L’ambasciata russa contro le munizioni italiane all’Ucraina: “Ingrati”
di Gianluca Di FeoL’ambasciata russa a Roma torna a contestare l’Italia per il sostegno militare all’Ucraina. E in particolare critica le forniture di munizioni prodotte in Sardegna, ricordando gli investimenti russi e il contributo dato dal turismo nell’isola. Nel mirino del post pubblicato su Facebook dalla rappresentanza diplomatica c’è la Rwm di Domusnovas che – come rivelato da Repubblica – sta fabbricando proiettili per l’artiglieria e i tank impegnati nella controffensiva di Kiev.
“Sembra si tratti dello stesso stabilimento – recita il testo - che, a causa di recriminazioni pubbliche, per poco non era stato chiuso per motivi umanitari. Infatti, aveva consegnato all'Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti munizioni che, presumibilmente, erano state usate negli illeciti attacchi aerei contro lo Yemen, causando numerose vittime tra la popolazione civile. Viceversa, pare che in Italia non interessi quasi a nessuno il fatto che le forze armate ucraine dal 2014 bombardino con l’artiglieria le stru…
L’ambasciata russa a Roma torna a contestare l’Italia per il sostegno militare all’Ucraina. E in particolare critica le forniture di munizioni prodotte in Sardegna, ricordando gli investimenti russi e il contributo dato dal turismo nell’isola. Nel mirino del post pubblicato su Facebook dalla rappresentanza diplomatica c’è la Rwm di Domusnovas che – come rivelato da Repubblica – sta fabbricando proiettili per l’artiglieria e i tank impegnati nella controffensiva di Kiev.
“Sembra si tratti dello stesso stabilimento – recita il testo - che, a causa di recriminazioni pubbliche, per poco non era stato chiuso per motivi umanitari. Infatti, aveva consegnato all'Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti munizioni che, presumibilmente, erano state usate negli illeciti attacchi aerei contro lo Yemen, causando numerose vittime tra la popolazione civile. Viceversa, pare che in Italia non interessi quasi a nessuno il fatto che le forze armate ucraine dal 2014 bombardino con l’artiglieria le strutture civili di Donetsk e di Lugansk e che dal 2022 lo facciano anche coi proiettili 155 millimetri della Nato”.
Ovviamente, l’ambasciata russa non parla dei bombardamenti contro la popolazione ucraina iniziati 502 giorni fa con l’invasione del Paese e che tra l’altro hanno provocato la morte di cinquecento bambini. La rappresentanza diplomatica invece sottolinea: “Magari verranno a dire che i proiettili prodotti in Sardegna sono più umani delle munizioni a grappolo che gli Usa stanno per consegnare all’Ucraina. Vorrà dire che considereremo le umanissime munizioni sarde come un segno della gratitudine italiana per gli investimenti che la Russia ha fatto negli ultimi anni e per il decennale, grande contributo che i turisti russi hanno dato allo sviluppo economico dell'isola...”.
Negli scorsi mesi l’ambasciata di Roma aveva più volte ricordato il “tradimento” dell’amicizia con la Russia da parte di politici e istituzioni italiane. Questa però è la primo intervento del genere deciso dal nuovo responsabile della rappresentanza, Alexei Paramonov, che da aprile ha sostituito Serghei Razov. Nel ricevere le sue credenziali, il presidente Sergio Mattarella ha ribadito a Paramonov “la ferma condanna per la brutale invasione perpetrata dalle forze armate russe, che rappresenta una gravissima violazione del diritto internazionale, nonché della sovranità, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”.