Agritech, acqua e droni: così il futuro della ricerca italiana passa da Israele
di Rossella TercatinLa ministra dell’Università e la Ricerca Anna Maria Bernini
(ansa)GERUSALEMME - Agri-tech e desalinizzazione, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. All’indomani del viaggio in Israele del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, l’orizzonte appare chiaro: per il futuro della scienza italiana lo Stato ebraico si profila come un partner fondamentale.
Per la formazione dei ricercatori della penisola in aree chiave come tecniche di coltivazione, irrigazione e monitoraggio dei campi – fondamentali per ripensare il settore nel XXI secolo. Per il know-how in termine di gestione delle risorse idriche, area in cui Israele, nazione semidesertica che è arrivata a riciclare il 90% delle sue acque reflue, oltre a contare su impianti di desalinizzazione tra i più avanzati al mondo.
Ma anche per offrire alle università israeliane la possibilità di inviare a sua vol…
GERUSALEMME - Agri-tech e desalinizzazione, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. All’indomani del viaggio in Israele del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, l’orizzonte appare chiaro: per il futuro della scienza italiana lo Stato ebraico si profila come un partner fondamentale.
Per la formazione dei ricercatori della penisola in aree chiave come tecniche di coltivazione, irrigazione e monitoraggio dei campi – fondamentali per ripensare il settore nel XXI secolo. Per il know-how in termine di gestione delle risorse idriche, area in cui Israele, nazione semidesertica che è arrivata a riciclare il 90% delle sue acque reflue, oltre a contare su impianti di desalinizzazione tra i più avanzati al mondo.
Ma anche per offrire alle università israeliane la possibilità di inviare a sua volta i loro esperti per essere formati in campi in cui i centri italiani rappresentano eccellenze mondiali, come quello delle onde gravitazionali e del super calcolo.
“Italia e Israele sono storicamente legati da valori e priorità comuni, ma anche da solidi rapporti di collaborazione,” commenta Bernini. “In vista del vertice italo-israeliano previsto per il prossimo ottobre dobbiamo far conoscere il più possibile i nostri progetti, i nostri Centri di ricerca. Per dare una prospettiva di lungo periodo alla ricerca italiana servono sinergie forti. E quella con Israele è certamente una delle più virtuose.”
L’internazionalizzazione dei Centri di ricerca – nell’ambito di High-Performance Computing, Big Data e Quantum Computing; Agri-Tech; Mobilità Sostenibile; Biodiversità; Terapia Genica e Farmaci basati su tecnologie RNA - è una delle priorità che ha portato il ministro in Israele. Per finanziarli sono già stati stanziati 4,5 miliardi di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), che ne garantiscono la copertura finanziaria fino al 2026.
Dopo di che sarà fondamentale la capacità degli istituti di camminare con le proprie gambe e in questo senso le collaborazioni internazionali possono rivelarsi fondamentali per partecipare con successo a bandi di ricerca a livello mondiale.
“Puntiamo ad avere un legame sempre più forte nel settore dell'intelligenza artificiale, delle tecnologie quantistiche, dell'agri-tech e della gestione delle acque in un’ottica di sostenibilità e di gestione delle risorse,” ha sottolineato Bernini.
“Sono gli ambiti più critici e seguiti sia dall’Italia che da Israele. Il domani della ricerca è soprattutto qui.” Durante il suo soggiorno in Israele il ministro ha visitato i suoi principali atenei impegnati in queste discipline, il Weizmann Institute of Science di Rehovot, la Tel Aviv University e la Ben Gurion University of the Negev, incontrando accademici e scienziati, compresi molti italiani, per ascoltare esperienze e progetti e favorire eventuali contatti con controparti italiane, magari con la creazione di corridoi preferenziali per lo scambio dei ricercatori.
In Israele Bernini ha anche presenziato alla firma di un accordo tra l’azienda italiana H2C che vanta un’esperienza decennale nel campo delle infrastrutture energetiche e l’israeliana Gadfin, gruppo specializzato nello sviluppo di droni alimentati ad idrogeno.
Il terreno per la visita era già stato preparato durante un incontro di Bernini a Roma con il Ministro della Scienza Ofir Akunis a maggio. I ministri si sono incontrati nuovamente a Tel Aviv. L’obiettivo è quello di arrivare alla chiusura di una cornice di collaborazione concreta per il vertice intergovernativo.
“Vogliamo intensificare e implementare l'Accordo di Cooperazione Industriale, Scientifica e Tecnologica tra Italia e Israele,” ha spiegato Bernini. “E soprattutto incentivare lo scambio di ricercatori e la creazione di progetti di ricerca comuni. È nella condivisione delle conoscenze la chiave del progresso.”