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“Yellen drogata in Cina”, il giallo dei funghi fa gridare al complotto

Yellen con He Lifeng

 
Appena sbarcata, la segreteria Usa al Tesoro ne ha mangiati in quantità, poi è apparsa confusa, scatenando i sospetti che sia stata avvelenata
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NEW YORK — Funghi allucinogeni? Davvero c’erano sostanze psichedeliche, nel piatto della segretaria al Tesoro americana Janet Yellen, durante la prima cena della sua recente missione in Cina?

E se così fosse, si è trattato di un errore innocente, oppure di un subdolo tentativo di intossicarla, per renderla più debole e malleabile in vista dei delicati incontri che l’aspettavano?

Il mistero del complotto nasce da una casualità. Quando il 6 luglio scorso Yellen era atterrata a Pechino, la prima cosa che aveva fatto era stata andare a cena da Yi Zuo Yi Wang, un popolare ristorante specializzato nella cucina regionale della provincia di Yunnan.

Nel locale c’era anche la blogger culinaria Pan Pan Mao, che ave…

NEW YORK — Funghi allucinogeni? Davvero c’erano sostanze psichedeliche, nel piatto della segretaria al Tesoro americana Janet Yellen, durante la prima cena della sua recente missione in Cina?

E se così fosse, si è trattato di un errore innocente, oppure di un subdolo tentativo di intossicarla, per renderla più debole e malleabile in vista dei delicati incontri che l’aspettavano?

Il mistero del complotto nasce da una casualità. Quando il 6 luglio scorso Yellen era atterrata a Pechino, la prima cosa che aveva fatto era stata andare a cena da Yi Zuo Yi Wang, un popolare ristorante specializzato nella cucina regionale della provincia di Yunnan.

Nel locale c’era anche la blogger culinaria Pan Pan Mao, che aveva raccontato così l’esperienza su Weibo: "Mentre andavo al bagno, sono passata vicino al suo tavolo, e ho rallentato per dare un’occhiata ai piatti ordinati”. Tra le altre pietanze c’erano i funghi jian shou qing, una delicatezza molto ricercata. E Yellen li aveva apprezzati così tanto, da richiederli quattro volte.

Il problema, secondo quanto ha spiegato alla Cnn il professore del Kunming Institute of Botany Peter Mortimer, è che gli jian shou qing sono chiamati dagli scienziati “Lanmaoa asiatica” e hanno una reputazione non proprio raccomandabile: “È un fungo di dimensioni medio-grandi, di colore rossastro all’esterno e giallo sotto, e sembra molto simile ad alcuni porcini”.

Però “i funghi Lanmaoa sono considerati velenosi, in quanto possono essere allucinogeni. Gli scienziati non hanno ancora identificato i composti responsabili delle allucinazioni. Rimane un mistero, e la maggior parte delle prove sono aneddotiche. Ho un amico che li ha mangiati per errore e ha avuto allucinazioni per tre giorni”.

Il New York Post, giornale conservatore della catena di Rupert Murdoch, è saltato subito sulla notizia, insinuando che forse la segretaria al Tesoro era rimasta intossicata. In questo modo si spiegherebbe anche il triplo inchino, umiliante perché non reciprocato, che aveva fatto all’inizio del suo colloquio con il vice premier He Lifeng.

Se così fosse, resterebbe solo da capire se l’avvelenamento era stato un atto ostile premeditato dal governo cinese, oppure un innocente errore dovuto alla scarsa conoscenza dei funghi cinesi da parte di Yellen.

I post di Pan Pan Mao però hanno avuto enorme successo, oltre sei milioni di visualizzazioni, e il ristorante Yi Zuo Yi Wang ha sentito la necessità di spiegare che i suoi jian shou qing erano stati cotti a puntino, eliminando quindi gli eventuali effetti psichedelici.

Magari alla fine non scopriremo mai la verità su cosa è successo, ma l’episodio è indicativo dello stato delle relazioni tra Usa e Cina. La visita della segretaria al Tesoro era molto importante, perché rientrava nel tentativo di riaprire il dialogo dopo il caso del pallone spia abbattuto sui cieli americani, che ha incluso anche la missione a Pechino del capo della diplomazia Tony Blinken, e ora quella in corso dell’inviato speciale per il clima John Kerry, per cercare di riallacciare il filo della collaborazione contro il riscaldamento globale.

La Repubblica popolare ripete che la colpa delle tensioni ricade sugli Usa, ma intanto non molla Putin, non condanna l’invasione dell’Ucraina e prepara grandi esercitazioni militari congiunte.

In questo quadro anche il post di una blogger esperta di gastronomia può diventare la causa di un mistero diplomatico, con complotto allucinogeno annesso, a dimostrazione di quanto sarà difficile evitare la deriva dell’escalation politica, se non militare.

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