Russia, ucciso mentre faceva jogging un ufficiale della Marina. Era il responsabile del reclutamento a Krasnodar
dal nostro inviato Daniele RaineriKIEV – Un sicario aspetta su un viale vicino al villaggio olimpico di Krasnodar, sono le sei del mattino, è lunedì 10 luglio e non c’è quasi nessuno in giro perché piove.
Sappiamo com’è fatto grazie a un video girato non in quella zona ma vicino: maglietta nera, cappellino blu, corporatura media, fra i trenta e i quarant’anni.
Aspetta un ufficiale di marina russo che fa jogging tutte le mattine quasi sullo stesso percorso. Quando il bersaglio designato arriva vicino tira fuori una pistola Makarov, gli spara sette colpi nella schiena e al petto e sparisce.
Non ci sono testimoni in giro. L’ufficiale muore sul posto, si chiama Stanislav Rzitky ed è il responsabile della mobilitazione a Krasnodar – quindi della gigantesca operazione di recluta…
KIEV – Un sicario aspetta su un viale vicino al villaggio olimpico di Krasnodar, sono le sei del mattino, è lunedì 10 luglio e non c’è quasi nessuno in giro perché piove.
Sappiamo com’è fatto grazie a un video girato non in quella zona ma vicino: maglietta nera, cappellino blu, corporatura media, fra i trenta e i quarant’anni.
Aspetta un ufficiale di marina russo che fa jogging tutte le mattine quasi sullo stesso percorso. Quando il bersaglio designato arriva vicino tira fuori una pistola Makarov, gli spara sette colpi nella schiena e al petto e sparisce.
Non ci sono testimoni in giro. L’ufficiale muore sul posto, si chiama Stanislav Rzitky ed è il responsabile della mobilitazione a Krasnodar – quindi della gigantesca operazione di reclutamento forzato che a partire dall’anno scorso ha mandato trecentomila maschi russi a combattere in Ucraina.
Ma prima di quell’incarico Rzitky era il comandante del sommergibile Krasnodar, che fa parte della flotta del Mar Nero e porta quattro missili da crociera modello Kalibr.
A questo punto è necessario fare un passo indietro. Il 15 luglio 2022 il Krasnodar lanciò i suoi missili contro Vinnitsya, una città nell’Ucraina centrale e lontana da tutti i fronti. È uno dei posti più separati dalla violenza dell’invasione che si possano trovare in tutto il Paese, la gente segue le sue occupazioni con la guardia abbassata rispetto ad altri luoghi sempre in allerta e la vita scorre più o meno tranquilla.
Le sirene suonano anche lì quando scattano gli allarmi su tutto il territorio nazionale, ma di solito i missili russi sono in volo verso altri bersagli più importanti, come la capitale Kiev a nord. Quel giorno però i Kalibr partiti dal mare piombano nel centro di Vinnitsya con la stessa potenza di quattro autobomba perché sono dotati di una testata da guerra con duecentocinquanta chili di esplosivo ciascuno, uccidono venti civili e fra loro tre bambini.
Non è chiaro a cosa mirassero, perché distruggono soltanto negozi e macchine parcheggiate e vite di persone a caso. Un volontario italiano che combatte a fianco degli ucraini in seguito raccontò che quel bombardamento fece crollare un muro di un edificio dove dormiva, quindi è possibile che i russi mirassero a una base temporanea di combattenti stranieri di passaggio verso l’est del Paese – molto lontano – dove si combatte.
Tra i morti di quel giorno c’è anche Lisa, una bambina di quattro anni affetta dalla sindrome di Down che in quel momento stava andando con la madre dalla logopedista. La madre aveva portato Lisa a Vinnitsya per metterla al sicuro dall’invasione e aveva aperto una pagina instagram dove raccontava i loro momenti belli con foto e video. La notizia e le immagini di Lisa – fanno il giro dell’Ucraina.
Rzitky, l’uomo assassinato a Krasnodar, era il comandante del sommergibile russo che ha bombardato Vinnitsya. I canali Telegram russi dicono che usava una app di corsa che pubblica i tempi e i luoghi delle sessioni di corsa e che il sicario potrebbe avere usato quelle informazioni per pianificare l’agguato. Un bersaglio che fa sapere di correre sempre nello stesso punto e nello stesso orario era quasi un’istigazione, per chi fosse interessato a colpire.
Ora, non è chiaro chi abbia ucciso l’ufficiale russo perché non ci sono rivendicazioni ufficiali, ma negli ultimi undici mesi ci sono state alcune operazioni per eliminare persone che sono considerate particolarmente ostili o pericolose dall’Ucraina – vedi per esempio il blogger militare Valden Tatarsky oppure il propagandista Aleksander Dugin.
Rzitky era su una lista di criminali di guerra stilata dalla Gur, l’intelligence militare ucraina, e lunedì la Gur ha subito pubblicato la notizia della morte del russo sul proprio sito con molti dettagli – come la pistola Makarov e il numero di colpi sparati.
Queste operazioni, non riconducibili al governo ucraino in termini espliciti, sono spesso accompagnate da dettagli che alludono ai servizi segreti. L’attacco al ponte sullo stretto di Kerch avvenne il giorno del compleanno di Putin. La morte del blogger Tatarsky fu causata da una bomba nascosta dentro una stutetta che raffigurava proprio il volto di Tatarsky. E così via.
Il giorno prima dell’omicio a Krasnodar l’intelligence ucraina aveva pubblicato un video di propaganda di circa un minuto e senza spiegazioni che diceva “conto alla rovescia per la rappresaglia”. La Gur è comandata dal generale Kirilo Budanov, che in questi sedici mesi di guerra ha conquistato uno status quasi stregonesco di efficienza e pericolosità nelle operazioni contro la Russia.