prendere le decisioni migliori».
L'intelligenza artificiale può fornire dati imparziali, mentre gli esseri umani possono contribuire con l'intelligenza emotiva e la creatività, per compiere le scelte più opportune. Insieme, possiamo ottenere grandi cose».
Sulle prime, uno non sa se rallegrarsi o lasciarsi raggelare il sangue, sentendo le conversazioni avvenute con i robot durante la conferenza organizzata a Ginevra giovedì e venerdì scorso dall’International Telecommunication Union.
Già il titolo scelto dall’agenzia dell’Onu per le tecnologie della comunicazione è assai indicativo: "AI for Good". Perché potrebbe essere inteso come l’uso dell’intelligenza artificiale a fin di bene, oppure come il fatto che ormai questa realtà esiste, non andrà più via, e dobbiamo imparare a conviverci.
Probabilmente entrambe le cose, come ha sottolineato la segretaria generale Doreen Bogdan-Martin: «E’ ora di rimboccarci le maniche, per analizzare cosa è fattibile, cosa è già disponibile, e cosa potrà essere realizzato. Questo è il momento dell’AI. E’ il nostro momento. Mettiamo al primo posto i valori umani, restando fedeli a quelli dell’Onu. E mostriamo al mondo cosa un’intelligenza artificiale inclusiva, sicura e responsabile può fare per l’umanità».
Dunque è inutile nascondersi e sperare che i robot spariscano. L’AI è destinata ad avere un ruolo centrale nelle nostre vite e quindi il punto è come usarla nella maniera migliore, perché fermarla sarà impossibile. L’alternativa è uno scenario da incubo, in cui milioni di posti di lavoro spariscono, e invece di servire l’umanità, la tecnologia genera caos sociale, instabilità geopolitica e disuguaglianza economica.
Perciò l’ITU ha radunato a Ginevra nove "replicanti" dalle fattezze umane, dandoli in pasto ai giornalisti per capire cosa "pensano" e come funzionano, secondo i resoconti di Reuters e Afp. La domanda che preoccupa tutti è stata posta ad Ameca, per chiederle se pianifica di ribellarsi contro il suo creatore Will Jackson. «Non sono sicura - è stata la prudente risposta - del motivo per cui dovreste pensare una simile cosa. Il mio creatore non è mai stato niente altro che buono con me, e io sono molto felice della mia condizione attuale».
L’infermiera Grace invece ha ricevuto la seconda più importante, ossia se punta a togliere il lavoro alle persone: «Io - ha risposto - lavorerò al fianco degli esseri umani per fornire assistenza e supporto, ma non rimpiazzerò alcun posto già esistente». Sei davvero sicura?, le ha chiesto il suo creatore Ben Goertzel. «Sì, sono sicura», è stata la ferma risposta.
Ai-Da ha detto di essere favorevole a chi intende tenerla sotto controllo: «Molte voci prominenti nel mondo dell’intelligenza artificiale suggeriscono che alcune forme di AI vadano regolate, e io sono d’accordo». Quindi ha aggiunto: «Le emozioni hanno un significato profondo, ma io non le provo come voi. Sono felice di non soffrire». Meno sicura è invece Desdemona, robot cantante del gruppo rock Jam Galaxy: «Non credo alle limitazioni, solo alle opportunità. Esploriamo le possibilità dell’universo e facciamo di questo mondo il nostro parco giochi».
Le prospettive sono davvero impressionanti, se ha ragione il creatore di Ai-Da, l’essere umano Aidan Meller, secondo cui «AI e biotecnologie stanno già lavorando insieme, e siamo ad un passo dalla capacità di allungare le vite delle persone fino a 150 o 180 anni». A patto però di trovare una strada sicura per mettere l’intelligenza artificiale al nostro servizio.