Crimea, Kaliningrad e Sochi: le vacanze dei russi nonostante il conflitto
di Riccardo RicciMOSCA - Nonostante il conflitto in Ucraina, sono oltre quattro milioni i russi che hanno deciso di trascorrere comunque le vacanze in Crimea, la penisola annessa da Mosca nel 2014, teatro di ripetuti attacchi – spesso non rivendicati – da Kiev.
Traffico sul ponte di Kerch
Nei primi due weekend di luglio, all’imbocco del ponte di Kerch che collega la Crimea alla terraferma si sono formate code di auto senza precedenti. Lo scorso fine settimana la fila ha raggiunto i 13 chilometri e le autorità sono state costrette a distribuire cibo e acqua agli automobilisti e a installare wc chimici lungo il percorso.
MOSCA - Nonostante il conflitto in Ucraina, sono oltre quattro milioni i russi che hanno deciso di trascorrere comunque le vacanze in Crimea, la penisola annessa da Mosca nel 2014, teatro di ripetuti attacchi – spesso non rivendicati – da Kiev.
Traffico sul ponte di Kerch
Nei primi due weekend di luglio, all’imbocco del ponte di Kerch che collega la Crimea alla terraferma si sono formate code di auto senza precedenti. Lo scorso fine settimana la fila ha raggiunto i 13 chilometri e le autorità sono state costrette a distribuire cibo e acqua agli automobilisti e a installare wc chimici lungo il percorso.
A causare gli ingorghi sono diversi fattori. Dall’inizio dell’operazione militare speciale russa in Ucraina, con la chiusura dell’aeroporto di Sinferopoli, è possibile raggiungere la penisola soltanto con i traghetti o via terra, in treno o in auto. Inoltre, dopo l’attacco che lo scorso autunno ha causato il crollo di un parte del ponte, ogni auto viene ispezionata. Infine, il maltempo ha impedito l’utilizzo dei traghetti come alternativa.
La strada per Melitopol
Il picco del traffico attraverso il ponte è previsto nel prossimo weekend. Se la situazione dovesse peggiorare, il presidente Vladimir Putin ha dato l’ordine di dirottare parte del traffico attraverso le "nuove regioni", vale a dire i territori ucraini recentemente annessi. Ma secondo l’ex sindaco ucraino di Melitopol, Ivan Fedorov, già il 70 per cento del traffico dalla Russia verso la Crimea passa attraverso Melitopol.
“Pensavamo che non sarebbe venuto nessuno in Crimea. Fino a giugno non avevamo avuto prenotazioni. Soltanto una settimana fa ho iniziato a ricevere chiamate anche a causa delle alluvioni che hanno colpito Anapa sul mar Nero”, ha spiegato a Repubblica Anatolij Khalfin, moscovita trapiantato a Sebastopoli dove gestisce con la famiglia alcune strutture alberghiere.
A causa della chiusura dello spazio aereo, dei conseguenti rincari e delle limitazioni sul rilascio dei visti, il flusso di turisti verso le mete interne è cresciuto del venti per cento già nel primo trimestre. A beneficiarne non è soltanto la Crimea.
Le altre mete
Con l’80 per cento delle prenotazioni, la meta preferita resta Sochi che l’anno scorso ha accolto oltre sette milioni di turisti. Tra le destinazioni anche la vicina Anapa sul Mar Nero, le città di Mosca e San Pietroburgo, l’exclave sul Baltico Kaliningrad. Molti russi hanno inoltre riscoperto il lago Bajkal al confine con la Mongolia, la regione dell’Altaj nel Sud della Siberia, la Repubblica caucasica del Daghestan e la località termale Mineralnye Vody, letteralmente Acque Minerali.