Israele, i pipistrelli della frutta mappano Tel Aviv insieme ai ricercatori sul clima
di Veronica StiglianiGli scienziati israeliani che studiano l’andamento delle temperature hanno trovato un nuovo validissimo assistente: il pipistrello della frutta. L'animaletto è già l’impiegato più efficiente del team di ricerca dell’Università di Tel Aviv: piccolo (lungo circa 15 centimetri), veloce e capace di mappare in maniera capillare e tridimensionale l’area osservata. Fiore all’occhiello delle sue qualità è che “lavora” di notte, il momento migliore per studiare gli sbalzi termici.
Se è evidente che fa sempre più caldo, non è altrettanto semplice stabilire quanto. L’oggetto di studio del Tau Bat Lab for Neuro-Ecology sono le cosiddette “isole di calore” cittadine, cioè le zone dove la temperatura è più elevata rispetto al resto della città. Un’informazione utile non solo per i residenti, che scoprono quali aree evitare, ma anche per gli urbanisti o per gli acquirenti di terreni ed edifici.
Gli scienziati israeliani che studiano l’andamento delle temperature hanno trovato un nuovo validissimo assistente: il pipistrello della frutta. L'animaletto è già l’impiegato più efficiente del team di ricerca dell’Università di Tel Aviv: piccolo (lungo circa 15 centimetri), veloce e capace di mappare in maniera capillare e tridimensionale l’area osservata. Fiore all’occhiello delle sue qualità è che “lavora” di notte, il momento migliore per studiare gli sbalzi termici.
Se è evidente che fa sempre più caldo, non è altrettanto semplice stabilire quanto. L’oggetto di studio del Tau Bat Lab for Neuro-Ecology sono le cosiddette “isole di calore” cittadine, cioè le zone dove la temperatura è più elevata rispetto al resto della città. Un’informazione utile non solo per i residenti, che scoprono quali aree evitare, ma anche per gli urbanisti o per gli acquirenti di terreni ed edifici.
Ma i dati a disposizione e gli strumenti per studiare il microclima urbano non sempre sono sufficienti. Non è infatti possibile collocare punti di misurazione fissi in ogni strada e in ogni angolo, mentre la “citizen science”, cioè il contributo offerto dai cittadini che registrano i dati utili agli studiosi sul loro telefono, si limita a fornire informazioni parziali, relative solo alla temperatura al livello del suolo, non ad altitudini maggiori.
Neanche i droni sono una soluzione ottimale: per gli scienziati sono troppo costosi, le loro batterie non durano abbastanza e richiedono complessi procedimenti burocratici per essere autorizzati.
Ecco allora che i pipistrelli della frutta egiziani, chiamati così per la loro alimentazione, entrano in scena da veri supereroi: dotati di microsensori, possono volare anche per 100 chilometri in una notte, assicurando una eccellente copertura dell’area studiata. "Non c'è modo migliore per ottenere una micro-misurazione della temperatura in ogni punto della città", spiega il professor Yossi Yovel. "Gli animali arrivano ovunque, in gran numero, e si muovono velocemente".
La squadra di pipistrelli ha rilevato differenze di temperatura che vanno dai due ai cinque gradi tra i centri urbani e le aree verdi. Lungo l'autostrada Ayalon, ad esempio, ci sono ben cinque gradi in più rispetto al Parco Yarkon in inverno. Risultati che confermano l’importanza delle aree verdi per mitigare le alte temperature cittadine.
Le preoccupazioni per gli animali
In merito al possibile maltrattamento dei pipistrelli, Yovel spiega che i microsensori applicati ai collari dei pipistrelli pesano "meno" del 5% del loro peso. Una percentuale in realtà non bassissima, che i ricercatori stanno cercando di ridurre (l’obiettivo è realizzare un sensore che pesi l’1% della massa dell’animale).
Le preoccupazioni per i pipistrelli della frutta sono legate anche al fatto che si tratta di una specie in via di estinzione. A causa della sua alimentazione l’animale è spesso stato considerato come una minaccia per le coltivazioni da parte dei contadini, e per questo vittima di vere e proprie persecuzioni.
La più memorabile quella di Cipro, dove il ministero dell’Agricoltura del governo coloniale britannico (che ha amministrato l'isola fino al 1960) aveva etichettato la bestiola come “parassita agricolo”. Il risultato fu lo sterminio di migliaia di esemplari a partire dal 1927, quando la comunità locale intraprese una vera e propria battaglia contro i pipistrelli spruzzando gas velenoso nelle loro grotte.
La ricerca bio-assistita
I ricercatori israeliani assicurano che i pipistrelli non sono messi in pericolo dall’attività di ricerca, che peraltro si limita a unire l’utile all’utile, servendosi di sensori già posizionati sugli animali per studiarne i comportamenti.
Inoltre, l’impiego di animali per la ricerca è una pratica diffusa: il team sottolinea che anche i pinguini reali vengono utilizzati per ottenere informazioni sui modelli di circolazione dell'acqua negli strati superiori dell'Oceano Meridionale. E la squadra già pensa di affiancare ai pipistrelli nuovi aiutanti terreni: piccioni per la misurazione del microclima sul suolo. Presto, forse, persino i topi verranno arruolati, nel loro caso in studi sulla contaminazione delle fognature, “dove nessun uomo andrebbe volentieri”.